Blitz antimafia, 70 arresti e sequestri per un miliardo di euro. In manette la cantante Anna Bettz

Coinvolta anche l’ereditiera Anna Bettozzi, vedova del petroliere romano Sergio Di Cesare

C'è anche un personaggio del jet set come la cantante ed ereditiera, Anna Bettozzi, tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti dai finanzieri dei Comandi provinciali di Napoli, Roma, Catanzaro e Reggio Calabria, unitamente ai finanzieri dello Scico e ai carabinieri del Ros, coordinati dalle rispettive Direzioni distrettuali antimafia e dalla procura Nazionale antimafia e antiterrorismo, a carico di 70 persone responsabili di associazione di tipo mafioso, riciclaggio e frode fiscale di prodotti petroliferi. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati immobili, società e denaro contante per un valore di circa un miliardo di euro. La Bettozzi - vedova ereditiera dell'impero del noto petroliere romano, Sergio Di Cesare - avrebbe sfruttato non solo il riciclaggio di denaro della camorra, ma anche i classici sistemi di frode nel settore degli oli minerali, attraverso la costituzione di 20 società «cartiere» per effettuare compravendite puramente cartolari in modo tale eludere con la Made Petrol le pretese erariali, potendo così rifornire i network delle così chiamate «pompe bianche» a prezzi ancor più concorrenziali. 

L'operazione è frutto di 4 diverse indagini, coordinate dalle diverse procure antimafia di Catanzaro, Reggio Calabria, Napoli e Roma e dalla Direzione nazionale antimafia. Le indagini sono confluite nella maxi operazione alla luce del fatto che avevano ad oggetto le stesse dinamiche criminali anche se con soggetti coinvolti diversi.

Dunque il traffico di idrocarburi e le frodi fiscali connesse sono diventati il nuovo business delle mafie italiane. Camorra e 'ndrangheta si sono infiltrati nel settore lecito degli oli minerali, grazie alla compiacenza di imprenditori collusi, tra cui la cantante che ha ereditato l'impero del marito petroliere: Anna Bettozzi, finita addirittura in carcere. L'indagine «Petrolmafie spa» ha portato anche al sequestro di beni per oltre un miliardo di euro. Nel blitz di oggi sono state trovate due valigette con un milione di euro cash, a dimostrazione della grande disponibilità di denaro dell'organizzazione.

«L'attività di indagine ha dimostrato come si sviluppa il rapporto tra imprenditori e organizzazioni mafiose». Ha detto, nel corso di una conferenza stampa online, il procuratore di Roma  Michele Prestipino. «Questa - ha aggiunto – è stata un'indagine davvero insolita e particolare che ha messo insieme l'intelligenze investigative di quattro uffici giudiziari. La parte romana dell'inchiesta è molto intrecciata con quella della procura di Napoli e ha riguardato l'operatività di un gruppo imprenditoriale importante, radicato da molti anni nella capitale, che ha fatto pesare la sua presenza sul settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi. Seguendo le vicende di questo gruppo imprenditoriale e' emersa la presenza, nemmeno tanto occulta, di personaggi legati a importanti gruppi di Camorra». 

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