In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Guerra Russia-Ucraina, Lavrov: “Von der Leyen sulle elezioni in Italia? Dittatoriale”. E sugli Usa: “Ora sono parte del conflitto”. Zelensky ai russi: “Putin vi manda a morire”. Pechino chiede lo stop alla guerra

Il Cremlino sostituisce il generale responsabile della logistica. Avvisi di leva da Mosca a ucraini con passaporto russo. Missili su Zaporizhzhia e dighe. Borrell: «Seria minaccia nucleare». Usa pronti a nuove sanzioni se ci sarà l’annessione

DIRETTA A CURA della redazione
Aggiornato alle 25 minuti di lettura

Creato da

È il 213esimo giorno di guerra. Nelle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, sotto il controllo parziale o totale delle forze russe sono iniziati i referendum per l’annessione alla Federazione Russa che si concluderanno il 27 settembre. Scopo di Mosca è poter considerare ogni tentativo di riconquista dei territori occupati come un attacco diretto alla Russia, con tutto quello che ne consegue.
Kiev denuncia che gli occupanti russi avrebbero organizzati gruppi armati per costringere le persone a partecipare al voto. Ci sono anche italiani tra gli osservatori internazionali che verificano le condizioni in cui si svolgono i referendum. 
Sotto la lente resta l’escalation delle tensioni in Russia dopo che Putin ha ordinato la mobilitazione parziale di 300mila riservisti e minacciato di usare tutto il proprio arsenale, comprese le armi nucleari. Code di auto al confine fra Russia e Georgia, ma anche al confine con la Finlandia, che ha deciso di mettere uno stop agli arrivi; e c’è chi fugge anche in bicicletta. Il patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: «Se muori sarai con Dio». Il dissidente Navalny, maggiore oppositore al regime di Putin, finisce in cella di punizione per 12 giorni dopo aver condannato la mobilitazione.
In Ucraina sono stati commessi crimini di guerra, tra cui numerose esecuzioni, torture e orribili violenze sessuali. A stabilirlo sono gli investigatori delle Nazioni Unite. Documentata una vasta gamma di crimini contro i minori, tra cui casi di bambini «stuprati, torturati e confinati illegalmente», ha detto il capo della Commissione d'inchiesta Erik Mose al Consiglio dei diritti umani a Ginevra. «Nei casi su cui abbiamo indagato, l'età delle vittime di violenza sessuale e di genere va dai 4 agli 82 anni. Ci sono stati episodi in cui i parenti sono stati obbligati ad assistere ai crimini» commessi sui loro cari, ha aggiunto, precisando che in diversi casi è stato stabilito che gli autori erano soldati russi.

La mobilitazione dei riservisti di Putin annienterà l'Ucraina? Lo Zar dovrà prima risolvere due problemi


Reportage – Russia, la grande fuga degli obiettori: “Scappiamo dalla guerra fratricida”
Il caso – Il patriarca Kirill recluta in chiesa: “Se morirete per il vostro Paese, sarete con Dio”
Il racconto – La mobilitazione in Russia diventa retata, chi protesta viene reclutato

Gli aggiornamenti ora dopo ora

22.38 – Sindaco Melitopol: forte esplosione scuote la città
Una potente esplosione ha scosso la parte settentrionale di Melitopol, città ucraina temporaneamente occupata dai russi. Lo ha annunciato in serata il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov su Telegram, riferisce Ukrinform. «Le forze di resistenza ancora una volta non permettono agli occupanti di dormire sonni tranquilli. Proprio ora: una forte esplosione nella parte settentrionale di Melitopol», ha scritto il sindaco.
22.15 – Zelensky ai russi, Putin vi manda consapevolmente a morire
Vladimir Putin manda consapevolmente "i suoi cittadini a morire". Lo ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha lanciato un appello ai russi a scappare dalla "mobilitazione criminale". Parlando in russo nel suo consueto messaggio serale, il leader di Kiev ha affermato che "i comandanti russi non si preoccupano della vita" del loro popolo. "E' meglio non accettare una convocazione che morire in una terra straniera come criminale di guerra. È meglio scappare dalla mobilitazione criminale piuttosto che rispondere davanti al tribunale per aver partecipato a una guerra aggressiva", ha aggiunto.

22.00 –  Lavrov: “Non faremo il primo passo per la fine della guerra”
La Russia ''non farà il primo passo'' nei colloqui per mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov intervendo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
21.01 – Lavrov, "L’Unione europea sta diventato una dittatura"
«L'Unione europea sta diventando un'entità dittatoriale». Lo ha denunciato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in conferenza stampa dopo il suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu. 
20.45 – Lavrov, Von der Leyen su elezioni Italia? Dittatoriale
«Sta a loro rispondere, ma non ricordo minacce del genere da altri leader dell'Ue». Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a margine dell'Assemblea Onu ha commentato le parole di Ursula Von der Leyen sulle elezioni in Italia. "L'Ue sta diventando un'entità dittatoriale», ha aggiunto.

20.25 – Lavrov, gli Usa vogliono che il mondo sia il loro cortile di casa
Gli Stati Uniti stanno cercando di dare alla "dottrina Monroe" una portata globale, trasformando così l'intero globo nel proprio "cortile di casa". Lo ha denunciato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu. «Ovviamente, la famigerata dottrina Monroe sta guadagnando copertura globale. Washington sta cercando di trasformare l'intero globo nel suo “cortile di casa”. Lo strumento per piegare i dissidenti sono le sanzioni unilaterali illegali che sono state adottate per molti anni in violazione della Carta dell'Onu e che sono usate come strumento di ricatto politico», ha detto Lavrov. «Il cinismo di questa pratica è evidente: le restrizioni colpiscono la popolazione civile, impedendo loro di accedere a beni essenziali, inclusi medicinali, vaccini e cibo", ha affermato il ministro degli Esteri russo.
20.18 – Lavrov, la russofobia dell'Occidente è senza precedenti
«La russofobia dell'Occidente è senza precedenti». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov parlando all'Assemblea Generale dell'Onu. «Invece del dialogo dobbiamo affrontare la disinformazione e le bugie dell'Occidente che minano la fiducia nelle leggi internazionali e nelle istituzioni internazionali», ha aggiunto Lavrov. Lavrov ha poi definito la russofobia dell'Occidente «grottesca», accusando anche gli Usa di comportarsi «quasi come inviati di Dio in Terra». «Non si tirano indietro dal dichiarare l'intenzione di infliggere non solo una sconfitta militare al nostro Paese, ma anche di distruggere la Russia», ha aggiunto.

