Vino, se il regalo alla sposa è... la cantina Marisa Cuomo

Il panorama mozzafiato dei vigneti Marisa Cuomo in Costiera
Il panorama mozzafiato dei vigneti Marisa Cuomo in Costiera 
L'azienda vitinicola campana nasce nel 1983 quando Andrea Ferraioli regala alla donna che ha appena sposato la tenuta. A fine anni '90 Veronelli definì il neonato Fiorduva "vino che sa di roccia di mare"
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La cantina Marisa Cuomo nasce il 10 giugno 1982…. sul sagrato di una chiesa all'uscita della cerimonia di matrimonio di Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo. È il dono di nozze di lui alla neo consorte, con un atto scritto e redatto pronto per la consegna.

Me lo racconta in una mattina di sole a fine dicembre, dove la Costiera si mostra in tutta la sua bellezza. E Andrea è un fiume in piena, perché la sua storia è fatta di partenze e ritorni (fu un trauma quando si trovò nelle nebbie di Novara a cercare fortuna), di povertà e di rinascita, che nessuno, ma davvero nessuno avrebbe mai immaginato avvenisse a Furore, dove i calanchi profondi sono tanto inospitali quanto affascinanti. La vite qui era soltanto una testimonianza, ma Andrea fu lungimirante quando intuì che avrebbe avuto una prospettiva e un racconto.

Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo
Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo 

Le vigne ambientate a Furore sono a circa cinquecento metri sul livello del mare, aggrappate alle rupi della Costiera Amalfitana. La geomorfologia è pressoché unica, con i muretti a secco verticali (“macerine”) su un terreno di natura dolomitica di origine vulcanica, e il sistema di allevamento a pergola amalfitana con base di legno di castagno.

Nel 1995, Andrea mette a dimora ben 42 cloni di vitigni autoctoni – 28 a bacca bianca e 14 rossi -, dai quali, anche dopo studi ampelografici, emergono le varietà ripoli, ginestra, fenile e pepella. Iniziano anche i lavori – durati ben 4 anni – della splendida cantina scavata nella roccia di origine dolomitico-calcarea: un luogo affascinante, umido e fresco, che accoglie l'affinamento sia dei vini bianchi sia di quelli rossi e che resterà, nonostante la creazione di una nuova cantina ad Agerola, più comoda per i lavori e soprattutto per la movimentazione dei veicoli. Una cantina che domina l'antico abitato di Furore, progettata secondo i principi dell’ eco-sostenibilità, che rivelerà una struttura esterna in legno, mentre l'ampia parte interrata sarà modulare con pilastri, archi e volte. Ora, la proprietà complessiva si estende per 40 ettari vitati (200 mila le bottiglie) sparsi in ben tredici comuni della Costiera Amalfitana. E questa iniziativa imprenditoriale ha permesso, di fatto, la rinascita della viticoltura in un’area che stava degradando verso l’estinzione, mentre oggi vanta la doc Costa d’Amalfi.

La famiglia Ferraioli nella barricaia della cantina Marisa Cuomo
La famiglia Ferraioli nella barricaia della cantina Marisa Cuomo 

La prima vendemmia fu quella del 1998 e nel 2000, protagonista il Costa d'Amalfi Furore Bianco “Fiorduva”, sali agli onori grazie a Luigi Veronelli che ebbe a definire quel Bianco un “vino che sa di roccia di mare”. Nello stesso anno anch’io assaggiai il Fiorduva in un ristorante di Capri e quel bicchiere lo ricordo ancora oggi, tanto fu memorabile. L'uvaggio è fenile 30%, ginestra 30%, ripoli 40%: fermenta alla temperatura di 12°C per circa tre mesi in barriques di rovere. In cantina, i consigli sono quelli di un principe dell’enologia, ovvero il professor Luigi Moio, che ha accettato la sfida di fare il vino bianco più buono di sempre.

 

Ora, il Fior d’Uva nel mio bicchiere, del millesimo 2019, ha un colore oro che sembra olio. Al naso è dirompente l’effluvio di frutta matura: frutta esotica, melone, albicocca. Ma sarebbe sbrigativo definirlo fruttato perché il bouquet è complesso e ricco di erbe officinali, spezie, quasi un estratto di essenze della Costiera. Non ti vien voglia di staccare il naso, perché se pazienti senti i fiori di zagara, la mentuccia fresca, gli arbusti verdi. In bocca la verticalità è imponente, come l’intensità dei profumi: ingresso morbido, e poi quella frutta mista a note minerali e a spezie che chiudono con un finale sapido che è un omaggio al mare. Grandioso!

Il Costa d’Amalfi Furore Riserva 2017 è un blend di piedirosso (localmente detto pere e' palummo) e aglianico 50%. Il mosto sottostà a una macerazione intensa della durata di 30 giorni con successiva fermentazione malolattica e affinamento almeno 12 mesi in barriques nuove di rovere francese. E qui al naso senti note di sandalo e di sambuco, ma anche un ché di caratteristico come certi frutti esotici colombiani a polpa rossa. Anche questo è imponente, pieno, con i tannini che si fanno presenti con incisività, benché ben torniti. E non sfugge, nel sorso, quella nota speziata che ricorda il caffè.

Medesimo uvaggio e affinamento per il Costa D’Amalfi Ravello Riserva 2017, da vigneti in località Ravello e Scala. E qui il profumo è più floreale e fresco, misto a rosmarino ma anche china, carrube, cuoio. Ha ingresso morbido e tannini finissimi e ben levigati. A differenza del precedente esprime di più la freschezza ed è fine. Mi è piaciuto molto: un grande elegante!

Ravello Bianco e Rosso nascono dalle stesse uve del Furore, mentre ricalcano la tecnica di vinificazione propria del Fiorduva e del Furore Rosso Riserva. Più precisamente, il Ravello Rosso riposa in barriques nuove di rovere francese e il Ravello Bianco fermenta a 18°C per circa un mese in serbatoi di acciaio inox.

L'interno della cantina Marisa Cuomo
L'interno della cantina Marisa Cuomo 

Oggi in cantina Andrea e Marisa lavorano con più entusiasmo avendo al loro fianco i due figli: Raffaele e Dorotea, che rappresentano la continuità di una grande storia del vino italiano che ha sfidato l’impossibile.

 

Cantine Marisa Cuomo

Furore (Sa)

via G. B. Lama, 16/18

tel. 089830348

PREZZO FIORDUVA: 50 euro


 

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