Agcom, al via istruttoria su Radio Radio per frasi antisemite

La radio privata da cui il centrodestra ha pescato Michetti è finita nella bufera per le «lezioni hitleriane» e per alcune trasmissioni

L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha «aperto una istruttoria a carico dell'emittente radiofonica romana Radio Radio riguardo ad alcune affermazioni concernenti gli ebrei e il nazifascismo pronunciate nel corso di alcune trasmissioni». Lo annuncia la stessa Agcom in una nota, spiegando di aver «attivato, inoltre, il Corecom del Lazio - competente per materia - per presunte violazioni della par condicio in periodo elettorale segnalate da più parti, a carico della stessa emittente radiofonica». 

L’emittente radiofonica era già finita nella bufera per un articolo sulla Shoah pubblicato nel 2020 sul loro sito che riguardava Michetti, il candidato sindaco del centrodestra per Roma, che era ospite come tribuno. Pur esprimendo «massimo rispetto» per le vittime dell'Olocausto, Michetti si domandava «perché la stessa pietà e la stessa considerazione» non venisse rivolta, ad esempio «ai morti ammazzati nelle foibe» o «nei campi profughi».

Roma, Radio Radio shock: "Dobbiamo pensare a tutti gli olocausti. Lenin era ebreo e ha ucciso moltissima gente"

Poi, in un discorso più ampio, azzardava: «Forse perché non possedevano banche, forse perché non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta...». Il candidato a stretto giro aveva poi chiarito che «la Shoah è stata unica nella sua disumanità contro uomini e donne che non avevano nessuna colpa, il punto più basso della storia». 

Mercoledì invece, sono proseguite le «lezioni hitleriane» dell'emittente. Nella programmazione del mattino, mercoledì, è stato uno speaker, Mimmo Politanò, a riaccendere il caso. Per il conduttore «dobbiamo pensare a tutti gli olocausti, Lenin era ebreo e ha ucciso moltissima gente». Stavolta senza il commento del tribuno Michetti. 

La comunità ebraica di Roma ha espresso «soddisfazione» per la decisione dell'Agcom di aprire un'istruttoria nei confronti dell'emittente romana Radio Radio. Contemporaneamente, però, si chiede che ora «vengano prese sanzioni reali» nei confronti di «sempre più frequenti e deprecabili episodi di intolleranza».

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