Quei gelati italiani diffusi in tutto il mondo che ora arrivano anche in Italia

Quei gelati italiani diffusi in tutto il mondo che ora arrivano anche in Italia
Apre a Roma la prima sede nel nostro Paese della catena di gelaterie Lucciano's, creata da imprenditori italo-argentini e che ha già 60 negozi all'estero. Ecco la loro storia
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Lucciano’s non esiste, non è un membro della nostra famiglia” risponde schiettamente Christian Otero, imprenditore portegno nella gelateria che ha appena aperto il primo punto vendita in Italia, a Roma. “È un nome che ci siamo detti con mio padre quando abbiamo iniziato a parlare del sogno di formulare un marchio globale. Per farlo avevamo bisogno di un nome che si potesse registrare in tutto il mondo". Già dal nome denota una lungimiranza non comune e obiettivi a lungo termine che si erano proposti sin dagli esordi, poco più di dieci anni fa in Argentina.


Roma, via delle Muratte dietro Fontana di Trevi, è il primo approdo europeo imprenditoriale per Christian e suo padre Daniel, eppure il legame con l’Italia è antico. “Una parte della famiglia ha origini italiane - racconta Daniel nel suo inglese ammorbidito dalla cadenza spagnola dei sudamericani -. Mio nonno Rasseli era italiano, arrivava dal Piemonte, da Fontaneto di Novara: lui è arrivato in Argentina a inizio anni ’50.” Una storia comune a tanti emigrati, fatta di duro lavoro e integrazione, una vita di impegno e sacrifici in una città della provincia di Buenos Aires, Mar del Plata dove “è diventato costruttore. Ha iniziato con piccole costruzioni, appartamenti, fino a crescere negli affari con gli hotel.” Un legame con il paese natale che non si è mai interrotto, come spesso capita portato nei sapori della memoria da un paese lontano, nei piatti della domenica “come i ravioli e i maccheroni. Nel nostro paese molte persone provengono dal Sud Italia, da Napoli, Sorrento, dalla Sicilia, lavoravano nei porti e nell’industria della pesca. Tanti di loro sono cresciuti e si sono affermati lavorando duramente". 

 

Terza generazione quella di Daniel, oggi uomo dalla voce vispa e modi cordiali, una mezza età che non ha fiaccato la passione che gli illumina gli occhi mentre parla di lavoro, di impresa e di crescita. Elettronica e personal computer nei primi anni ’80, telefonia mobile e sport, di tutti gli affari in cui si è impegnato, ancora oggi, racconta come la cosa che gli piaccia di più “è intraprendere una nuova impresa.” Ed è per questa scintilla che si accende verso il nuovo, che dieci anni fa nasce Lucciano’s: “Con Christian abbiamo riflettuto come il gelato nel nostro paese fosse spesso non buono, ovunque lo stesso. Anche i negozi in Argentina erano tutti uguali.”  Una riflessione e una visione imprenditoriale condivisa con il figlio. “Ho iniziato la mia carriera con il calcio, giocavo come professionista e avevo avuto la possibilità di giocare in Europa ma sentivo la nostalgia della mia famiglia” ricorda il giovane Otero e sembra di sentir parlare uno dei tanti ragazzi italiani lontano da casa. Rinnovando l’amore per il calcio, a 21 anni ottiene la licenza FIFA e intraprende una carriera nel mondo del calcio, senza però gli scarpini: “Avevo viaggiato molto con la mia famiglia, continuavo a farlo per lavoro e mi accorgevo di quanto le caffetterie, i ristoranti e le hamburger stessero evolvendo - verso una forma moderna e globale - Eppure mi rendevo conto che il mondo del gelato nel nostro paese era fermo: grandi nomi internazionali ma posti che offrivano sempre la stessa esperienza, negozi piccoli, poco marketing, scarsi investimenti". 

