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Pagamenti digitali addio, lo scontrino medio è 47,5 euro: da gennaio i negozi saranno liberi di non accettare più le carte. Il governo: “Dialogo con Ue”

Non saranno rinnovati i crediti d’imposta per le commissioni bancarie e per Pos. Sarà più difficile contrastare l’evasione fiscale

giuliano balestreri
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

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(ansa)

Pagamenti digitali addio. Forse. Il governo frena, e in una nota precisa che « sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di pagamento, sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea dei cui esiti si terrà conto nel prosieguo dell'iter della legge di bilancio». Ma l’innalzamento a 60 euro della soglia oltre la quale è obbligatorio accettare anche pagamenti elettronici, in combinato disposto con l’aumento a 5mila euro dell’utilizzo del contante è un regalo agli evasori fiscali e da un lato e mette una pietra tombale sui pagamenti alternativi dall’altro. Peraltro in un momento in cui l’Italia si stava faticosamente avvicinando al resto d’Europa: «Nel primo semestre del 2022 il transato dei pagamenti digitali in Italia ha raggiunto 182 miliardi di euro, in crescita del +22% sullo stesso periodo del 2021. Se la crescita dei consumi, considerando l’effetto inflattivo, non subirà bruschi rallentamenti – si legge nell’ultimo Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano – i pagamenti digitali a fine anno potrebbero raggiungere un valore tra i 390 e i 405 miliardi e arrivare a rappresentare oltre il 40% del totale speso dagli italiani, avvicinandosi sempre di più ai contanti (ormai sotto la soglia del 50%)».

Di più: nei primi sei mesi dell’anno lo scontrino medio di chi non ha pagato in contanti è arrivato a 47,5 euro, un euro in più rispetto al 2021, ma in calo nel confronto con il 2020. Lo scorso anno, a spingere, l’utilizzo dei pagamenti digitali anche per i piccoli importi, era stato il cashback di Stato, durato abbastanza per cambiare le abitudini dei consumatori. Adesso, si rischia di assistere a una brusca frenata. Per esempio, sarà impossibile o quasi pagare un taxi con bancomat o carta di credito; bar e ristoranti saranno liberi di accettare solo pagamenti in contanti e così tutti i commercianti e i liberi professionisti che – secondo le stime del Mef – sono i principali evasori dell’Irpef: oltre il 68% delle imprese e partite Iva, infatti, dichiara meno del dovuto o direttamente non le paga.

A lungo, a frenare liberi professionisti e commercianti, sono state le alte commissioni richieste dalle banche per incassare i pagamenti, anche per questo, il governo Draghi nel 2021 aveva scelto di spostare gli incentivi all’utilizzo della moneta elettronica dai consumatori agli esercenti. Per sostenere i pagamenti, quindi, fino al 31 dicembre 2022 è stato aumentato dal 30% al 100% il credito d’imposta sulle commissioni e fino al 30 giugno valeva lo stesso anche per l’affitto dei Pos, ma nessuna delle due misure è stata rinnovata. E dal primo gennaio gli esercenti saranno liberi di restituire il proprio Pos. 

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