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Salvini: “Codice degli appalti in Cdm entro il ponte dell’Immacolata”

Il vicepresidente parla anche di Pnrr: «Pensare di ultimare e rendicontare le opere entro il 2026 è un esercizio di fantasia»

Simona Buscaglia
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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(ansa)

Un codice degli appalti che sarà «moderno, snello e veloce» e che arriverà presto: «Ho lavorato anche questa mattina con i tecnici per portarlo entro il ponte dell'Immacolata al Consiglio dei ministri. Se non si parte da questo non si va da nessuna parte». Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, lo annuncia durante il suo intervento all’evento «Lombardia 2030», in corso all’Hangar Bicocca a Milano.

«Mi aspetto la critica ideologica di qualcuno, ma sono le procedure troppo lunghe che aiutano i furbi, i corrotti e i corruttori». Il vicepresidente aggiunge che «la bozza ereditata dal Consiglio di Stato consta in 230 articoli e ci sono arrivati più di 60 contributi di modifica» mentre la sua indicazione «è di portare in Cdm la metà della bozza del testo che ci è stata consegnata, con delle semplificazioni e delle innovazioni».

Salvini parla anche di un tema toccato più volte nella mattinata di dibattito milanese, ovvero l’autonomia differenziata, definita «un processo salvifico per tutti, anche per le regioni del centro e del sud martoriate anche in questi giorni, in queste ore, dall'incuria del territorio». Secondo il leader della Lega, autonomia vuol dire soprattutto che «chi ha responsabilità del territorio non può più avere alibi».

Salvini commenta anche le parole del suo collega di governo, il ministro Gilberto Pichetto Fratin, che, parlando dell’abusivismo edilizio, ha detto «Secondo me basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti coloro che lasciano fare»: «C'è qualcuno che vorrebbe arrestare i sindaci – spiega il vicepresidente – io invece vorrei proteggerli e liberarli dalla burocrazia: è sulle spalle dei sindaci che viaggia la maggior parte dello sviluppo del paese».

Una precisazione anche sul Piano nazionale di ripresa e resilienza: per il ministro delle Infrastrutture pensare di ultimare e rendicontare entro il 2026 le opere del Pnrr «è puro esercizio di fantasia: siamo a fine 2022 e quindi rimodulare modi, tempi e costi credo sia un’operazione di serietà. Altrimenti avremo tanti bei progetti sulla carta senza poter intervenire».

Salvini nel suo intervento guarda anche al contesto internazionale e al pacchetto climatico «Fit for 55»: «Così come impostato, è un suicidio collettivo scelto dall'Europa, e porterebbe alla chiusura di migliaia di aziende e alla perdita di decine di migliaia posti di lavoro» e «nulla avrebbe a che fare con la sostenibilità ambientale: la transizione è tale perché prevede un periodo di accompagnamento, altrimenti ci legheremmo mani e piedi alla potenza cinese».

Il vicepresidente torna a parlare anche di energia nucleare: «Mi viene detto che per il nucleare ci si mette tanto tempo ma se non si comincia mai non si arriva mai e per il nucleare di ultima generazione ci vogliono 7 anni: per il 2030 potremmo avere quindi la prima produzione di energia elettrica in Lombardia se volesse essere capofila».

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