Olimpiadi della mente di Torino 2025: anche il cibo nelle sfide tra universitari

Olimpiadi della mente di Torino 2025: anche il cibo nelle sfide tra universitari
La salvaguardia del pianeta attraverso la produzione alimentare al centro anche dei lavori di #To25 Brain Storm. Tra gli atenei coinvolti l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
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C’è anche il cibo al centro delle sfide di Torino 2025. Martedì 20 settembre, in occasione della settima Giornata Internazionale dello Sport Universitario, il Comitato organizzatore dei Giochi Mondiali Universitari invernali (la rassegna nata nel 1959 col nome di Universiade) che si terranno sulle nevi e ghiaccio piemontesi tra poco più di due anni (13-23 gennaio 2025) ha lanciato una sfida accademica che si affiancherà a quella sportiva. #To25 Brain Storm è la prima competizione per gli «atleti della mente» e coinvolgerà mille giovani da tutto il mondo, che si confronteranno in 12 discipline intellettuali, esattamente come le 12 (9 sport obbligatori + 3 opzionali) che solitamente fanno parte del programma dei Giochi Mondiali Universitari invernali. Proprio per riprendere questa suddivisione, 9 delle discipline saranno scelte dai quattro Atenei piemontesi: Università di Torino, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale e, appunto, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

 

Il rettore di quest'ultima, Bartolomeo Biolatti, commenta così: "Noi come piccolo Ateneo mettiamo il cibo al centro della nostra vita, come valore che modella la nostra società. Vedo questo hackathon come un tentativo volto anche ad individuare nuove professioni e spero che da questa competizione escano dei giovani campioni che si possano prendere cura del nostro pianeta puntando su un vero e proprio sviluppo sostenibile". 

 

 

Le 3 discipline che completeranno #To25 Brain Storm saranno scelte dagli studenti di tutta Italia, con l’intenzione di dare una risposta alle domande che più ci assillano in questo millennio. Il cambiamento climatico, la sostenibilità energetica, il tentativo di avere un pianeta in pace e non in guerra e la capacità di creare coesione sociale e nuovi modelli del lavoro. Dopo le selezioni nazionali, nel gennaio 2025 durante le gare sportive, 25 squadre formate da 4 persone ciascuna si sfideranno e cercheranno di portare lustro alle rispettive nazioni che rappresentano, dando vita a un medagliere intellettuale e a una nuova manifestazione che si affiancherà a quella sportiva. Torino si conferma così capitale mondiale dello sport universitario secondo quello spirito che Primo Nebiolo ha radicato nel cuore e nella mente. 

 

 

"Il percorso formativo dei nostri studenti si basa sulla sostenibilità, sull’inclusione, sulla biodiversità e sull’ecologia del cibo, per cui potete immaginare quanti collegamenti possano esserci con lo sport e con un evento come quello di Torino 2025 che fa dello sviluppo sostenibile uno dei suoi cardini. Questo è anche il nostro obiettivo, la salvaguardia del pianeta applicata al sistema alimentare – prosegue Biolatti -. Un sistema fortemente responsabile della crisi climatica, perché più di un terzo dei gas serra prodotti derivano dall’attività del sistema alimentare, per cui bisognerà ridurre quest’impatto non soltanto sul cielo, ma anche sulla terra. Il discorso, dunque, si allarga moltissimo partendo dallo sport e allargandosi a tutti gli esseri viventi che stanno questo pianeta. Abbiamo tanti spunti da proporre per la sfida di #To25 Brain Storm". Sport e cibo sono fortemente correlati: "Gli atleti sono molto attenti al cibo che introducono, che sia salubre ma che abbia anche rispettato la giustizia sociale, ovvero che si possa mangiare senza rimorsi, e che possa dare anche piacere. Lo sportivo deve avere una dieta corretta ed equilibrata".

 

Questo weekend il polo universitario di Pollenzo sarà tra i protagonisti di Terra Madre: "Siamo fortemente coinvolti da questa manifestazione a cui arrivano delegati da oltre 130 Paesi del mondo. In parallelo, la nostra Università ha organizzato un convegno scientifico che si svolge negli spazi dell’Università di Torino, nel dipartimento di Informatica che è proprio a pochi passi dal Parco Dora e avrà una conclusione in Cavallerizza Reale domenica mattina. È un’attività che è nata con l’idea di creare una società internazionale delle Scienze Gastronomiche in cui si accolgono tutti questi temi. Non è una disciplina, ma un insieme di discipline che concorrono a perseguire gli obiettivi dello sviluppo sostenibile".