La famiglia Otero
La famiglia Otero 

 

Fiducioso e consapevole di quanto gli esordi dei nuovi business appassionassero il padre, lo coinvolge: “Perché non proviamo a capire come funziona la lavorazione del gelato? Non sapevamo nulla, ci siamo consultati con professionisti esperti.”  Nel confronto con un’importante realtà italiana “abbiamo chiesto loro cosa avremmo dovuto fare per avere il miglior gelato del mondo - questo il loro intento ambizioso che non intendono deludere, cui i fatturati in costante crescita sembrano dare ragione - «Nessun problema», ci hanno risposto. «Venite e in due giorni vi insegniamo a fare il gelato» Ci sembrava un po’ troppo facile!” racconta sorridendo Christian. Poi come capita spesso sono gli incontri fortuiti, e fortunati, e la capacità di riconoscervi i segnali: “Un giorno in taxi a Buenos Aires parlavamo fra noi, contenti di quanto sembrasse facile. Il tassista divertito dalle nostre riflessioni si è intromesso «Ascoltatemi ragazzi, mio padre ha fatto gelato per trent’anni e io l'ho guardato anni prima di capire».  É stata una coincidenza in una città con migliaia di taxi trovare proprio quello guidato dal figlio di un gelatiere". Un caso che ha fatto capire agli Otero quante potessero essere le sfide, le difficoltà, che però non hanno tolto l’entusiasmo, anzi.

 

Macchinari e la migliore tecnologia italiana per le macchine Cattabriga, prodotti e professionalità serie, “pistacchio, nocciole, cioccolato, macchine ed esperienze andavano selezionate con accuratezza affinché Lucciano’s potesse diventare - non solo gelateria - ma un modo e un luogo dove vivere l’esperienza, molto più del gelato. Ogni negozio è diverso dagli altri, non ce ne sono due uguali. Sono tutti collegati con il posto in cui si trovano, perché ogni storia è diversa”, eppure legata da un filo conduttore comune che passa per la cura estrema di ogni dettaglio e dalla riconoscibilità. “Il segreto non è nella ricetta, ma nel concetto complessivo: un prodotto italiano con un concept argentino. Chi entra, in ogni momento della giornata, può vedere come viene fatto il gelato - mentre Christian indica la grande vetrata che separa il laboratorio dallo spazio vendita - Ai nostri gelatieri insegniamo la ricetta, come fare gli icepops, ma poi non ci sono segreti”. Una filiera che porta l’Italia e il Belgio in Argentina come prima tappa, ma ne porta i sapori in tutti i cinquantacinque punti venduta aperti in questi anni fra il Sud America e gli Stati Uniti: cioccolato dal Belgio, pistacchi e nocciole dall’Italia, latte, panna e zucchero locali. Icepops formati e decorati a mano, gelato sfuso in ventiquattro gusti in cui il dulce de leche con dulce de leche ricorda il paese natale senza stuccare minimamente al palato, sorbetto al cioccolato fondente solo per citarne alcuni.

 

Poco più di undici anni dalla prima apertura a Mar del Plata, più di sessanta punti vendita di cui 55 in Sud America e ora l’arrivo in Europa. Anni dedicati alla crescita dell’impresa di famiglia e a una costante innovazione che ha saputo tenere fermi i cardini degli intenti e strizzare l’occhio alla comunicazione, soprattutto quella social. Un impegno che però ha seguito di pari passo lo sviluppo e la ricerca, con l’apertura nel 2016 dell’Ispiration Lab, luogo dove professionisti del settore possano confrontandosi dar vita a nuovi gusti e formulazioni; un grande passo l’anno dopo con la prima apertura a Rosario e l’arrivo del Minion IcePops di cui sono il solo brand ad avere i diritti dalla Universal Pictures per riprodurre gli aiutanti di Gru, il protagonista del cartone animato ‘Cattivissimo me’. Prima gli Stati Uniti con i negozi e laboratori a Orlando e nel New Yersey, fino ad arrivare a questi giorni romani che avviano la strada per l’Europa: “Per noi è sempre stata una meta ambita, abbiamo in mente di andare in altri luoghi ma l’Italia è per noi preponderante. Il nostro sangue è italiano e abbiamo voluto iniziare l’avventura dal paese da cui i nostri nonni sono partiti, per iniziare un cammino in un luogo che fosse casa” precisa Christian Otero, “abbiamo quindi scelto Roma, la culla dell’Italia".

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