19.30 – Parolin: la minaccia nucleare è ripugnante e va condannata
«Ogni minaccia di fare ricorso alle armi nucleari è ripugnante ed è da condannare inequivocabilmente». Lo afferma, nel suo intervento all'Assemblea dell'Onu, il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. «La Santa Sede - ha sottolineato - ha seguito con profonda preoccupazione la situazione alla centrale di Zaporizhzhia e ricorda il Protocollo di Ginevra che proibisce gli attacchi contro le centrali elettriche nucleari se c'è la possibilità di rilascio di agenti nocivi per la popolazione civile. Per evitare un disastro nucleare, è fondamentale impegnarsi seriamente per trovare un esito pacifico al conflitto»

19.20 – In Russia 730 arrestati in proteste contro mobilitazione
Sono 730 le persone arrestate oggi in Russia durante le manifestazioni contro la mobilitazione parziale annunciata dal presidente Vladimir Putin. Lo ha reso noto l'ong Ovd-Info spiegando di essere a conoscenza degli arresti effettuati in 32 diverse città della Russia, da San Pietroburgo alla Siberia.

19.00 – Cina: “Russia-Ucraina non lascino che guerra si allarghi”
«Chiediamo alle parti in guerra in Ucraina di evitare che il conflitto si allarghi». Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi parlando all'Assemblea Generale Onu. La Cina sostiene la risoluzione dei «problemi caldi in modo costruttivo seguendo il principio di non interferenza. Riguardo la guerra in Ucraina la priorità urgente sono negoziati pace e affrontare le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di tutte le parti», ha aggiunto.

18.30 – Nuova riunione del Consiglio Sicurezza Onu il 27 settembre
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà una nuova riunione sull'Ucraina il 27 settembre. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro.

18.00 – Nuove proteste contro mobilitazione, oltre 600 arresti
Più di 600 persone in 27 città sono state arrestate nelle proteste organizzate nella giornata di oggi in Russia contro la mobilitazione parziale, decisa dal presidente Vladimir Putin per rafforzare le truppe sul fronte in Ucraina. Secondo l'ultimo aggiornamento dell'organizzazione Ovd-Info, che traccia gli arresti dei manifestanti nel Paese, finora gli arresti effettuati sono 628, la maggior parte a Mosca, San Pietroburgo e Novosibirsk.

I coscritti russi ubriachi prima di partire per il fronte: "Dove c**** andiamo?"

17.30 – Media Russia, messaggio Putin al Parlamento il 30 settembre
Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe consegnare un messaggio all'Assemblea federale, il parlamento russo, il prossimo 30 settembre. Lo ha detto una fonte parlamentare all'agenzia Ria Novosti. 

16.15 – Putin firma la legge: pene più dure a chi si arrende o diserta
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale relativo al servizio militare. La diserzione o la mancata comparizione alla leva è punita con la reclusione da cinque a dieci anni. Coloro che si arrendono volontariamente al nemico dovranno affrontare una pena detentiva fino a dieci anni. Inoltre, 15 anni di detenzione sono previsti per la diserzione durante la mobilitazione o la legge marziale, riporta la Tass.

16.03 – Putin: «Militari stranieri potranno ottenere cittadinanza in tempi rapidi»
Il presidente russo Vladimir Putin ha approvato oggi una nuova norma che consente agli stranieri che prestano servizio nell'esercito russo di richiedere ed ottenere in tempi rapidi la cittadinanza anche se non in possesso di un permesso di residenza. L'emendamento alla Legge sulla cittadinanza della Federazione russa riguarda i militari di nazionalità straniera che abbiano firmato un contratto di almeno un anno con le Forze armate del paese. Altre riforme sono state approvate nell'ambito del codice penale: a partire da ora e per quanto riguarda determinati reati, averli commessi nei periodi di mobilitazione o legge marziale costituirà un'aggravante. I militari che si rifiutano di prendere parte alle ostilità potranno essere puniti anche con 15 anni di reclusione. Chi invece si consegna al nemico volontariamente rischia fino a 10 anni di carcere.

15.59 – Giulia Schiff: «Benjamin galli un eroe». Condoglianze dai Freedom Fighters Italiani 
«Certe armi illegali che utilizzano i russi sono impossibili da contrastare. Purtroppo la guerra ti dà e la guerra ti toglie, lo sappiamo tutti, ne prendiamo atto e lo accettiamo. Non lo conoscevo di persona, ma ho avuto decine di riscontri estremamente positivi», afferma Giulia Schiff, l'ex pilota dell'aeronautica militare, a pochi giorni dalla notizia della morte di Benjamin Giorgio Galli, italiano di 27 anni poi trasferitosi con la famiglia in Olanda, che combatteva nella Legione Internazionale. Giulia Schiff si trova dall'inizio della guerra in Ucraina come volontaria nelle Forze Speciali della Legione Internazionale e successivamente nel team Masada con l'Esercito. Schiff aggiunge che il 27enne, originario della provincia di Varese, «si è fatto volere bene da tutti» ed esprime «sentite condoglianze» alla sua famiglia «da me e tutti i colleghi freedom fighters italiani. Spero un giorno di poterli abbracciare per far sentire loro la mia vicinanza». Riguardo ad alcune polemiche e articoli sui freedom fighters italiani e i foreign fighters, Schiff lancia una frecciata: «Ai giornalisti che sparlano, posino la penna e portino rispetto. Gloria agli eroi».

15.57 – Gli effetti dell’accordo sul grano 
Un totale di 211 navi con 4,7 milioni di tonnellate di prodotti agricoli a bordo hanno lasciato l'Ucraina fino ad ora nell'ambito di un accordo mediato dalle Nazioni Unite e dalla Turchia per sbloccare i porti marittimi ucraini, ha dichiarato il ministero ucraino delle Infrastrutture. 

15.52 – Nato: «Più aiuti all’Ucraina in risposta ai referendum fasulli»
La Nato intensificherà il suo aiuto a Kiev in risposta ai referendum "fasulli", ha dichiarato ieri il segretario generale dell'Alleanza. La Russia sostiene che i referendum sono un'opportunità per i cittadini della regione di esprimere la propria opinione. In Buryatia, una regione per lo più rurale della Siberia, la smobilitazione russa ha visto alcuni uomini arruolati senza tener conto dell'età, dei precedenti militari o della storia medica, secondo le interviste con i residenti locali, gli attivisti per i diritti e i funzionari locali. Gli attivisti sospettano che il peso della guerra stessa stia ricadendo sulle regioni povere e con minoranze etniche per evitare di scatenare la rabbia popolare nella capitale Mosca, a 6.000 km di distanza.

