Swim for Parkinson, la traversata a nuoto dello Stretto di Messina che dà speranza a molti malati

L'iniziativa Swim for Parkinson in uno scatto dell'edizione 2019

Questa mattina l’iniziativa, organizzata dalla fondazione Limpe e con il patrocinio della Federazione italiana nuoto, ha portato ventuno malati di Parkinson a sfidare i 3,5 km di mare tra la Sicilia e la Calabria

Avere il Parkinson e traversare a nuoto lo stretto di Messina. Sembra impossibile invece è quanto avvenuto questa mattina con la seconda edizione di Swim for Parkinson, la traversata a nuoto da Capo Peloro a Cannitello, organizzata dalla Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus con il Patrocinio della Federazione italiana nuoto e della Federazione italiana nuoto paralimpico.

L’impresa è stata supportata da campioni del calibro di Tania Cagnotto, Massimiliano Rosolino, Silvia Bosurgi , Alessandro Terrin e Luca Marin, oltre che dal portabandiera della Nazionale italiana paralimpica alle Paralimpiadi di Tokyo Federico Morlacchi e dalla squadra Italiana di nuoto paralimpico. A prendere parte alla traversata sono stati però 21 atleti ancora più speciali: persone con il Parkinson, caregiver e neurologi, che questa mattina sono tornati a sfidare di nuovo le acque dello Stretto di Messina. Un grandissimo successo che ha visto tutti i partecipanti nuotare per quasi 3,5 chilometri di acque profonde attraversate da numerose correnti in questa staffetta  organizzata della Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus dove il mare ha rappresentato un momento unico di condivisione tra medico e paziente.

Era il 18 luglio del 2018 quando Cecilia Ferrari attraversò per la prima volta a nuoto lo Stretto di Messina per dimostrare che la malattia non l’avrebbe mai fermata. «Le emozioni della traversata del 2018 - ricorda la Prof.ssa Francesca Morgante neurologo della Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus - e il grande impatto positivo dell’impresa di Cecilia su altre persone con il Parkinson, ha spinto me e Cecilia a fondare la Swim for Parkinson la cui prima edizione si è tenuta il 29 Luglio 2019. Il nostro obiettivo era duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia di Parkinson e ispirare altre persone con il Parkinson a mettersi alla prova e superare i limiti, spesso mentali, imposti dalla malattia».

Dopo un anno e mezzo di totale immobilità causata dalla pandemia, oggi tuffarsi nelle acque di Messina assume una valenza ancor più importante perché «il Parkinson è una malattia del movimento che si cura con il movimento - afferma il Prof. Leonardo Lopiano, Presidente della Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus - e il nuoto tra tutti gli sport è il più completo; per questo a due anni dalla prima edizione della Swim for Parkinson vogliamo lanciare un messaggio ancora più incisivo e forte» – sottolinea Lopiano - «il Parkinson è una patologia molto complessa che va affrontata analizzando diversi aspetti. Lo stress è un fattore determinante, sia in fase iniziale che avanzata e influenza la qualità della vita dei pazienti e dei caregivers (familiari e assistenti); non da meno sono i disturbi dell’affettività (ansia e depressione), il dolore e i disturbi della sfera cognitiva e autonomica; per questo è necessario, per quanto possibile, mantenere la propria vita, i propri interessi e concentrarsi sull’attività sportiva». 

Video del giorno

Yemen, per la prima volta speleologi si calando sul fondo del "Pozzo dell'Inferno" per oltre 110 metri

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi