Incidenti sul lavoro, in 14 anni 15mila morti con una media di 700 infortuni l’anno

Il direttore dell’Inl ha illustrato i dati: «Dobbiamo garantire uniformità e omogeneità delle indagini. Le vittime hanno la stessa necessità di giustizia»

«In 14 anni ci sono stati 15 mila morti sul lavoro e 10 milioni di infortuni, la media è di 700 mila infortuni l'anno. Avremmo dovuto avere 15mila sentenze, perché ne abbiamo solo alcune centinaia?». A parlare e illustrare i numeri drammatici è il direttore generale dell'Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano.

*** La mappa dei morti sul lavoro nel 2021

Le dichiarazioni sono arrivate durante l'audizione sul Ddl del Movimento 5 stelle sull'istituzione della Procura nazionale del lavoro. Con la «frammentarietà di un quadro di vigilanza nella materia lavoro è ancora più necessario un coordinamento a livello investigativo», ha sottolineato Giodano, «le vittime hanno necessità di avere la stessa giustizia». 

Nel 2020 nel territorio dell’Unione europea sono stati denunciati e registrati oltre 4,6 milioni di infortuni legati all’attività lavorativa. Il 2.4% di tutti i cittadini di età compresa tra 15 e 64 anni ne è stato vittima. Nel 2013 il tasso era il 2,8%, e questa riduzione «può essere in parte dovuto alla pandemia», che ha visto molta gente lavorare da casa o addirittura non lavorare affatto.

La categoria professionale con la più alta percentuale di persone che hanno segnalato un infortunio sul lavoro a livello UE lo scorso anno è stata quella degli artigiani e dei mestieri collegati, seguita dagli operatori e assemblatori di impianti e macchine e dai lavoratori qualificati dell’agricoltura e della pesca.

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