Fine vita, messa la prima pietra per la legge: ok della Commissione all’articolo 1. Il Centrodestra vota no

Testo in Aula il 13. A favore si sono espressi i rappresentanti di M5S, Pd, Leu, Misto e Iv. Fdi e Lega hanno votato anche contro gli emendamenti su cui avevano accettato le riformulazioni proposte

Primo importante passo in avanti per la legge sul suicidio assistito: le commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera sono infatti riuscite ad approvare il primo articolo del provvedimento, la "cornice" della legge, quella che definisce il perimetro di azione, finalità della legge e i principi sui quali si basa. E ci sono riuscite grazie alla fine dell'ostruzionismo praticato da anni da parte del centrodestra che, seppure con il voto contrario, sta consentendo di procedere all'esame del testo con l'obiettivo di portarlo il 13 dicembre in Aula, per la discussione generale. Su questo primo articolo, infatti, il centrodestra ha votato contro, mentre a favore si sono espressi i rappresentanti di M5S, Pd, Leu, Misto e Iv. Fdi e Lega hanno votato anche contro gli emendamenti su cui avevano accettato le riformulazioni proposte.

Nonostante l'accoglimento dell'emendamento del centrodestra sull'obiezione di coscienza per il personale sanitario, ed altre proposte significative, Lega, Fdi, Fi e CI non ritengono infatti le modifiche introdotte sufficienti a fargli votare la proposta. Ma l'intesa sul percorso da seguire sembra al momento reggere. L'articolo votato oggi stabilisce l'obiettivo della legge che è quello di disciplinare «la facoltà della persona affetta da una patologia irreversibile e con prognosi infausta o da una condizione clinica irreversibile» di richiedere l'assistenza medica per porre fine «volontariamente ed autonomamente alla propria vita» nel rispetto dei limiti posti dalla legge e dei principi della costituzione, della convenzione europea dei diritti dell'uomo e della carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

L'esame del testo proseguirà nei prossimi giorni con l'obiettivo di concludere in Commissione il 9 dicembre ed approdare quindi in Aula, anche se con molte probabilità, visti i tempi per l'approvazione della manovra e subito dopo l'inizio della votazione per il Quirinale, la proposta potrebbe essere approvata solo a febbraio. Per poi passare al Senato. L'esame della proposta di legge si trascina in Parlamento da quando nel novembre del 2019 la Corte Costituzionale ha parzialmente depenalizzato (con la sentenza Dj Fabo-Cappato) l'aiuto al suicidio, sollecitando il Parlamento a varare una legge di attuazione. Il testo in esame recepisce i quattro criteri indicati dalla Corte per accedere al suicidio assistito: il richiedente deve essere in grado di intendere e volere; essere affetto da patologia irreversibile; dipendere da sostegno vitale; avere delle sofferenze fisiche o psichiche ritenute intollerabili.

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