15.49 – Referendum senza garanzie di regolarità né osservatori indipendenti
La Russia ha indetto il referendum per l'annessione di quattro regioni occupate dell'Ucraina, suscitando la condanna di Kiev e delle nazioni occidentali che hanno definito le votazioni una farsa e si sono impegnate a non riconoscerne i risultati. I funzionari ucraini hanno dichiarato che è stato vietato alle persone di lasciare alcune aree occupate fino al termine dei quattro giorni di voto, che gruppi armati si sono recati nelle case per costringere le persone a votare e che i dipendenti sono stati minacciati di licenziamento se non avessero partecipato.  Le votazioni nelle province di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia sono state organizzate frettolosamente dopo che l'Ucraina ha riconquistato ampie zone del nord-est in una controffensiva. L'Ucraina, i leader occidentali e le Nazioni Unite hanno condannato le votazioni come un precursore illegittimo di un'annessione illegale. Non ci sono osservatori indipendenti e gran parte della popolazione precedente alla guerra è fuggita. * Gli Stati Uniti sono pronti a imporre ulteriori costi economici alla Russia, in collaborazione con gli alleati americani, se Mosca procederà con l'annessione di porzioni di territorio ucraino, ha dichiarato la Casa Bianca. 

15.43 – Russia, pene più dure per renitenza o rifiuto di combattere

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato una legge che inasprisce le pene per renitenti e coloro che si rifiutano di andare a combattere. Nei giorni scorsi il leader del Cremlino ha annunciato la mobilitazione parziale nella Federazione per la guerra in Ucraina. Da allora migliaia di russi hanno abbandonato il Paese e alla frontiera con la Georgia ci sono lunghe code per uscire dalla Federazione.

15.32 – Media ucraini: «Macellaio di Mariupol nuovo responsabile della logistica.  Le sanzioni occidentali a Mizintsev»
I media ucraini hanno commentato la nomina del nuovo responsabile della logistica dell'esercito russo sottolineando che il generale Mikhail Mizintsev è stato soprannominato “il macellaio di Mariupol” per gli attacchi devastanti contro la città ucraina e il comportamento brutale contro la popolazione civile durante l'assedio. Mizintsev nei mesi scorsi è stato colpito dalle sanzioni occidentali. Il generale che ha sostituito Dmitry Bulgakov ha guidato anche l'operazione russa in Siria.

15.15 – Russia, proteste anti-mobilitazione, numerosi arresti 
Sono stati numerosi gli arresti compiuti in Russia durante le manifestazioni di protesta contro la mobilitazione decisa dal presidente Vladimir Putin. Stando agli attivisti per i diritti umani, ci sono immagini in cui si vedono i dimostranti portati via dagli agenti di polizia a Khabarovsk, Novosibirsk, Irkutsk, Tomsk e Chita, in Siberia. Manifestazioni sono in programma anche per oggi a Mosca e a San Pietroburgo. Le proteste sono scattate il giorno stesso della mobilitazione: stando al portale Ovd-Info, oltre 1.300 persone sono state fermate.

Rappresaglia contro la mobilitazione, scontri con la Guardia nazionale e polizia: "Morirete anche voi in trincea"

14.59 – Mosca richiama i riservisti
La Russia, la cui avanzata negli ultimi giorni ha subito una battuta d'arresto, sta richiamando i riservisti. Ma molti maschi adulti cercano di evitare l'arruolamento, fuggono e da ore si registrano lunghe code ai confini russi; stamane traffico intenso e code anche ad alcuni valichi di frontiera con la Finlandia dopo che Helsinki, ieri sera, ha annunciato la decisione di bloccare l'entrata dei turisti russi. Il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, si è però detto favorevole a mostrare una certa «apertura a chi non vuole essere strumentalizzato dal Cremlino». Intanto, la squadra di esperti delle Nazioni Unite inviati in Ucraina a maggio ha concluso che l'esercito russo ha commesso crimini di guerra e ha denunciato "bombardamenti di aree civili, numerose esecuzioni torture e agghiaccianti violenze sessuali", anche ai danni di bambini.

14.48 – Sette mesi di guerra, secondo giorno di "referendum farsa"
Sono ormai sette mesi dall'inizio della guerra in Ucraina, cominciata il 24 febbraio scorso, e Vladimir Putin non rinuncia ai suoi piani. In quattro regioni ucraine, parzialmente o totalmente controllate dai russi -Donetsk e Lugansk, a Est, e Zaporizhzhia e Kherson, a Sud- oggi si vota per il secondo giorno consecutivo (e fino a martedì) sull'adesione alla Russia. Secondo Kiev, c'è un solo risultato prevedibile, quello che vuole la Russia che sta mandando i suoi soldati porta a porta nelle case per indurre a votare. I referendum sonno considerati una "farsa" dall'Occidente, ma il risultato potrebbe segnare un'ulteriore escalation. Ieri Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino ha detto che qualsiasi tentativo da parte dell'Ucraina di rivendicare territori che voteranno per aderire alla Federazione Russa sarà considerato un attacco alla Russia stessa. Putin ha minacciato di usare «qualsiasi strumento» e persino le armi nucleari per difendere il Paese; una minaccia che, secondo la Nato e l'Ue, è credibile.

14.38 – Ministero delle Difesa russi: «Uccisi 300 mercenari stranieri»
Il ministero della Difesa russo ha annunciato oggi l'uccisione nel corso di un'operazione speciale di 300 mercenari stranieri in un attacco missilistico contro un punto di dispiegamento temporaneo dei mercenari. «L'attacco - ha spiegato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, citato dalla Tass - è stato sferrato nei pressi di Kalinovka, nella regione di Nikolaev».

14.31 – Teheran: «Rammarico per la decisione di Kiev di ridurre i rapporti diplomatici»
Il governo iraniano ha espresso «rammarico» per la decisione dell'Ucraina di ridurre i rapporti diplomatici. In una dichiarazione il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Nasser Kanaani, ha anche «consigliato» a Kiev di «evitare di farsi influenzare da parti terze che cercano di distruggere le relazioni tra i due paesi». In precedenza il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato che il suo Paese ritirerà le credenziali all'ambasciatore dell'Iran dopo che l'esercito russo ha usato droni prodotti dalla Repubblica islamica per una serie di attacchi su Odessa e sulla regione di Dnipropetrovsk. «È già stato deciso di privare l'ambasciatore dell'Iran in Ucraina delle credenziali nonché di ridurre notevolmente il numero del personale diplomatico dell'Ambasciata iraniana», ha spiegato Zelensky.

