Cina, Perù e Italia tradizionale: la Milano d'avanguardia di NoLo

Nove Scodelle
Nove Scodelle 
Il nuovo volume delle Guide di Repubblica racconta un quartiere ancora verace. Popolare e multietnico, è molto amato da personaggi dello spettacolo e della cultura (che qui lo raccontano)
3 minuti di lettura

La cucina di un luogo racconta sempre qualcosa di chi lo abita: tradizioni, usanze, abitudini. E così piatti semplici, preparati con ingredienti poveri, narrano una storia di popoli che hanno dovuto lottare per affermarsi, mentre ricette barocche svelano contatti e contaminazioni tra culture lontane. Questo vale anche per NoLo, quartiere popolare e multietnico che nonostante il fermento modaiolo e la spinta hipster degli ultimi anni non ha smarrito la sua anima più autentica e verace. La Guida di Repubblica dedicata al quartiere milanese diretta da Giuseppe Cerasa, accende i riflettori anche sul panorama enogastronomico di questo spicchio di Milano.


C’è viale Monza a fare da spartiacque tra NoLo Malibu e NoLo Ddr, le due parti di un quartiere che - nella sua variopinta identità multietnica - sta costruendo, dal basso, un progetto non solo di buona convivenza nella commistione etnica ma di reale e solidale integrazione. Cucina compresa. Qui i ristoranti propongono il meglio della tradizione italiana, senza rinunciare a guizzi creativi e contemporanei, ma anche le ricette del resto del mondo: Cina, Giappone, Filippine, Corea, Perù. Non c’è spazio per i format patinati che ormai imperversano nel resto della città. Il concetto di semplicità a tavola qui ha ancora un significato e i nolers della prima ora guardano con sospetto i locali troppo pretenziosi. Gli snobismi sono banditi in favore di un atteggiamento decisamente alla mano. Da non perdere, tra le tante insegne, quella di Manna. Lo chef Matteo Fronduti ha aperto il suo locale più di dieci anni fa, quando l’appeal modaiolo di NoLo era ancora ben al di là da venire. È un ristorante decisamente originale, difficile da includere in una definizione. La ricerca di Fronduti si colloca a metà strada tra la tradizione e gli sperimentalismi. Il risultato? Una cucina giocosa (a cominciare dai nomi dei piatti oltre che dagli abbinamenti tra gli ingredienti), fatta di contrasti, ma sempre concreta e appagante. Altrettanto gettonato Altatto. Rappresenta un nuovo modo di fare ristorazione, già molto diffuso nel Nord Europa, che ribalta il luogo comune secondo cui un menu privo di carne o pesce risulti in qualche modo mancante, incompleto. Qui l’elemento vegetale è protagonista assoluto di un percorso gastronomico che nasce dal rispetto per l’ambiente, esaltando la grande varietà di colori, gusti e consistenze che la terra ci dona in ogni stagione

Capoverde
Capoverde 


Quindi Capoverde. Si tratta di uno spazio polifunzionale: ristorante e cocktail bar, ma anche erboristeria, vivaio e negozio di fiori e piante. La gestione è affidata alla Cooperativa Sociale Peppe Cefalù Onlus, impegnata nella formazione e nel (re)inserimento sociale e lavorativo di ragazzi fragili che qui servono ai tavoli e fanno parte della brigata di cucina. La centralità della natura e del mondo vegetale che caratterizza l’ambiente si traduce in una proposta gastronomica attenta alla stagionalità e alla genuinità delle materie prime. Altro giro, altro indirizzo di cui tenere conto. Sauris & Borc da Bria si erge a custode della tradizione friulana. Chi ama l’arredamento retrò qui non resterà deluso: dalle pareti intonacate spuntano qua e là squarci di mattoni a vista, intervallati da quadri in bianco e nero, mensole e armadi che custodiscono pentole in rame, servizi di porcellana e altri cimeli della civiltà contadina. Sembra davvero di stare in una casa di campagna di inizio Novecento. E non si sbaglia scegliendo il Mirta. Ai margini di NoLo, in zona Casoretto, ha saputo cogliere le migliori caratteristiche delle trattorie di una volta e renderle attuali, guardando sempre avanti, ma senza snaturarsi né perdere le sue radici fatte di cibo buono e goloso, sorrisi e calore nell’accoglienza.


Sul fronte etnico la scelta è formidabile. Spiccano Mao Hunan (basterà varcarne la soglia per immergersi nell’atmosfera autentica di un locale di Pechino o Shanghai), Le Nove Scodelle (trattoria cinese che celebra la regione del Sichuan) e Kungfu Bao dove la tradizione culinaria di riferimento è quella di Hong Kong, fatta di piccole portate, ingredienti freschi e sapori decisamente meno piccanti e speziati rispetto al resto della Cina. Lisci e lucidi all’esterno, i bao sono fatti a mano e risultano sorprendentemente soffici, proprio come “nuvole di pane”. Da  si vola in Thailandia, terra di cibi speziati e piatti coloratissimi; spostandosi da Bulaluhan ci si ritrova nelle Filippine, con pietanze sempre in equilibrio tra dolce, aspro e salato. E perché non fare un salto in Corea, varcando la porta di Sun Renshun (viale Monza 44, tel. 02 28901942), per gustarsi un po’ d'infuocato kimchi? Continuando a girare metaforicamente il mappamondo, si attraversa l’oceano Pacifico per ritrovarsi in Perù, luogo di origine di un’altra delle comunità più vive del quartiere. Un buon modo per provare la cucina peruviana è quello di recarsi da Criollo e immergersi nel clima di festa di questo locale dove musica live e cibo saporito vanno a braccetto.
KungFu Bao
KungFu Bao 
La guida su Nolo, nuovo capitolo della collana “Quartiere Italia”, permette di scoprire questo spicchio di Milano anche attraverso le testimonianze di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura (da Ale & Franz a Gioele Dix, da Bassi Maestro a Fabrizio Fontana, da Carmen Covito ai Selton, passando per Gianni Biondillo, Carlo Vanoni ed Emilio Isgrò) e grazie alle parole di quelle persone che del quartiere sono l’anima e l’essenza. Quindi gli itinerari tematici che spaziano dalle piazze da non perdere alle aree verdi, dalla street art ai set cinematografici, dai teatri alle architetture più suggestive. Senza dimenticare le tante realtà che punteggiano il quartiere, a cominciare da Radio NoLo, da BienNoLo, dal NoLo Fringe Festival, dall’Associazione Amici del Parco Trotter e dal Festival di SanNoLo. Quindi le recensioni dei migliori ristoranti, etnici, street food, pizzerie, luoghi del gusto, hotel, dimore di charme, b&b, artigiani e negozi della zona.


La Guida di Repubblica dedicata a NoLo sarà disponibile in edicola (a 10,90 euro più il prezzo del quotidiano) e online sul nostro sito - ilmioabbonamento.it - da sabato 11 dicembre e subito dopo in libreria e online su Amazon e Ibs.