Carlo Petrini: vi presento il cardo gobbo di Nizza Monferrato

Ortaggio stagionale, coltivato sin dagli antichi Romani, oggi è poco diffuso. La sua raccolta è espressione della tutela della natura: ci pensa il cardarolo, contadino e custode di una lunga tradizione
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Nel pieno rispetto della stagionalità, un concetto ora molto in voga che rappresenta da sempre uno dei cardini della gastronomia, vorrei proporre alla vostra attenzione il cardo, coltivato sin dagli antichi Romani e che oggi, purtroppo, non trova molto spazio sulle tavole degli italiani.

Per celebrare questo prodotto, voglio chiamare in causa Bonaventura Tecchi scrittore, letterato e accademico italiano nato a fine del 1800, il quale scriveva: “Il cardo è il più duro e aspro e insocievole fiore.

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