Consiglio di Stato: “Illegittima la delibera del Csm sulla nomina del capo della procura di Roma”

Considerate errate l’esclusione di un concorrente e le sue attitudini, ma ora la palla passa al Consiglio Superiore della Magistratura che dovrà esprimersi nuovamente sul caso Prestipino

ROMA. Una nuova pronuncia, questa volta del Consiglio di Stato, segna un passo importante per il futuro della procura di Roma. Quella che, per molti, vale più di un ministero. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto gli appelli presentati dal procuratore di Roma, Michele Prestipino, e dal Csm contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva accolto il ricorso presentato dal procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, contro la nomina del capo della procura della capitale avvenuta il 4 marzo dell'anno scorso. La partita però non è chiusa. 

La V Sezione del Consiglio di Stato, con le sentenze nn. 3712 e 3713, ha respinto gli appelli, rispettivamente, di Prestipino e del Consiglio Superiore della Magistratura contro la sentenza del Tribunale amministrativo per il Lazio del 16 febbraio scorso che aveva accolto ricorso di Marcello Viola. Il Consiglio di Stato, confermando la decisione del Tribunale amministrativo, ritiene la delibera del Csm illegittima per due ordini di motivi. Anzitutto, perché si basa su una proposta della Quinta Commissione, interna al Csm, che ritornando sulle proprie precedenti determinazioni, immotivatamente aveva escluso Viola dai candidati da proporre al Plenum per la decisione, prima invece considerato da proporre. Inoltre perché il Csm ha valutato e comparato in modo illegittimo le rispettive attitudini direttive di Prestipino e di Marcello Viola.

Il 13 maggio verrà trattata, invece, la domanda cautelare sull'appello di Prestipino contro l'altra sentenza del Tar Lazio che aveva accolto il ricorso presentato dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi. E solo dopo la pronuncia, prevista proprio per il 13, sul ricorso che era stato presentato dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, la Quinta Commissione del Csm, riesaminerà alla luce delle sentenze pronunciate la nomina del capo della procura della capitale con una proposta che verrà sottoposta al voto del plenum. Non è escluso che la commissione possa riconfermare la proposta a favore di Prestipino nominato a maggioranza il 4 marzo dello scorso anno. Dunque la palla passa al Csm, che dovrà esprimersi nuovamente sulla nomina di Prestipino e l’adottata esclusione di Viola. 

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