14.28 – Kiev: «Il voto in cambio della restituzione del passaporto. Nei referendum impossibile votare contro l’annessione»
«È impossibile votare contro il referendum di annessione alla Russia, perché uomini armati controllano quello che scrivono le persone. Dopodiché, i russi rilasciano passaporti agli uomini e inviano immediatamente convocazioni di leva per unirsi all'esercito della Federazione», rende noto il ministero della Difesa ucraina citato da Unian. Secondo il generale Oleksii Hromov, vice capo dello Stato maggiore ucraino, «è possibile che queste nuove forze vengano inviate per integrare il Servizio di frontiera russo, al fine di liberare il personale militare delle loro forze armate coinvolte nella copertura del confine con l'Ucraina», riporta lUkrainska Pravda. Hromov in un briefing ha poi spiegato che la maggior parte delle persone soggette a coscrizione saranno sergenti, soldati e ufficiali di basso rango: «Questa è la categoria che ha subito le perdite più significative nell'esercito russo».

14.19 – Estonia denuncia Russia a Corte Internazionale di Giustizia. Accusa di genocidio in Ucraina
L'Estonia ha formalmente trasmesso alla Corte Internazionale di Giustizia de L' Aia un esposto in cui la Russia è accusata di aver contravvenuto alle norme della Convenzione sulla Prevenzione e la Condanna del Crimine di Genocidio. Lo annuncia il ministero degli Esteri di Tallinn. Il ministro degli Esteri estone Urmas Reinsalu ha affermato che «l'Estonia assieme agli altri firmatari della Convenzione sulla Prevenzione del Crimine di Genocidio intende intervenire nella disputa tra Russia e Ucraina in quanto l'aggressione russa, giustificata con il pretesto di evitare e punire un genocidio, ha seriamente compromesso il significato stesso di quel crimine orrendo che è il genocidio». Fino ad ora, l'intervento della Corte di Giustizia Internazionale è stato richiesto, oltre che dal Paese baltico, da Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Lettonia, Lituania, Francia, nuova Zelanda, Romania e Svezia.

14.12 – Mosca sostituisce il generale responsabile della logistica
Il generale Dmitry Bulgakov è stato sollevato dal suo incarico di viceministro della Difesa russo «in relazione al suo trasferimento a un altro lavoro». Lo riporta Interfax citando il ministero della Difesa russo. Al suo posto arriva «il colonnello generale Mikhail Mizintsev», che «è stato nominato viceministro della Difesa» e «responsabile della logistica delle forze armate della Federazione Russa».

14.07 – Kiev, identificato russo che ordina torture
Il servizio di sicurezza dell'Ucraina ha identificato il funzionario della Guardia russa che ha dato l'ordine di torturare gli ucraini nella città occupata di Kherson. Si tratta di Oleksandr "Alfa" Naumenko, colonnello della polizia e vice capo dell'amministrazione Rosgvardiya nell'oblast russo di Rostov, secondo i media ucraini. «Su suo ordine, i combattenti arrestano e torturano illegalmente i residenti locali, fanno irruzione nelle case delle persone e sequestrano le loro proprietà. È stato stabilito che Naumenko ha partecipato personalmente alla dispersione delle manifestazioni pacifiche nella città meridionale di Kherson. Ha dato l'ordine di usare granate assordanti e gas lacrimogeni contro i cittadini ucraini», secondo il servizio di sicurezza. Inoltre, «su sue istruzioni, l'esercito russo ha rapito due ucraini e li ha brutalmente torturati per diverse settimane. Hanno cercato di ottenere informazioni sulle forze armate di Kiev e sui luoghi di posizionamento dai civili catturati e li hanno persuasi a collaborare». I siti ucraini hanno pubblicato la foto di Naumeno.

13.59 – Chiesa greco-cattolica diffonde video denuncia delle camere di torture a Izyum
La Chiesa greco-cattolica ucraina ha diffuso un video, accompagnato dai sottotitoli in italiano, condiviso Dmytro Lubinets, difensore civico del governo ucraino, su una delle camere di torture, trovate a Izyum, la città occupata dai russi successivamente liberata dall'esercito ucraino.

13.48 – Finlandia: «Raddoppiato in una settimana il numero di persone in arrivo dalla Russia»
Negli ultimi giorni è raddoppiato - rispetto alla scorsa settimana - il numero di persone entrato in Finlandia dalla Russia. Lo ha fatto sapere la governatrice della regione finlandese della Carelia meridionale, Satu Sikanen, durante un'intervista alla Bbc in cui ha commentato gli effetti dell'ordine di mobilitazione impartito dal presidente russo Vladimir Putin. Ieri intanto il governo di Helsinki ha annunciato che chiuderà i confini ai turisti russi per ridurre significativamente il numero di persone in arrivo in Finlandia. «Questa ovviamente è una situazione grave per la nostra regione, ma voglio sottolineare che abbiamo forti guardie di frontiera, abbiamo forti forze di difesa e la Finlandia si sta unendo alla Nato, quindi siamo al sicuro», ha dichiarato Sikanen.

Referendum in Ucraina indetto dalla Russia, le immagini a circuito chiuso svelano le pressioni dei soldati nelle zone occupate

13.43 – Kadyrov: «Putin mobiliti forze di sicurezza. Demoliranno qualunque esercito»
«
Invece dei riservisti, la Russia potrebbe mobilitare la metà degli agenti delle forze di sicurezza del paese: sarebbero capaci «di demolire qualunque esercito occidentale». L'idea è di Ramzan Kadyrov, il leader ceceno che ha impegnato le proprie forze sul campo nella prima fase della guerra in Ucraina, e che ieri si è scagliato contro i cittadini russi in fuga per evitare la mobilitazione. Su Telegram, Kadyrov ha sottolineato che la forze di sicurezza «hanno un buon addestramento fisico e sono abili con le armi». Per questo sarebbe opportuno mobilitare quelle agenzie, ivi comprese le unità speciali. «Si tratta di cinque milioni di persone circa che rispondono regolarmente ai requisiti fisici richiesti. Se si lascia il 50% dei dipendenti ai loro incarichi ufficiali, l'altra metà demolirà qualunque esercito occidentale». «La Russia è un paese enorme, e ci sono tante risorse che la Nato e l'Occidente si stancherebbero di contare. Ci sono molte più risorse militari di quanto si potrebbe immaginare», ha concluso Kadyrov che due giorni fa aveva escluso una partecipazione delle forze cecene a questa nuova mobilitazione.

