Covid, il bollettino di oggi: i contagi sono 10.554, sono 207 i morti, l’indice di positività al 3,28%

Restano sostanzialmente stabili a quota 10.554 (appena 31 meno si ieri) i contagi registrati oggi in Italia, con un tasso di positività al 3,2% in discesa dello 0,4% rispetto a ieri. In calo anche i decessi da 258 a 207. Continua il calo dei ricoverati in terapia intensiva, oggi altri 55 in meno mentre sono 536 i letti che si liberano nei reparti di medicina

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Calano da 2151 a 1:759 i contagi in Lombardia.

Lieve calo dei contagi da 903 a 867 in Piemonte dove il tasso di positività sale però dell’8,7 al 9,5% mentre le vittime sono 14, quattro meno di ieri.
Contagi in discesa da 850 a 629 in Veneto dove il tasso di positività scende dal 4,8 al 3,1%

In Emilia Romagna passano da 824 a 871 i contagi mentre i decessi sono 16, tre meno di ieri.

Scendono da 861 a 715 i contagi in Toscana dove il tasso di positività è al 5,7% appena un decimale sopra la percentuale di ieri mentre i decessi da 33 calano a 11.
Da 1.007 salgono a 1.063 i contagi nel Lazio dove i decessi da 39 scendono a 17.

In Campania i contagi scendono da 1.503 a 1.382 con un tasso di positività in salita di due decimali al 7,3% mentre i decessi da 26 salgono a 43.
Stabili a quota 870 (sette meno di ieri) i contagi giornalieri in Puglia dove il tasso di positività è al 7,4%, appena un decimale più in su di ieri mentre si contano 20 vittime, 7 meno di ieri.

Covid, Brusaferro (Iss): "La curva dei contagi è in decrescita, dato molto positivo"

«La curva in Italia è in decrescita mentre in altri paesi Ue la situazione è altalenante e di transizione. La decrescita in Italia è sempre lenta ma il dato significativo è che questa settimana in tutte le regioni e province autonome è registrata una decrescita», ha affermato il presidente dell'Iss Brusaferro, presentando i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia, aggiungendo che «cominciamo a vedere ora gli effetti di un calo anche rispetto alla mortalità, ma la curva è ancora in fase iniziale». «L'età media dei casi scende a 41 anni. I casi però segnano un aumento tra i più giovani, tra 0 e 9 anni. I casi tra gli over-80 decrescono più rapidamente delle altre fasce e questo è un effetto delle vaccinazioni». «Probabilmente questa infezione diventerà endemica, molti fattori potrebbero cioè impedire il raggiungimento delle immunità di gregge ma possiamo raggiungere il controllo dell'epidemia: Covid-19 diventerà cioè come l'influenza, infettando la popolazione ma senza conseguenze eccessive. Molto dipenderà dall'andamento delle vaccinazioni».

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«Credo che osserveremo un aumento di contagi nella popolazione più giovane, ma questo non dovrebbe comportare un aumento rilevante del numero delle ospedalizzazioni. Penso che da metà maggio potremo procedere con ulteriori riaperture, penso ad esempio a coloro che organizzano matrimoni, che al momento sono quelli più indietro rispetto alle riaperture», ha detto dal canto suo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. «Oggi è molto più probabile che si contagi un giovane perché non ha fatto il vaccino, ma è molto meno probabile che finisca in ospedale rispetto ad un over 60», ha aggiunto.

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Intanto le Regioni tornano a premere sulle riaperture anticipate e in particolare sulla ritirata serale.
Sul coprifuoco «io sono ottimista. La Conferenza delle Regioni ha fatto una proposta di assoluta responsabilità», chiedendo di spostare l'inizio dalle 22 alle 23, ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, sottolineando, durante un collegamento con l'emittente locale Telequattro, che in questo modo «permettiamo ai ristoranti di tenere aperto nelle ore serali per avere un po' di incassi e aumentare un po' il lavoro rispetto alla situazione drammatica che abbiamo vissuto».«Il coprifuoco alle 22 - ha aggiunto - ha un limite molto importante, di fatto limita in modo consistente l'attività serale dei ristoranti. Se lo si sposta dalle 22 alle 23, non penso che si facciano esplodere i contagi, ma si permette alle attività di lavorare in modo più normale e alle persone, che vogliono recarsi al ristorante, di poterlo fare».

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Mentre parte l’operazione “isole minori covid free” il Piemonte perora la causa dei piccoli centri di montagna. «Se si ritiene giusto vaccinare gli abitanti delle isole minori, che soffrono una carenza di ospedali e strutture sanitarie, lo stesso dovrebbe valere anche per le aree montane, che non sono in una situazione molto diversa». Lo afferma il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, incontrando un gruppo di lavoratori stagionali valsusini che stamattina ha inscenato una mini-protesta davanti alla sede della Regione a Torino. Obiettivo, spiega, «vaccinare gli abitanti e gli operatori delle montagne piemontesi, creando così delle bolle covid-free sul modello di quanto è stato proposto per le isole italiane e far ripartire il turismo».

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Al di là della tutela brevettuale per aumentare nel breve termine e su scala globale la capacità di produrre vaccini anti-Covid, «serve più trasparenza negli scambi commerciali» dei sieri e dei loro ingredienti o componenti, rimarcano fonti della Commissione europea. «I Paesi che hanno le materie prime e i componenti per produrre vaccini dovrebbero rinunciare alle restrizioni alle esportazioni», dice la fonte, ricordando anche l'importanza «di rendere accessibili i risultati della ricerca e di spingere le case farmaceutiche a fare accordi volontari per il trasferimento di tecnologie, come in Europa tra Sanofi e Pfizer e in India tra AstraZeneca e Serum Institute».

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