Orgosolo, nonna di 105 anni sconfigge il Covid: “Malattia e solitudine sono state grandi sofferenze, ma non mi sono mai lasciata andare”

Zia Michela Battasi festeggerà il compleanno il prossimo 30 maggio. «Mi sono ammalata e pure i miei figli sono stati contagiati. Avevo febbre e tosse e non respiravo: gli angeli mi hanno aiutato»

ORGOSOLO. Il 30 maggio compirà 105 anni e in questo straordinario traguardo avrà un motivo in più per gioire e festaggiare: «zia» Michela Battasi di Orgosolo è guarita dal Covid che l'ha aggredita ad aprile. Passata indenne dal virus, da qualche giorno si è negativizzata.

«Mi sento ancora debole - racconta zia Michela - non so cosa mi abbia preso, ma sembra che questa malattia sia nell'aria. Si sono ammalati anche i miei due figli e le famiglie. Il minore, quello che la notte dorme con me per farmi compagnia, è stato in ospedale, ora per fortuna è guarito».

Una fibra di ferro quella di zia Michela, classe 1916, a cui la vita non ha risparmiato sofferenze: è rimasta vedova negli anni '40 quando i suoi quattro figli erano ancora piccoli. Poi, negli ultimi 10 anni, due di loro sono venuti a mancare.

Ad aprile si è ammalata di Covid, un virus che l'ha piegata ma non sconfitta e che ha affrontato a casa senza mai andare in ospedale, accudita dalle nipoti.

«La mia vita è stata una pena - si commuove l'ultracentenaria che non ha perso la lucidità neppure nei giorni più difficili legati al virus - eppure ho affrontato tutto senza mai lasciarmi andare. Questa malattia mi ha spossato, avevo tosse, febbre e non respiravo bene, poi sono venuti i medici che mi hanno dato le cure e portato l'ossigeno. E mi hanno fatto guarire».

Gli "angeli" che hanno curato zia Michela sono i medici volontari dell'Unità mobile di mutuo soccorso, che vanno nelle case a visitare i pazienti colpiti dal Covid in provincia di Nuoro. Ora l'ultracentenaria di Orgosolo sta meglio, anche perché può ricevere in casa i figli, i nipoti e, rispettando le prescrizioni sulla pandemia, i tanti amici del paese che le sono stati sempre accanto ma che sino ad oggi sono rimasti a distanza.

«La solitudine mi ha fatto male quanto la malattia - confessa - però quando si arriva alla mia età si è stanchi: prego Dio di ricordarsi di me e di venirmi a prendere, la mia vita l'ho vissuta anche troppo a lungo».

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