Draghi promette ai sindacati investimenti per 222 miliardi

La cifra messa sul piatto dal premier arriva dal Recovery e dai 30 miliardi del fondo complementare finanziato con l'ultimo scostamento di bilancio

È terminato il secondo incontro a palazzo Chigi di giornata che ha visto protagonista il premier Draghi. Insieme al ministro dell'Economia Daniele Franco e i rappresentanti delle sigle sindacali sul Pnrr presenti alla riunione anche i tre segretari confederali: Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Ci sono circa 222 miliardi di euro a disposizione tra i fondi europei del Recovery e i 30 miliardi del fondo complementare per gli investimenti finanziato con l'ultimo scostamento di bilancio: questa la cifra confermata, a quanto si apprende da alcuni partecipanti alla riunone, dal premier Mario Draghi ai sindacati, durante il confronto a Palazzo Chigi.

La parola ai sindacati
«Sulla proroga del blocco dei licenziamenti ci sarà un incontro domani al ministro del Lavoro. Senza, è chiaro che dal 1 luglio per tutto il settore industriale e delle costruzioni ci sono centinaia di migliaia di posti di lavoro che potrebbero essere a rischio – ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in uscita dall’incontro - Darci il tempo necessario per arrivare a una riforma degli ammortizzatori sociali degna di quel nome è una responsabilità. Non stiamo chiedendo la luna ma di superare l'estate per affrontare meglio la situazione». Per il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, è mancato il piano nazionale di ripresa e resilienza: «Non ci è stato consegnato, ci siamo solo confrontati. Draghi ci ha chiesto la nostra idea, abbiamo ribadito di voler avere gli impatti occupazionali del piano, di voler capire cosa succede sulla governance. Alla fine dell'incontro Draghi ci ha dato disponibilita' per un ulteriore incontro dopo il primo di maggio». Per il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra l’attenzione resta sul «tema della crescita, dello sviluppo, del rilancio degli investimenti e del lavoro. In questo senso abbiamo chiesto a Draghi di valutare la necessità di accompagnare la fase di attuazione del piano con un accordo con un patto sociale che tenga insieme governo, associazioni datoriali e sindacati».

Il premier al dialogo con l’ultimo partito per discutere il Recovery: «Non ci saranno slittamenti»
Il primo meeting di questa mattina, definito «positivo», è stato quello che ha visto il premier faccia a faccia con gli esponenti dell’ultimo partito per discutere il Recovery. Delle linee del governo relative al piano nazionale di ripresa in primis, ma anche sul decreto sostegni. I capigruppo di LeU, Federico Fornaro e Loredana De Petris, hanno confermato che «non ci saranno slittamenti, Draghi ha assicurato che il piano sara' presentato a Bruxelles entro la fine di aprile». «Abbiamo riconfermato esigenza di investire su due grandi temi, digitale e transizione ecologica esprimendo la preoccupazione che non diventino un libro dei sogni, ma ci sia una forte selezione – ha detto Fornaro - nell'assegnazione dei fondi per noi resta fondamentale il superamento del digital divide". Sul decreto sostegni ha continuato De Petris: «Abbiamo chiesto che si intervenga in modo sostanzioso sui costi fissi. Inoltre, nonostante ci siano stati interventi sulla Cig, rimangono ancora molti settori scoperti e questo per noi è un problema». La richiesta di LeU è quella di «uno stretto contatto tra governo e Parlamento, visto che il tempo di discussione è poco da qui alla fine del mese». Per la capogruppo in Senato Loredana De Petris «le risoluzioni parlamentari sono la strada» e, visti i tempi, «sarà una corsa». 

«Necessario ristrutturare il sistema sanitario nazionale»
In merito al Global Health Summit del prossimo 21 maggio a Roma, Draghi ha dichiarato, introducendo il webinair di ascolto con i rappresentanti della società civile, che «l'attuale pandemia ci impone di essere meglio preparati per il futuro. Dobbiamo sostenere la ricerca, rafforzare le catene di approvvigionamento e ristrutturare il sistema sanitario nazionale. Dobbiamo rafforzare il coordinamento e la cooperazione globali». L’evento contribuirà all'elaborazione dei principi della "Dichiarazione di Roma" con cui si chiuderà il Summit: «Servirà per fare fronte alle future emergenze». E conclude il primo intervento: «Il nostro lavoro deve iniziare ora, non sappiamo per quanto tempo durerà o quando ci colpirà la prossima». Draghi ha poi aggiunto riprendendo parola in videomessaggio: «La maggior parte di noi non era pronta ad affrontare una crisi sanitaria di tale portata. Ci mancava la capacità di rilevare la pandemia attraverso un sistema di allerta precoce. I nostri piani di emergenza erano obsoleti e insufficienti. Nonostante tutto il coraggio dei nostri medici e infermieri, il virus ha messo in luce le fragilità dei nostri sistemi sanitari. Ma abbiamo mostrato la capacità di reagire».


 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi