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Morto improvvisamente il ministro degli esteri bielorusso. Kiev: “Potrebbe essere stato avvelenato”

Era stato indicato come possibile successore di Lukashenko. La leader dell'opposizione Tsikhanouskaya: “Era un traditore”

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«Vladimir Makei, 64 anni, capo del ministero degli Esteri bielorusso, è morto. Ci sono voci che potrebbe essere stato avvelenato». Lo scrive su Twitter Anton Gerashchenko, consigliere del ministero ucraino dell'Interno, ipotizzando che si tratti di un avvertimento per il presidente bielorusso Alexsandr Lukashenko.

«Makei – si legge nel tweet – era stato indicato come possibile successore di Lukashenko. Era uno dei pochi a non essere sotto l'influenza russa. Voci dicono che potrebbe essere un avvertimento a Lukashenko stesso». 

La morte improvvisa di Makei è stata resa nota oggi dall'agenzia stampa ufficiale bielorussa BeLta, che non ha fornito dettagli sulle circostanze del decesso. La notizia arriva dopo che il Robert Lansing Institute, citando fonti dei vertici militari russi, ha scritto che il Cremlino intende costringere la Bielorussia a scendere in guerra contro l'Ucraina a fianco di Mosca, organizzando un attentato contro Lukashenko. Due strategie sarebbero allo studio: nella prima si tratterebbe di un falso tentativo di assassinio per far pressione sul leader di Minsk, nella seconda Lukashenko verrebbe ucciso e sostituito con il segretario generale dell'alleanza militare a guida russa Csto, Stanislav Zas, descritto come fedele al Cremlino.

Tsikhanouskaya: “Era un traditore”
«Makei era un traditore. Nel 2020 ha tradito il popolo bielorusso e sostenuto la tirannia, ed è così che il popolo bielorusso lo ricorderà», ha affermato la leader dell'opposizione bielorussa, Sviatlana Tsikhanouskaya, riferendosi al sostegno del ministro degli Esteri alla repressione delle proteste per la contestata rielezione del presidente Alexander Lukashenko.

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