Coronavirus in Italia, il bollettino del 3 marzo: 20.884 nuovi contagi e 347 decessi. L’indice di positività al 5,82 per cento

Nuovo rialzo dei contagi in Italia da 17.83 a 20.884, con un tasso di positività anch’e3sso in crescita dal 5,1 al 5,82 per cento. I morti sono 347 mentre i ricoverati in terapia intensiva sono 84 in più di ieri, 193 quelli nei reparti di medicina.

In Lombardia i casi si impennano da 3.762 a 4.590 ma con un aumento consistente dei tamponi che fa scendere l’indice di positività dall’8,9 all8,2%. In lieve calo da 1.609 a 1.537 i contagi in Piemonte, dove però l’indice di positività sale dal 16,7 al 17,4%.

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In leggera crescita da 1.228 a 1.272 i nuovi positivi in Veneto dove il tasso di positività scende però dal 9,9 all’8,1%. In calo da 22 a 17 anche i decessi. Nella rossa Bolzano i casi salgono invece da 236 a 280, ma con un netto calo dal 16,5 al 12,1% del tasso di positività.

Salgono ancora da 1.188 a 1.520 i casi nel Lazio, dove cresce dello 0,9% anche il tasso di positività, mentre i decessi sono35 contro i 29 di ieri.

O nuovi casi positivi Covid registrati in Toscana sono 1.163 su 24.913 test di cui 16.532 tamponi molecolari e 8.381 test rapidi, con un tasso di nuovi positivi del 4,67% (8,8% sulle prime diagnosi). Lo ha reso noto Eugenio Giani, presidente della Regione, sulla sua pagina Facebook. Sono più alti rispetto a ieri sia il dato dei nuovi casi (erano 1.058) sia quello dei test (erano 23.324), con una sostanziale stabilità del tasso di positivi (era del 4,54%).

In Emilia Romagna casi ancora in salita da 2.040 a 2.456 con l’indice di positività che passa a due cifre salendo dal 9,3 al 10,8%.

Coronavirus, Bertolaso: "Zona rossa in Lombardia? Credo che tutta Italia si stia avvicinando"

Per la quarta volta nell'anno i casi di coronavirus nelle Marche superano i 700 in un giorno: sono 759 i positivi rilevati in 24ore tra le nuove diagnosi contro i 415 di ieri. Continuano a crescere i contagi in Puglia che da 1.021 passano a 1.261.
La risalita dei casi in Sardegna minacciano il paradiso della fascia bianca appena conquistato, con i positivi che da 70 risalgono sia pure solo di un caso sopra l’asticella dei 100.

Preoccupato dell’effetto varianti il lombardo Fontana. «Non ci sono in questo momento situazioni di modifica delle fasce. Nel pomeriggio – ha detto- riguardiamo i dati e se ci saranno comuni o province particolarmente gravi, interverremo per cercare di fermare l'evoluzione della pandemia». «Bisogna aspettare i dati del Cts e poi si faranno le valutazioni del caso, per ora monitoriamo costantemente e giornalmente le situazioni di pericolosità - ha aggiunto -. Per il momento siamo in zona arancione con alcune evidenze di qualche difficoltà trasformate in zona arancione scuro». «A me sembra che tutta Italia, tranne la Sardegna, si stia avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa. La Lombardia, per quello che ha passato nei mesi scorsi, è più vulnerabile rispetto ad altre regioni, ma non sono preoccupato per questa regione più che per altre», ha affermato a sua volta il super consulente di Fontana per l’emergenza, Guido Bertolaso.

Coronavirus, Brusaferro (Iss): "Variante inglese ormai dominante in Italia al 54 per cento"

Sull'ipotesi di un Piemonte in zona rossa, il presidente della Regione Alberto Cirio ammette che «i numeri del pre report arriveranno stasera. I valori sia sulle terapie intensive che ordinarie sono ancora sotto soglia, pur registrando un incremento. Quindi, nonostante non si siano ancora accese le spie dell'allarme, abbiamo una situazione che ci dice che quotidianamente le cose stanno peggiorando. Per questo, come abbiamo iniziato a fare con le zone rosse e faremo ancora nei prossimi giorni, dobbiamo essere pronti a intervenire chirurgicamente laddove necessario».

“Vede rosso” anche l’emiliano Stefano Bonaccini. «Noi sappiano che venerdì arriverà l'analisi settimanale della cabina di regia nazionale che potrebbe anche portare l'Emilia-Romagna in zona rossa. Al di là di quello che avverrà con le decisioni nazionali – afferma –   noi non possiamo aspettare perché il ministero registra dati più vecchi di almeno una settimana e noi sappiamo che il problema è continuato crescere». . «Il contagio è partito molto più veloce di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta in 10-15 giorni, non trova un'accelerazione nella risposta rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d'Italia» afferma, aggiungendo che la variante inglese «pare quasi essere un nuovo virus per diffusione e categorie d'età».

Vaccini, la parlamentare europea che accusa Von Der Leyen: "Perché l'UE si è inchinata a Big Pharma?"

Si tenta nel frattempo di accelerare sui vaccini coinvolgendo le imprese farmaceutiche italiane nella produzione in conto terzi. Nell'incontro che si è svolto oggi al Mise sulla possibilità di produrre vaccini anti Covid in Italia, è stato appurato che ci sono le condizioni immediate per avviare la fase dell'infialamento e finitura. Lo si legge nella nota del Mise. Grazie all'eccellenza produttiva dell'Italia, infatti - si spiega - sono già pronte a partire molte aziende. È stato dato mandato dal ministro ai diversi rappresentanti presenti competenti - si aggiunge - di procedere all'individuazione di contoterzisti in grado di produrre vaccini entro autunno del 2021.

Economia in Quark - Vaccini: cosa ha sbagliato la Commissione Ue nel negoziare con le case farmaceutiche e che fare ora

Un algoritmo sviluppato dagli statistici dell'Università Milano Bicocca potrebbe risolvere il problema di come individuare chi ha priorità di accesso al vaccino per le proprie condizioni di salute, senza per questo rallentare la campagna di vaccinazione. L’algoritmo individua per nome e cognome le persone dai 18 ai 79 anni che hanno la priorità al vaccino in base al loro profilo clinico. L'indice di fragilità è stato calcolato incrociando le informazioni della Banca dati assistiti delle regioni con i flussi di sorveglianza dei tamponi, dei ricoveri e dei decessi per Covid nella prima ondata e nella seconda. L'applicazione di questo sistema - spiegano i ricercatori - consente di evitare centinaia di intubazioni e decessi. L'algoritmo, adottato dalla Lombardia, verrà comunicato al Ministero della Salute. Il problema però è alla base, perché oltre la metà dei cittadini non ha un fascicolo sanitario elettronico realmente implementato dalle informazioni sanitarie relative al singolo assistito.

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