13.38 – Lituania: «I russi restino a combattere Putin»
La Lituania non concederà asilo ai russi in fuga dal loro paese per sottrarsi all'ordine di mobilitazione. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, su Twitter: «La Lituania non concederà asilo a coloro che stanno semplicemente scappando dalle responsabilità". I russi dovrebbero restare e combattere. Contro Putin».

13.31 – Zelensky:  «Israele non ha fatto nulla per aiutare l'Ucraina» 
Israele non ha fatto nulla per aiutare l'Ucraina, non le ha fornito le armi antiaeree di cui ha bisogno, ma continua invece a esportare armi ad altri Paesi: l'accusa è stata formulata dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in due interviste ad altrettanti media francesi. «Israele non ci ha dato nulla. Zero ha detto a TG5 Monde. «Capisco che siano in una posizione difficile con la Siria e con la Russia», ha detto il leader di Kiev, ricordando come lo Stato ebraico abbia fornito aiuti umanitari, ma abbia rifiutato tutte le richieste di armi, in particolare di sistemi antiaerei di cui, ha detto Zelensky, l'Ucraina ha disperatamente bisogno per mettersi al riparo dai raid russi. Intervistato invece dal quotidiano Ouest-France, alla domanda se la «pretesa denazificazione» dell'Ucraina (dichiarata da Mosca) possa spiegare il zrifiuto di Israele a sostenervi», Zelensky ha ribadito lo stesso concetto: «L'opinione pubblica israeliana non è per niente così e penso che ci sostenga. Non accuso i suoi dirigenti. Ma i fatti sono questi. Ci sono state discussioni con i dirigenti israeliani e ciò non ha aiutato l'Ucraina. Invece si può osservare l'influenza della Russia in Israele, che considero uno stato indipendente. Mi dispiace che i mezzi di difesa antiaerea di cui abbiamo bisogno non sono stati consegnati. Voglio essere chiaro: questo mi sciocca, perché nello stesso momento Israele esporta i suoi armamenti in altri Paesi».

13.21 – Continua la fuga dalla Russia, dieci chilometri di fila al confine con la Georgia
La coda di veicoli in fila al confine tra Russia e Georgia ha raggiunto i 10 chilometri. A renderlo noto è la Bbc, precisando che l'attesa per riuscire a passare supera le venti ore. Da quando il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale, è iniziata la fuga verso i paesi vicini di quanti tra i cittadini russi non vogliono rischiare di farsi coinvolgere nella guerra in Ucraina. Tra la gente in fila il Guardian cita un 29enne sergente riservista: «Non ho idea di quando potrò rimettere piede in Russia», dice, alludendo al carcere previsto per chi si sottrae alla chiamata al fronte.

13.19 – Autorità della regione di Kherson: «I russi costringono gli abitanti a votare più volte»

I soldati russi presenti nella regione di Kherson stanno costringendo gli abitanti a votare più volte al referendum sull'annessione alla Russia. E' quanto sostenuto dal vice governatore dell'amministrazione regionale di Kherson, Yuri Sobolevsky, nella seconda giornata di votazioni. «Ci sono 'commissioni elettorali' accompagnate da soldati armati che vagano per la regione e vanno a caccia di elettori che cercano in tutti i modi di evitarli. Alcuni hanno avuto sfortuna e hanno dovuto compilare la scheda e votare una seconda volta», ha denunciato Sobolevsky sul suo canale Telegram, bollando quanto sta avvenendo come «teatro dell'assurdo». Secondo le autorità regionali, le truppe russe controllano che tutti gli appartenenti a un nucleo familiare abbiano votato e, in caso contrario, obbligano uno di loro a votare per ciascuno dei suoi parenti.

13.14 – Michel (Ue): «Dobbiamo aprire le porte ai russi in fuga»
L'Europa dovrebbe aprire le porte ai cittadini russi in fuga dal paese, a «quanti non vogliono essere strumentalizzati dal Cremlino». A dirsene convinto è stato il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, in un'intervista a Politico dopo il suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Michel si è detto pronto ad avviare consultazioni con i colleghi dell'Ue sul modo in cui questo potrà essere realizzato. «In linea di principio credo che l'Unione Europa dovrebbe accogliere coloro che sono in pericolo a causa delle loro opinioni politiche. Se in Russia la gente è in pericolo per le proprie opinioni, perché non si adegua a questa folla decisione del Cremlino di avviare una guerra in Ucraina, dobbiamo tenerne conto», ha concluso, concordando con l'idea che «dovremmo rapidamente metterci a cooperare e coordinarci perché questo è un fatto nuovo, questa mobilitazione parziale».

13.04 – Appello Ong contro armi atomiche: «A rischio l’umanità»
«In vista della Giornata internazionale per l'eliminazione totale delle armi nucleari che si celebra il 26 settembre, la campagna “Italia, ripensaci” sostenuta da Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo, ribadisce la necessità di un'azione concreta e invita i Governi ad agire per l'adozione del Trattato internazionale per l'abolizione delle armi nucleari (Tpnw)- scrivono in una nota Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo-. Le rinnovate minacce dei giorni scorsi si inseriscono in un già delicato contesto di crisi internazionale e mettono a serio rischio il futuro dell'intera umanità. Basta davvero poco a far scoccare una scintilla che porterebbe alla catastrofe definitiva e irrimediabile perché esistono ancora oltre 12.500 testate nucleari in giro per il mondo. Serve una presa di posizione collettiva che prenda spunto anche dal coraggio dell'azione di Stanislaj Petrov, il colonnello sovietico che nel 1983 scelse di fermare una risposta missilistica contro gli Usa, episodio che ispira proprio questa Giornata internazionale indetta dall'Onu»

12.44 – Zelensky: «Posizione Cina sulla guerra ancora ambigua»
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato la posizione «ambigua» della Cina sulla guerra in corso. «Al momento, non abbiamo un canale di comunicazione con la Cina ed è un peccato. Vorrei che aiutassero l'Ucraina». E poi ha aggiunto, parlando a un giornale francese, una telefonata con il presidente cinese «sarebbe difficile oggi».

