Cococciola, vitigno dimenticato. Ma il futuro dell'Abruzzo passa da qui

Cococciola, vitigno dimenticato. Ma il futuro dell'Abruzzo passa da qui
Un'uva rara che due cantine stanno tentando di recuperare, decisa e forte, tanto da essere più che abile nel reggere la spumantizzazione da vera protagonista 
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La riscoperta dell’autoctona “Cococciola”, in Abruzzo, è profondamente legata a valori e tradizioni. Uno fra tutti, quello della transumanza, che ha permesso a questo vitigno di espandersi dalla sua area di maggiore diffusione, il Teatino, fino al nord della Puglia. E dopo averne degustati alcuni campioni che oggi ti spiazzano e stupiscono, è lecito pensare che il futuro della viticoltura abruzzese debba passare anche dalla declinazione di questo vitigno raro che mostra di avere il carattere versatile dei grandi vitigni a bacca bianca che favoriscono anche la spumantizzazione.

Ecco allora l’Abruzzo Spumante Metodo Classico Brut 2018, affinato 36 mesi in bottiglia e realizzato con cococciola, montonico e altre uve rare dalla cantina Eredi Legonziano – Gruppo Citra. Oltre mezzo secolo di storia legata alla straordinaria figura del legionario omonimo arruolato nelle milizie romane; dopo aver incontrato Gesù in Terra Santa, egli si convertì e tornò nella terra natia abruzzese a coltivare le sue vigne, vivendo in santità e morendo martire. E la città di Lanciano fu costruita in suo onore. La cantina, che oggi conta un centinaio di soci e un’estensione di 250 ettari vitati (60 mila le bottiglie), è a dimora in un contesto suggestivo sulle colline che circondano la città sopra citata, protetto ad ovest dalla catena della Maiella e abbracciato ad est dalle placide brezze del Mar Adriatico. Presidente è Valentino di Campli, enologi Vittorio Festa e Federica D’Amato.

Ma torniamo al vino: il colore è oro brillante; al naso note croccanti di erba secca, intense, e si può dire che champagneggi. Poi emerge la viola. È molto buono, con un perlage fine che accarezza il palato con finale sapido e ricordo di buon corpo. Dai miei assaggi migliori dei vini d’Abruzzo, ovvero i 5 asterischi convinti, dico che questo vino, frutto di passione, apre una nuova strada ai vini d’Abruzzo, perché se le bollicine vengono così (mi hanno ricordato il Durello della Lessinia) c’è da essere orgogliosi. La cococciola, insieme a pecorino e passerina, è protagonista anche dello Spumante Extra Dry, prodotto, a differenza del precedente, con metodo charmat; prima fermenta il mosto fiore in acciaio, quindi presa di spuma in autoclave, a temperatura controllata, e affinamento minimo di 3 mesi con lieviti di fermentazione. Della gamma di spumanti, citiamo anche l’Abruzzo Spumante Metodo Classico “Trentasei” (pecorino e montonico) e l’Abruzzo Spumante Metodo Classico “Carmine Festa”, un millesimato dedicato al primo enologo della cantina (oggi c’è il figlio) da uve passerina e pecorino affinate almeno 48 mesi sui lieviti.

Menzione nel segno della cococciola anche per un’altra cantina teatina, Marchesi De Cordano della famiglia D’Onofrio, che ci ha sorpreso con il Colline Pescaresi Cococciola "Brilla" 2021; ottenuto in purezza da un vigneto di circa 35 anni d’età, vinificato con pressatura soffice a freddo in ambiente inertizzato, decantazione statica del mosto e fermentazione a temperatura controllata. Ha un colore che tende all’ambrato, tipo pinot grigio, e poi note di frutta esotica dolce. Piacevolissima la freschezza in bocca, complessa. Ancora meglio il Colline Pescaresi Cococciola "LuSciabli" Collezione Privata 2018, dove le note fruttate sono speziate e con qualche cenno ematico. Fantastica la caramellina di viola (proprio la violetta candita e il sukai). Notevole in bocca, caratteristico, tannico il giusto. Una Cococciola davvero iconica che affina in anfore di terracotta per almeno 12 mesi.



Eredi Legonziano
Lanciano (Ch) - Contrada Nasuti, 169 tel. +39 0872 45210
Una bottiglia di Abruzzo Spumante Metodo Classico Brut 2018: euro 25