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Governo, Crisanti rinuncia allo stipendio da senatore: “Guadagno di più da medico, lo faccio per la pensione”

Chi ha un seggio al Senato percepisce mediamente tra gli 11 e i 14 mila euro. Il virologo dem: «Me l’hanno consigliato a Palazzo Madama». Malumori dall’azienda ospedaliera di Padava dove è direttore di Microbiologia

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Una scelta che fa discutere, quella di Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia di Padova e adesso anche senatore della Repubblica eletto all'Estero col Pd. Il virologo «papà dei tamponi» ha deciso di rinunciare al suo stipendio. Non per generosità nei confronti dello Stato, ma per guadagnare di più tenendo la retribuzione da medico. Per questo non mancano i malumori all’interno dell’azienda ospedaliera padovana.

Lo ammette lo stesso professore, intervistato dal Mattino di Padova. «È vero, sì. Ho optato per lo stipendio d’origine, composto dall’attività con l’Università di Padova e con l’Azienda ospedaliera», ammette dall’Imperial College di Londra.

Come mai lo stipendio da parlamentare è meno ricco? «È una questione di contributi previdenziali – chiarisce Crisanti – di continuità nel versamento. Me l’hanno consigliato in Senato. Del resto è una cosa che fanno molti magistrati, è una prassi normale. Non cambia molto come importo ma per la pensione conveniva. È una cosa legittima, consentita dalla legge» si difende il senatore. 

A quanto ammonterebbe lo stipendio? Un senatore percepisce mediamente tra gli 11 e i 14 mila euro, con tutte le indennità. «Io ricopro una posizione apicale sia all’Università che in Azienda ospedaliera», spiega il professore. «La mia classe di stipendio è elevata, perché fui chiamato come professore di “chiara fama”, poi ho l’indennità di direzione di dipartimento, di unità complessa e di Malattie infettive. La somma è interessante ma non è che sono stato lì a contare le centinaia di euro. È solo una questione legata alla mia pensione».

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