12.17 – Zelensky: «Ritireremo credenziali ad ambasciatore iraniano»
Il governo ucraino intende ritirare le credenziali all'ambasciatore dell'Iran dopo che l'esercito russo ha usato droni prodotti dalla Repubblica islamica per una serie di attacchi su Odessa e sulla regione di Dnipropetrovsk. Lo ha annunciato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sottolineando di aver incaricato il ministero degli Esteri di dare «una dura risposta» a questo fatto. «È già stato deciso di privare l'ambasciatore dell'Iran in Ucraina delle credenziali nonché di ridurre notevolmente il numero del personale diplomatico dell'ambasciata iraniana», ha aggiunto Zelensky.

Sei droni kamikaze iraniani acquistati dalla Russia distrutti dagli ucraini: l'attimo del boato e dell'inferno di fiamme in cielo

12.15 – Avvisi di leva da Mosca a ucraini con passaporto russo
Nelle zone occupate dai russi nella regione di Zaporizhzhia (Ucraina sud-orientale) e nella regione di Kherson (Sud) agli uomini che hanno ricevuto passaporti della Federazione sta arrivando la notifica di convocazione per la mobilitazione annunciata da Vladimir Putin. Lo ha reso noto lo Stato maggiore ucraino su Facebook. «Nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, le autorità di occupazione hanno iniziato a notificare convocazioni di leva agli uomini in età da coscrizione che hanno rinunciato alla cittadinanza ucraina e hanno ricevuto passaporti della Federazione Russa», ha affermato il ministero della Difesa ucraino.

11.35 – Papa: «Non stiamo custodendo la pace»
«La nostra generazione vi ha lasciato in eredità molte ricchezze, ma non abbiamo saputo custodire il pianeta e non stiamo custodendo la pace». Cosi' Papa Francesco ai giovani riuniti ad Assisi per "Economy of Francesco". «State vivendo la vostra giovinezza in un'epoca non facile: la crisi ambientale, poi la pandemia e ora la guerra in Ucraina e le altre guerre che continuano da anni in diversi Paesi, stanno segnando la vostra vita», ha sottolineato il Pontefice. 

11.06 – Mosca: «Finora 11 mila persone hanno votato al referendum nella regione di Kherson»
Le commissioni elettorali all'estero con sede in Russia hanno ricevuto oltre 11 mila residenti della regione di Kherson che desiderano votare al referendum sull'autodeterminazione della regione: lo ha dichiarato Marina Zakharova, presidente della commissione elettorale regionale di Kherson. «Abbiamo ricevuto informazioni sul voto nella Federazione Russa. Ad oggi, 11.340 residenti della regione di Kherson hanno votato nei seggi elettorali all'estero nella Federazione Russa. Non sono state ricevute denunce di violazioni della legislazione elettorale», ha dichiarato. Tutti i seggi elettorali della regione di Kherson hanno ripreso a funzionare regolarmente anche nel secondo giorno di votazioni, ha aggiunto. «Tutte le 198 commissioni elettorali distrettuali sono partite alle 8. Ci aspettiamo la stessa affluenza alle urne di ieri». Il referendum, come anche nelle altre regioni ucraine occupate dai russi, si svolge in 4 giorni dal 23 al 26 settembre e si vota anche porta a porta. Le liste contengono circa 750.000 residenti della regione.

10.59 – Borrell: «Prendiamo sul serio la minaccia nucleare di Putin. Siamo in un momento pericoloso, esercito russo messo all'angolo»
«E' certamente un momento pericoloso perché l'esercito russo è stato messo all'angolo ed è molto grave la reazione di Putin che minaccia di usare armi nucleari». Lo ha detto l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, parlando alla Bbc dei nuovi sviluppi della guerra in Ucraina. E sulla minaccia dell'uso di armi nucleari evocata da Vladimir Putin nel suo ultimo discorso Borrell ha sottolineato: «Quando le persone dicono che non è un bluff, bisogna prenderle sul serio». E sulla possibilità che Mosca accetti un negoziato, Borrell si è limitato ad osservare che «per ballare il tango bisogna essere in due».

10.37 – Zelensky: «La propaganda di Mosca perde influenza nel mondo»
«La propaganda della Russia sta perdendo la sua influenza, anche in quelle parti del mondo dove l'Ucraina non si è ancora assicurata una posizione forte nell'informazione», dichiara  all’agenzia Ukrinform il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. E aggiunge: «Grazie alla correttezza dell'Ucraina e al desiderio costruttivo del nostro stato di aiutare gli altri, abbiamo un risultato unico: la propaganda russa sta perdendo la sua influenza anche nel mondo dove noi non abbiamo ancora una posizione di forza nell'informazione, in particolare nei Paesi del sud del mondo, come quelli in America latina, Africa e sud dell'Asia». Il presidente ucraino fa l' esempio del suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu, in cui ha «proposto una formula di pace per stabilizzare le relazioni internazionali: è stata decisamente ascoltato dal mondo. La reazione al mio discorso all'Assemblea generale Onu è stata decisamente positiva" e molti Paesi volevano sentire ulteriori precisazioni". Al contrario, la Russia ha presentato scuse inverosimili, lamentele e una continua propaganda menzognera, delle quali il mondo si è stancato da tempo. Un contrasto stridente rispetto a noi».

10.28 – Turchia: «Non riconosciamo referendum russo sulla annessione»
La Turchia non ha riconosciuto i risultati di un finto referendum in Crimea nel 2014 e ha la stessa chiara posizione riguardo ai referendum farsa che la Russia sta conducendo nei territori occupati dell'Ucraina. Lo ha affermato il portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin, citando la CNN Türk. «Non riteniamo corretti i tentativi di referendum unilaterale, poiché non abbiamo riconosciuto il referendum in Crimea nel 2014 e il suo risultato, e la nostra posizione su tali referendum è chiara. Riconosciamo l'integrità territoriale del popolo e dello stato ucraini. Stiamo con l'Ucraina», ha detto Kalin.

