Pfizer non ci sta: “Per nulla favorevoli” alla rimozione dei brevetti sui vaccini anti-Covid

Lo dice l’ad Albert Bourla in risposta alle parole del presidente degli Usa Joe Biden: «Ci sarebbe il rischio di ridurre il numero di dosi prodotte»

BRUXELLES. L'ad di Pfizer, Albert Bourla, dice di essere «per nulla» favorevole alla rimozione dei brevetti sui vaccini anti-Covid. Parole dette durante la Quinta Conferenza Internazionale Vaticana che arrivano dopo la svolta di Joe Biden che ieri ha annunciato di essere favorevole a rimuovere le protezioni dei brevetti per i vaccini contro il Covid-19 ed è impegnata «attivamente» in questo senso nei negoziati in corso al Wto. Un annuncio che aveva raccolto commenti entusiasti e di sostegno praticamente in tutto il mondo, ma che non aveva ancora fatto i conti con la resistenza delle multinazionali farmaceutiche. 

Secondo Bourla, che ha parlato con l'Afp, aprire dei siti di produzione del vaccino Pfizer-BioNTech ai di fuori degli Stati Uniti e nell’Unione europea sarebbe complicato per i problemi legati all'approvvigionamento delle materie prime, rischiando di «ridurre il numero di dosi prodotte». Il manager ha poi chiesto di «non disturbare (le operazioni di produzione) con annunci politicamente motivati, con delle promesse vuote».

Bourla ha raccontato anche il dietro le quinte dell’accordo con Biontech per la produzione del secondo vaccino anti Covid approvato al mondo: «Il vaccino Pfizer ha avuto risultati positivi a novembre 2020 ed è stato registrato a dicembre 2020. Ma sapete quando abbiamo firmato l'accordo commerciale? Nel gennaio 2021. Un accordo da miliardi di dollari è stato messo in attesa, per concentrare tutti gli sforzi sulla realizzazione del vaccino». La pandemia Covid ha visto l'avvio di molte collaborazioni e molte di queste sono state «atipiche», ha precisato, «e una delle collaborazioni più atipiche è quella che abbiamo avuto noi di Pfizer con BioNTech. Non perché abbiamo collaborato e unito le forze per sviluppare un vaccino, cosa molto comune visto che la scienza progredendo, unendo le forze. Ma perché lo abbiamo fatto senza avere un contratto, e non so se molte persone lo sappiano».

«Quando abbiamo deciso di aderire – ha ricordato Bourla – ho parlato con il Ceo di BioNTech, ora mio caro amico, Ugur Sahin. E gli ho detto: Ugur, capisci che stiamo correndo contro il tempo. Non avremo tempo per i contratti prima di mesi. E lui rispose: Lo capisco, possiamo stringere la mano attraverso la fotocamera Zoom? E' così che sono andate le cose all'inizio. L’unica cosa di cui eravamo preoccupati era quale sarebbe stata la prossima decisione da prendere per assicurarsi che il vaccino sarebbe stato efficace e sicuro». Questi, ha concluso, «sono gli esempi, e sono sicuro che ne esistano altrove nel settore, che ci rendono tutti così orgogliosi».

Video del giorno

Vitiligo, la malattia in "mostra" nel cortile pensile di palazzo Moroni a Padova

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi