Il mistero dei resti umani trovati a Lampedusa

Le bare delle vittime del naufragio di luglio davanti a Lampedusa

Appartengono a un uomo e potrebbero essere di uno dei migranti dispersi nel naufragio del 30 giugno. Intanto Alarm Phone segnala 70 migranti su un barca in difficoltà nella zona Sar di Malta

«Resti umani», per ora chi è intervenuto sul posto si limita a definirli così. Più preciso il sindaco di Lampedusa, Totò Martello: «Sono quasi solo ossa, probabilmente di una sola persona». Ma per il resto, sul ritrovamento fatto stamattina a Cala Pulcino, versante meridionale dell’isola, è buio fitto. Di chi sono questi resti? Il pensiero va al naufragio dello scorso 30 giugno quando un barcone con a bordo una cinquantina di persone si capovolse e si inabissò tra Lampedusa e l’isolotto di Lampione. In 46 si salvarono, sette donne morirono annegate e i loro corpi furono subito recuperati; ma almeno altre nove persone persero la vita, i loro corpi rimasti dentro e attorno al relitto, localizzato a 90 metri di profondità dai robot della Guardia costiera una decina di giorni dopo, nel mese di luglio. Da allora nulla era accaduto, nel senso che gli appelli a recuperare quei corpi in fondo al mare erano, e sono, rimasti inascoltati. All’inizio di settembre, nei pressi di Cala Spugne, vennero scoperti due cadaveri in avanzato stato di decomposizione e, allora come oggi, si è pensato a qualcuno di quei nove corpi in fondo al mare, rimasti in fodno al mare a poche miglia da Lampedusa.

Ma sono solo ipotesi. Il Mediterraneo centrale anche quest’anno ha inghiottito centinaia di disperati che, partiti dalla Libia o dalla Tunisia, volevano raggiungere l’Europa. L’ultima stima fatta dall’Oim, l’organizzazione per le migrazioni delle Nazioni unite, è di 1114 persone morte o disperse durante la traversata: 454 morti e 660 dispersi. Dunque, potrebbe anche trattarsi di uno o più migranti di altri naufragi. «Quello che sappiamo - dice il sindaco Martello - è che quasi certamente i resti appartengono a una sola persona, e sono stati portati fin qui dalla risacca dello scirocco, visto che sono giorni di forte maltempo e in questi casi le correnti da Sud portano sulle coste dell’isola di tutto».

I resti, prelevati dai vigili del fuoco e adagiati in una bara, sono stati trasferiti nella camera mortuaria dell’isola mentre la Capitaneria di porto ha avvertito la procura di Agrigento che dovrà decidere se dare il via libera alla sepoltura o se disporre esami da parte del medico legale.      

Nuovo naufragio al largo di Malta
Intanto, proprio questa mattina, settanta migranti su un barca in difficoltà sono stati segnalati nella zona Sar di Malta. Lo riferisce Alarm Phone. Il natante si troverebbe da due giorni in mare: «Siamo stati allertati da circa 70 persone su un gommone a sud di Malta - spiega Alarm Phone - l'acqua sta entrando nella barca dopo due giorni in mare. Le persone devono essere salvate immediatamente».

* Notizia in aggiornamento

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