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Ragazza minorenne stuprata a Ostia. Arrestati un pugile e un calciatore

I due sono cugini del fidanzato sedicenne della vittima. La violenza è iniziata a settembre del 2021

EDOARDO IZZO
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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ROMA. Risalgono esattamente ad un anno fa i ripetuti abusi sessuali su una ragazzina di 15 anni di Ostia (Roma) che – a chiusura dell’indagine, coordinata dalla Procura di Roma – ha portato all’arresto di due fratelli (uno di 23 e uno di 24 anni, un calciatore e un boxeur, entrambi ai domiciliari) mentre è ancora al vaglio la posizione del 16enne che avrebbe avuto il ruolo certo peggiore nella vicenda.

Un anno fa, infatti, lui era il fidanzatino della giovanissima da circa un anno ed è cugino dei due maggiorenni accusati degli abusi: sarebbe stato lui a organizzare l’incontro con la ragazza, assistendo alle molestie senza intervenire. Ancora una brutta storia di violenza dal litorale romano, dunque. Con molti punti ancora da chiarire.

La ragazzina – che sarebbe affetta da qualche disturbo psichico – avrebbe subito due aggressioni da parte dei suoi molestatori: due episodi a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. In entrambi i casi a fare da «mediatore» sarebbe stato il 16enne, indagato per favoreggiamento.

La prima volta sarebbe stata invitata dal fidanzatino a fare una passeggiata assieme agli altri due: all’improvviso le propongono di fare sesso in gruppo e al suo rifiuto la trascinano nell’auto di uno dei due costringendola a turno ad avere rapporti, mentre il 16enne assiste sena fare nulla. Pochi giorni dopo tutto si sarebbe ripetuto a casa del ragazzo che, anche in questa occasione, non è intervenuto.

Dopo alcuni giorni di silenzio la ragazzina non ha retto allo stress e ha confessato tutto alla madre che l’ha accompagnata a sporgere denuncia al commissariato del X° distretto di polizia, di Ostia dove ha raccontando tutta la vicenda. Le indagini – complesse – si sono concluse solo a metà settembre.

La giovanissima è stata e stata esaminata in ospedale e ascoltata in audizione protetta con il supporto di personale specializzato dal punto di vista psicologico. Interrogato e messo alle strette anche il 16enne, che ha finito per confermare la propria presenza in occasione delle violenze sessuali subite dalla giovane.

Ad incastrare i due cugini del ragazzo le accurate indagini che avrebbero consentito di individuare in modo chiaro la responsabilità dei due arrestati: gli investigatori hanno sequestrato gli indumenti indossati da tutti i giovani coinvolti nella vicenda, i cellulari, i Pc e i tablet. Proprio le chat recuperate dai cellulari avrebbero consentito di trovare le maggiori conferme di colpevolezza dei due che presto potrebbero comparire davanti al gip per l’udienza di convalida del provvedimento di custodia cautelare.

Ancora da chiarire le motivazioni del fidanzatino: non ha spiegato la sua condotta, determinata forse da uno stato di soggezione nei confronti dei due ragazzi più grandi. Ma si continua comunque ad indagare anche su ipotesi poco accreditate come la cessione di denaro, lo sfruttamento della prostituzione minorile o questioni legate al mondo della tossicodipendenza.

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