10.03 – Energia, Bernabé: «Da Russia comportamenti irresponsabili»
«Le sanzioni pesano tantissimo, tutti noi soffriamo enormemente. Ma chi ha dichiarato guerra all'Europa, prima che all'Ucraina, è stata la Russia con comportamenti del tutto irresponsabili, questo e' un tema che va considerato. All'Europa la guerra sta costando tantissimo, anche in tema di competitività. Chi è stato colpito dall'attacco della Russia e' stata prima di tutto l'Europa», ha detto Franco Bernabè, presidente Acciaierie d'Italia, intervenendo al convegno promosso dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro “Tecnologia e innovazione per una transizione energetica” spiegando che a far salire i prezzi dell'energia hanno contribuito sì «concause accidentali economiche e tecniche che hanno fatto pressione sul mercato» ma a pesare maggiormente è stata la «manipolazione del mercato da parte della Russia che ha creato l'occasione dell'esplosione dei prezzi».

9.58 – In partenza missione carovana “Stop the War Now” a Kiev. Delegazione italiana incontrerà società civile
Partirà il prossimo 26 settembre e resterà in Ucraina sino al 3 ottobre la delegazione della società civile italiana guidata dalla Ong Un Ponte Per e dal Movimento Nonviolento nell'ambito delle iniziative della rete "Stop the War Now". Dopo due delegazioni e alcune missioni esplorative realizzate nei mesi passati, le organizzazioni della carovana "Stop The War Now" tornano in Ucraina per svolgere una serie di incontri con la società civile impegnata nel supporto umanitario alle vittime del conflitto, nella costruzione della pace, nel sostegno all'obiezione di coscienza e nelle azioni di resistenza nonviolenta. Faranno parte della delegazione attiviste/i e rappresentanti delle organizzazioni italiane: ARCI, ARCS, Anche Noi Cittadinanza Attiva, Casa Delle Donne Pisa, COSPE, Centro Studi Sereno Regis, Gruppo Abele, EQUA, Libera, Pax Christi, JEF Europa, Movimento Nonviolento e Un Ponte Per. Tra gli obiettivi della missione quello di gettare le basi per stringere accordi di partenariato tra gli oltre 175 enti italiani che fanno parte della rete "Stop the War Now" e organizzazioni della società civile ucraini, tra cui i sindacati ed università locali. Denso il programma degli incontri, che prevedono una tappa a Chernivtsi, città nella quale l'università ha accolto centinaia di persone sfollate e si trova in estremo bisogno di aiuti umanitari, e numerosi scambi con esponenti di associazioni, tra cui Il Movimento Pacifista Ucraino, e sindacati nella città di Kiev. La delegazione italiana porterà nel paese anche un carico di aiuti umanitari destinati alla popolazione. Tra le rappresentanze in partenza anche una delegazione di giovani di Fiumicino.

9.51 – Zelensky onora i militari caduti
Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha consegnato le onorificenze dell'ordine della Stella d'oro ai familiari dei militari ucraini insignito del titolo di Eroe dell'Ucraina. Lo scrive l'agenzia ucraina Ukrinform. La cerimonia, scrive l'agenzia, si è svolta nella Sala Bianca degli Eroi di Palazzo Marinsky a Kiev.

9.28 – Kiev: «Attacco con droni su Odessa, due le vittime»
Sono due, secondo quanto riferisce lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, le vittime dell'attacco con droni di ieri a Odessa. Altre due persone sono state ferite, secondo l'esercito citato dall'agenzia Unian. A seguito dell'attacco degli occupanti russi a Odesa con droni d'attacco, due persone sono rimaste uccise e due sono rimaste ferite. Due droni hanno distrutto un edificio amministrativo nell'area portuale, e un altro è stato abbattuto dalle forze armate ucraine; secondo il sindaco della città sul Mar Nero, Gennadiy Trukhanov, 4 edifici residenziali sono stati danneggiati. Nella serata di ieri, diversi altri droni sono stati abbattuti dai missili antiaerei ucraini, riferisce lo Stato maggiore di Kiev; si trattava di mezzi di fabbricazione iraniana.

9.11 – Intelligence britannica: «Attacchi russi a dighe per rallentare le forze ucraine»
Gli attacchi russi alle dighe avvenuti nei giorni scorsi puntano ad allagare i punti di passaggio dell'esercito ucraino ma, secondo l'analisi dell'intelligence della Difesa britannica, «è   improbabile che gli attacchi abbiano causato interruzioni significative alle operazioni ucraine a causa della distanza tra le dighe danneggiate e le zone di combattimento». «Il 21 e 22 settembre - ricorda il bollettino quotidiano di Londra sulla situazione in Ucraina - la Russia ha colpito la diga di Pechenihy sul fiume Siverskyy Donets utilizzando missili balistici a corto raggio o armi simili. Questo segue l'attacco alla diga di Karachunivske, vicino a Krivyy Rih, nell'Ucraina centrale, avvenuto il 15 settembre. Le forze ucraine stanno avanzando a valle lungo entrambi i fiumi. Poiché i comandanti russi sono sempre più preoccupati per i loro arretramenti operativi, stanno probabilmente cercando di colpire le paratoie delle dighe, al fine di allagare i punti di passaggio militari ucraini».

8.53 – Toyota sospende la produzione di autoveicoli in Russia
La Toyota sospenderà la produzione di autoveicoli in Russia a causa della impossibilità di reperire parti essenziali per la manifattura, a distanza di sette mesi dall'inizio del conflitto in Ucraina. L'azienda - che in marzo aveva già deciso l'interruzione temporanea delle operazioni nel suo stabilimento di San Pietroburgo - che produceva circa 80 mila auto all'anno, è la prima casa auto giapponese ad annunciare lo stop dell'output in Russia, e in un comunicato spiega di «non vedere segnali che una ripartenza possa avvenire in futuro». Tra gli altri costruttori nipponici, anche la Nissan ha recentemente esteso di tre mesi la sospensione delle attività nella sua fabbrica a San Pietroburgo che doveva riaprire a fine settembre, e per analoghe ragioni anche gli impianti di Mazda e Mitsubishi rimangono serrati. Il capo della Comunicazione di Toyota, Jun Nigata, ha comunque detto che la società continuerà a fornire assistenza ai clienti suoi e della controllata Lexus, mentre ai circa 2.350 dipendenti verrà offerto supporto finanziario e opportunità di riqualificazione professionale. Già da marzo la prima casa auto mondiale non esportava più nuovi veicoli in Russia, in linea con le sanzioni contro Mosca decise dal blocco occidentale.

