Covid, la nuova ordinanza della Regione Lazio: coprifuoco da mezzanotte alle 5

Tutti i provvedimenti per contenere il contagio del virus indicati dal governatore Nicola Zingaretti: dagli spostamenti vietati alla didattica a distanza

In arrivo nel Lazio la nuova ordinanza per contenere il contagio del coronavirus. «Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, firmerà questa sera, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, una nuova “Ordinanza ai sensi dell'articolo 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-2019”

si legge in una nota della Pisana -. A seguito degli incontri con il Comitato Tecnico Scientifico, l’Assemblea dell’Anci, la Conferenza dei Rettori e l’Associazione dei presidi, la Regione Lazio dispone di:

potenziare la rete COVID attraverso l’incremento di posti letto dedicati all’assistenza di pazienti affetti da COVID-19, identificando strutture pubbliche e private ulteriori rispetto a quella già inserite nella rete COVID, anche parzialmente dedicate e provvedere all’ampliamento dei posti di quelle già inserite in rete, fino al raggiungimento di 2913 posti letto di cui 552 dedicati alla terapia intensiva e sub-intensiva»

La stretta notturna
Quindi la stretta notturna: «A partire dalla notte tra venerdì 23 ottobre e sabato 24 ottobre saranno vietati gli spostamenti in orario notturno sul territorio della Regione, dalle ore 24 alle ore 5 del  giorno successivo, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze (a titolo esemplificativo, per i lavoratori, il tragitto domicilio, dimora e residenza verso il luogo di lavoro e viceversa), e per gli spostamenti motivati da situazioni di necessità o d’urgenza, ovvero per motivi di salute».

La scuola
E poi la scuola per la quale  a partire da lunedì 26 ottobre, verrà potenziata «la didattica digitale integrata nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado e nelle Università. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari al 50 per cento degli studenti, con esclusione degli iscritti al primo anno, mentre le Università incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari all’75 per cento degli studenti iscritti, con esclusione delle attività formative che necessitano della presenza fisica o l’utilizzo di strumentazioni».

La rete ospedaliera 

«Con questo nuovo provvedimento viene rimodulata l’intera rete ospedaliera regionale ampliando e rafforzando i posti dedicati al COVID-19 seguendo l’andamento della curva epidemiologica - sottolinea Zingaretti - In questi mesi il nostro lavoro è stato costante, non ci siamo mai fermati e grazie alla collaborazione di tutti nel Lazio solo ad ottobre sono stati effettuati 300mila tamponi, oltre 15mila in media al  giorno e siamo la prima regione in Italia per numero di casi testati in proporzione alla popolazione”.

«Continuiamo a monitorare costantemente la situazione e stiamo lavorando a implementare e incrementare l’azione di screening, per questo - conclude il presidente della Regione - stiamo avviando una manifestazione di interesse per individuare strutture private in grado di eseguire almeno 5mila tamponi al giorno».

I provvedimenti

Dunque a partire da venerdì prossimo 23 ottobre, per un mese, ci sarà il divieto di spostamenti da mezzanotte alle 5 del mattino. Si potrà uscire di casa solo per  «comprovate esigenze», per motivi di lavoro e per urgenze da giustificare attraverso un'autocertificazione.

E da lunedì 26, per 30 giorni, al via la didattica a distanza per le scuole superiori al 50%, esclusi gli studenti del primo anno. E per l'università al 75 %, tranne che per le matricole. Si è deciso di procedere con queste regole anche se l'Rt supera di poco il valore di 1 (a Roma è all'1,2) per scongiurare nuovi lockdown, in accordo con i sindaci di tutti i comuni del Lazio e insieme ai presidi.

«Presto pronta nuova ordinanza - aveva comunicato ieri 20 ottobre l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato -. Ringrazio tutti gli operatori sanitari e tutte le strutture interessate per lo sforzo straordinario che stanno compiendo» . 

Più smartworking

Ieri il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti aveva chiesto di aumentare il lavoro agile per contenere la diffusione del contagio. 

«Oggi ho inviato una lettera per Ministri, sindaci, presidenti delle Province e di enti pubblici del Lazio - aveva comunicato -. Ho chiesto loro di riprogettare il lavoro per andare ben oltre la soglia del 50% di smartworking come soglia minima negli uffici pubblici.

Bene la base di partenza del 50% di smartworking indicata per tutte le attività e i servizi che non necessitano di presenza fisica, poiché il tessuto lavorativo della Regione Lazio, ma soprattutto di Roma, si connota per l’ampia presenza di lavoratori del settore pubblico». 

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«Occorre andare oltre e potenziare la programmazione delle forme di lavoro flessibile che impattano sia sulla riduzione dei contatti negli ambienti di lavoro, sia sul carico del trasporto pubblico verso la capitale e al suo interno - ha aggiunto Zingaretti -.

Anche nei casi di attività in presenza sarà importante che gli uffici pubblici programmino orari di accesso dei propri dipendenti e che, compatibilmente con gli orari di apertura al pubblico, differenzino per fasce orarie come si stanno impegnando a fare le istituzioni scolastiche».

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I "giorni più difficili"

«Su oltre 20 mila tamponi oggi nel Lazio si registrano 1.219 casi positivi, 16 i decessi e 133 i guariti - ha fatto sapere oggi D'Amato -. Il rapporto tra i tamponi e i positivi è al 5,9. Queste sono le giornate più difficili, occorre rigore e rispetto del distanziamento. Bene avvio sistema di prenotazione online dei drive-in, da ieri effettuate 5 mila prenotazioni e presto tutti i drive di Roma avranno accesso solo previa prenotazione online. Ci aspettiamo un incremento del valore Rt soprattutto nelle province, Roma sta tenendo. La rete ospedaliera è entrata nella settima fase, programmati a regime circa 3.000 posti riservati a Covid».

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