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La lenta e potente ascesa di Camilla: da “guastafeste di corte” a regina, non soltanto consorte

Fu la sovrana Elisabetta II a decidere che la Parker Bowles, seconda moglie del figlio Carlo, oggi sul trono del Regno Unito, avesse il titolo. Adesso anche il popolo, dopo averla odiata per la sofferenza di Lady Diana, ha imparato ad amarla. E gli esperti assicurano: «Sarà importante quanto lo è stato Filippo»

maria corbi
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

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Ora la regina è lei, Camilla Parker Bowles, perché anche quel suffisso, «consorte», alla fine cadrà, come sono cadute una a una tutte le resistenze messe in campo per far sì che questo non accadesse.

L’odiatissima «mistress», la nemica di Diana, la principessa del popolo che tutti avrebbero voluto vedere un giorno sul trono. Desideri e aspirazioni che parlano del passato. Oggi i sondaggi dicono anche che gli inglesi hanno imparato ad amare Camilla, anche se per farlo hanno dovuto, dopo 25 anni, dire in qualche modo addio a Diana.

«Fred» ce la ha fatta, portando la sua «Gladys» (nomignoli con cui si chiamano Carlo e Camilla nell’intimità) a Buckingham Palace. E’ sempre stata la sua regina, da quando si conobbero 50 anni fa e adesso lo sarà di tutta la Gran Bretagna. Il discorso alla BBC, in ricordo della regina, fatto alla vigilia dei funerali è stata la definitiva «investitura» di Camilla.

Il pericolo, per Carlo, è che dopo essere stato messo in ombra dalla prima moglie, la storia si ripeta. Attendendo che si scriva questo capitolo, molti osservatori reali lodano la nuova monarca. Il biografo reale Gyles Brandreth la paragona addirittura al principe Filippo: «Ho conosciuto abbastanza bene il marito della defunta regina in più di 40 anni e ho pensato che il Duca di Edimburgo fosse insostituibile. Mi sbagliavo. Osservando il re Carlo III e la sua regina consorte in viaggio ai quattro angoli del Regno Unito questa settimana, osservandoli insieme ad ogni passo attraverso i dieci giorni difficili, tesi e affollati dalla morte della regina, vedo il mio vecchio «capo» (ed eroe) rinato, in Camilla. Se consideriamo lo straordinario regno di Elisabetta II come un successo - e la maggior parte di noi lo fa - dobbiamo anche dire che l'autore congiunto di quel successo fu il principe Filippo. E se il regno di Carlo III si rivelerà sicuro come è iniziato, la coautrice di quel successo sarà Camilla».

Insomma Camilla non è più vissuta come una nemesi, ma come un’opportunità. Anche il suo stile ha iniziato a fare tendenza, nessuno la chiama più «sguaiata» come ai tempi della sua liaison dangereus con il marito di un’altra. Oggi i suoi cappelli, le sue mise da «signora inglese», i colori pastello sono di tendenza.

Ricordiamo che fino a pochi mesi fa Camilla nei piani di «the Firm» doveva rimanere principessa anche una volta che Carlo fosse diventato Re. Ma in occasione dei suoi 70 anni di regno, Elisabetta ha spiazzato tutti decidendo, al contrario, che anche lei avrebbe avuto la corona. Perché lo ha fatto? Per farsi perdonare di avere in fondo combinato lei il «guaio» delle nozze tra il figlio e Diana? O invece perché conoscendo il figlio sapeva che comunque dopo la sua morte lui avrebbe concesso alla moglie il titolo di Regina e allora sarebbe stato più saggio che agli inglesi la novità venisse annunciata da lei?

Comunque sia quel giorno Elisabetta disse: «dovete amarli come avete amato me e lei dovete chiamarla regina». Il giorno del riscatto della signora Parker Bowles. Da impresentabile a Regina è stato un passo lungo 50 anni. Dal 1972 quando lei era fidanzata con l'ufficiale dell'esercito Andrew Parker Bowles, e Carlo occupato a sfuggire al destino di sposare una donna «giusta» per un re, ma non per lui, passando da relazione a relazione. E fu proprio una ex fidanzata a presentargli Camilla convinta che fossero due anime gemelle: amanti della lettura, dei cani, dei cavalli, della campagna, dei viaggi.

Poi è andata come è andata, con la favola trasformata in tragedia dove Camilla ha avuto il ruolo della cattiva, colpevole di non avere permesso un happy end a Diana e a questa telenovela reale. Quando la principessa del Galles in tv disse: «Nel nostro matrimonio eravamo in tre, era tutto un po’ affollato», Camilla divenne la donna più odiata del Regno. E lo è stata fino al 2005 quando Carlo decise di sposarla anche contro il volere della madre. Ma erano momenti complicati e la minaccia del principe di abdicare dal suo ruolo di erede al trono fece il suo effetto. La regina disse sì ,anche se nella cappella di San Giorgio, a Windsor, si presentò vestita di bianco, scelta cromatica decisamente polemica.

Allora solo il il 7 per cento degli inglesi accettava Camilla come futura regina. Ma da quel momento la sua ascesa verso il trono è stata lenta, ma decisa, passando dalla conquista, pezzo a pezzo, della stima degli inglesi.

Imitando la compostezza e la riservatezza di Elisabetta II, la duchessa di Cornovaglia, ha lavorato fianco a fianco con Carlo, in silenzio senza mai rubargli la scena. Mai un pettegolezzo su di lei e alla fine anche la regina si è dovuta ricredere, accettando questa nuora «impresentabile».

Camilla è stata fatta partecipare all'inaugurazione del Parlamento, poi nominata Consigliere Privato nel 2016 in vista del 90° compleanno ufficiale della Regina. Le sono stati affidati enti benefici e sempre più impegni in rappresentanza della casa reale.

Poi ci si è messo il destino a toglierle l’etichetta di «guastafeste di corte», quando a corte è arrivata un’altra «moglie», Meghan, a destabilizzare l’ordine millenario del Palazzo.

Oggi Camilla ha stretto rapporti solidi con la «nuora» Kate Middleton, ma anche con la cognata Sophie Rhys Jones, moglie del principe Edoardo. Saranno loro tre a dettare «legge» nella nuova stagione della saga reale.

La «nemica» comune si chiama Meghan che ha annunciato un libro di memorie del marito, il principe Harry, con rivelazioni sulla vita con mamma Diana e dopo la sua morte. Parlerà della «cattiva» Camilla anche adesso che è Regina? Chissà. Sono in corso trattative. Unica certezza: ne vedremo delle belle.

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