8.47 – Budapest: «Continueremo a concedere visti Schengen ai russi»
L'Ungheria intende continuare a concedere i suoi visti Schengen ai cittadini russi, malgrado nell'Unione europea sia stata sospesa la facilitazione dei visti in conseguenza della guerra in Ucraina: lo afferma il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un'intervista all'agenzia russa Tass concessa a New York a margine dell'Assemblea generale dell'Onu.

8.38 – Zelensky ai connazionali nelle aree occupate: «I coscritti sabotino le forze di Mosca» 

Un appello a «sabotare» l'esercito russo dall'interno è stato rivolto dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ai connazionali che vivono nelle aree del Paese sotto il controllo di Mosca e che non potranno evitare di essere arruolati nel quadro della mobilitazione annunciata dal Cremlino. Ribadendo che i referendum in corso nel Donbass, a Kherson e Zaporizhzhia sono «fasulli», Zelensky - nel suo consueto discorso notturno - ha fatto una "semplice richiesta" agli ucraini che si trovano «nel territorio temporaneamente occupato: mettete in salvo le vostre vite e aiutateci a indebolire e distruggere gli occupanti». «Nascondetevi dalla mobilitazione russa con ogni mezzo. Evitate la leva e cercate di raggiungere il territorio libero dell'Ucraina - ha proseguito il presidente ucraino - Ma se entrate nell'esercito russo, sabotate qualsiasi attività del nemico, ostacolate ogni operazione russa, forniteci qualsiasi informazione importante sugli occupanti: sulle loro basi, i quartier generale ed i depositi di munizioni».

8.26 – Urne aperte per il secondo giorno del referendum sull’annessione
In Ucraina, nelle autoproclamate repubbliche di Lugansk e di Donetsk, nel Donbass, e nelle regioni di Zaporizhzhia e di Kherson, tutte occupate dai russi, si sono state aperte le urne per il secondo giorno delle votazioni per i referendum di adesione alla federazione russa: consultazione non riconosciuta dalla maggioranza della comunità internazionale. Il voto, ricorda l'agenzia Tass su Twitter, continueranno fino al 27 settembre.

07.55 – Budapest: continueremo a concedere visti Schengen ai russi
L'Ungheria intende continuare a concedere i suoi visti Schengen ai cittadini russi, malgrado nell'Unione europea sia stata sospesa la facilitazione dei visti in conseguenza della guerra in Ucraina: lo afferma il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un'intervista all'agenzia russa Tass concessa a New York a margine dell'Assemblea generale dell'Onu.

07.30 – Kiev: attacco con droni su Odessa, due le vittime
Sono due, secondo quanto riferisce lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, le vittime dell'attacco con droni di ieri a Odessa. Altre due persone sono state ferite, secondo l'esercito citato dall'agenzia Unian. Due droni hanno distrutto un edificio amministrativo nell'area portuale, un altro è stato abbattuto dalle forze armate ucraine. Secondo il sindaco della città sul Mar Nero, Gennadiy Trukhanov, quattro edifici residenziali sono stati danneggiati. Nella serata di ieri, diversi altri droni di fabbricazione iraniana sono stati abbattuti dai missili antiaerei ucraini, riferisce lo Stato maggiore di Kiev.

07.00 – Missile su Zaporizhzhia: il bilancio è di un morto e 7 feriti
È di un morto e sette feriti il bilancio di un attacco lanciato nella notte dalla Russia contro la città di Zaporizhzhia, vicino alla quale sorge la più grande centrale nucleare di Europa. Lo ha riferito il governatore dell'oblast di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh, citato dal Kyiv Independent. Secondo il governatore, un razzo russo ha colpito una zona residenziale, provocando un incendio in un palazzo.

02.20 – I russi usano droni iraniani, Kiev ritira l'accreditamento diplomatico all'ambasciatore di Teheran
L'Ucraina ha ritirato l'accreditamento diplomatico all'ambasciatore iraniano per l'uso di droni iraniani da parte dell'esercito russo. Secondo le autorità ucraine, venerdì l'esercito russo ha utilizzato droni iraniani per attaccare la regione di Dnipropetrovsk e Odessa. Sei di quei droni sono stati abbattuti dalle truppe antiaeree ucraine, secondo le stesse fonti. Dopo aver appreso dell'uso dei droni iraniani da parte dei russi, il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha incaricato il ministero degli Affari esteri di dare "una risposta dura".

01.25 – Capo polizia ucraina: bilancio finale, esumati a Izyum 447 corpi
L'esumazione dei corpi dal luogo di sepoltura di massa scoperto dalle autorità ucraine a Izyum, una città nella regione orientale di Kharkov occupata dai russi, si è conclusa. Il bilancio è di 447 cadaveri, tra cui 215 di donne e cinque di bambini, secondo il capo della polizia nazionale ucraina, Igor Klymenko. «I lavori sono proseguiti per una settimana senza interruzioni: 447 corpi dei morti sono stati rimossi dalle tombe. Di loro, 215 sono donne, 194 sono uomini, 5 sono bambini e 22 sono militari. Inoltre sono stati trovati i resti di 11 persone, il cui sesso non può essere determinato al momento», ha detto l'ufficiale in una dichiarazione pubblicata su Facebook.

00.23 – Zelensky, il mondo condannerà i referendum farsa
Il presidente dell'Ucraina  Zelenski, ha affermato che «il mondo reagirà con assoluta giustizia ai falsi referendum» indetti dalla Russia nelle regioni occupate e «che saranno condannati inequivocabilmente». Nel suo consueto discorso a tarda notte, il leader ucraino ha affermato che i «falsi referendum» indetti in quattro regioni ucraine per l'annessione alla Russia costituiscono «una farsa».

00.01 – Zelensky: i rappresentanti di 20 paesi hanno visto i crimini a Izyum
«Tutto il mondo avrà informazioni complete su ogni crimine commesso dalla Russia nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina». Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky in un videomessaggio notturno. «Un evento molto importante - afferma Zelensky - si è svolto oggi a Izyum, nell'oblast di Kharkiv. Rappresentanti di quasi 20 missioni diplomatiche - gli Stati baltici e l'Europa orientale, Germania, Francia, Spagna, Slovenia, Croazia, Danimarca, Svezia, Svizzera, Turchia, l'ambasciatore Ue - hanno visto con i propri occhi ciò che è stato lasciato dagli occupanti russi: case distrutte, camere di tortura, sepolture di massa», ha detto il capo dello stato.

Le notizie e gli approfondimenti di ieri

"Papà, torna a casa", il saluto straziante del bambino che saluta il padre in partenza per l'Ucraina

I commenti dei lettori