Grappe e distillati, parla la donna più premiata d'Italia: 163 ori in dieci anni

Priscilla Occhipinti con le sue vinacce da Sangiovese, Sagrantino, Aleatico e altre uve 
Priscilla Occhipinti ha vinto l'ennesimo trofeo: un argento alla Spirits Selection di Bruxelles, stavolta con un gin. La maestra distillatrice toscana: "Essere donna oggi aiuta perché l'impronta femminile è apprezzata, ma ci sono ancora discriminazioni: c'è chi non sente l'autorità se a comandare è una femmina"
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Nel mondo dei distillati è nota come la signora della grappa. Di certo è la donna dei record: Priscilla Occhipinti, maestra distillatrice e imprenditrice degli spiriti, 43 anni, ha collezionato 163 medaglie d’oro e doppio oro in dieci anni, a cui si aggiungono i riconoscimenti d’argento, per la qualità dei suoi prodotti. Le grappe in primis, firmate Nannoni (questo il nome della sua azienda, in Toscana, 50 anni di storia alle spalle, che ha rilevato da un vecchio amico di famiglia, Gioacchino Nannoni) ma anche i gin, gli amari. L’ultima medaglia d’argento l’ha vinta ieri alla Spirits Selection del Concorso Mondiale di Bruxelles con Gingillo V Toro, un London Dry Gin ispirato alle caratteristiche del toro. Al Gusto, Priscilla Occhipinti, dal suo fortino a Civitella Paganico (Grosseto), rivela: “Quando arriva un argento ci resto sempre un po’ male, ma essere premiata è sempre una grande soddisfazione”. E c’è da crederle, se si considera che Occhipinti fa questo mestiere da 25 anni, cioè da quando ne aveva 18: “Ogni goccia che esce da questa azienda l’ho distillata io personalmente, con le mie mani. Lavoro 270 ore al mese e ho un figlio di 4 anni”. Wonder woman. Maremmana di nascita e di temperamento, ha ereditato l’arte della distillazione da Nannoni stesso: “Da piccola con la mia famiglia lo vedevo distillare e restavo affascinata”. E così, raggiunta la maggiore età, è stato facile decidere che cosa avrebbe fatto da grande.

Artigianalità e orgoglio. “Sono molto poco commerciale – dice col sorriso – Poi un giorno mio padre mi ha detto: se stai tutto il giorno dietro l’alambicco è difficile farsi conoscere, inizia a partecipare ai concorsi, lo fanno tutti”. E così ho cominciato”. E il palmares ha iniziato a prendere subito forma fino ad arrivare ad oggi, quando in bacheca non c’è quasi più posto. “È una soddisfazione anche perché viene ricevo riconoscimenti su tutta la gamma dei miei prodotti – dice Occhipinti - Il prodotto base, il meno costoso, la grappa Gente di Maremma, giovane fatto con vinacce del territorio e presentato in una confezione molto semplice, ha di recente vino una medaglia oro in Germania”. Lo stesso vale per il suo amaro del cuore, MaremmAmaro, che ha vinto il prestigioso premio Ampolla d’oro la scorsa settimana conferito dalla Guida Spirito Autoctono.

Il territorio

Merito anche del territorio, la Maremma, selvaggia quanto basta per spettinare il palato e regalare intensità grazie ai suoi profumi, alla ricchezza del paesaggio, alla biodiversità delle botaniche. Un esempio? “MaremmAmaro è figlio del Covid – racconta Occhipinti – Quando durante il lockdown eravamo chiusi in casa, con la mia famiglia abbiamo dapprima riordinato tutta l’azienda, poi il giardino. A quel punto non è rimasto altro che fare un giro nei boschi. E lì ho realizzato di essere circondata da una ricchezza incredibile: corbezzolo, cespugli di prugnolo, cardo mariano camomilla. Allora mi sono detta: ho tutti gli ingredienti per fare l’amaro. Ed è nato così MaremmAmaro”.

Il nodo delle grappe

Occhipinti distilla per il suo marchio circa il 10% della produzione che consta di un bacino dalle 60mila alle 100mila bottiglie. Nella gamma figurano dai 200 ai 300 prodotti per conto terzi e sui 40 firmati Nannoni. Tra i suoi clienti ci sono cantine e clienti eccellenti, aziende del territorio quali Ornellaia, Montevertine, Monteverro, e imprese fuori regione come Masciarelli, Antonelli San Marco, Itaca, Domori, Montellori, varie aziende sarde e così via. Grappe da sangiovese, ma anche da Sagrantino, Aleatico, e poi quelle del Brunello di Montalcino fra cui spicca Castiglion del Bosco.  Fino a due anni fa il 95% della produzione erano grappe, oggi la percentuale è scesa all’80% grazie a gin e amari. Un cambio di passo che riflette i gusti del mercato. “Le grappe sono più apprezzate all’estero che in Italia – riflette Occhipinti - Esporto il 60% di ciò che produco. All’estero ci sono appassionati che conoscono le distillerie più di coloro che vivono in Italia e qui in zona, perciò da qualche tempo apro le porte della distilleria al pubblico e faccio cultura del territorio, non solo per far vedere cosa c’è dietro la bottiglia, ma anche per mostrare il forte legame che l’arte della distillazione ha con poesia, lirica, pittura”. Il problema delle grappe poi è anche un altro: “Nonostante i prodotti si stiano nobilitando, in commercio ce ne sono ancora molti di scarsa qualità. Alcuni liquori sono di facile beva e anche se fatti male si fanno bere. La grappa invece è un distillato che va meditato, l’approccio è più impegnativo, non si può dire: faccio un sorso. Ne bastano tre gocce, non è acqua. Io propongo la degustazione solo olfattiva anche ai bambini che ne apprezzano i profumi. E dopo la visita, la gente va via dalla mia distilleria amando le grappe”.

Il successo dei gin

Ma su una cosa non c’è dubbio. Il mercato al momento spinge molto verso i gin. E non è un caso che Occhipinti ne abbia aggiunti 12 di recente alla sua produzione: una nuova collezione legata alla costellazione, che sarà presentata il 4 dicembre a Civitella Paganico. “Ogni gin – spiega la mastra distillatrice - è fatto con erbe officinali, ognuna delle quali è abbinata a un segno zodiacale. Sono prodotti molto buoni (London, distilled e compound) che stanno avendo un gran successo: li stiamo già vendendo bene sul nostro canale e-commerce”.

Il fattore D (donna)

Le maestre distillatrici in Italia e nel mondo non solo moltissime. Ma essere donne aiuta o ostacola?

“È complicato – risponde subito Priscilla Occhipinti - Giovane e donna è un binomio particolare, e all’inizio del mio lavoro non mi prendevano sul serio. Poi negli anni mi sono conquistata pezzettino pe pezzettino stima e fiducia. Sostituire personaggio di una certa età come Nannoni, con anche le caratteristiche fisiche del distillatore nell’immaginario collettivo, un uomo imponente e con la barba, non è stato facilissimo. Poi col tempo il fattore donna è diventato valore aggiunto, oggi l’impronta femminile è apprezzata. Ma non tutti ancora vedono la donna al pari dell’uomo, per cui, ad esempio, quando vengono alcune squadre di lavoro per vendemmiare, ci sono persone che non riconoscono l’autorevolezza se a comandare è una femmina, e così tornano fuori delle forme di discriminazioni. Con i miei dipendenti ho un ottimo rapporto, siamo una famiglia, ma all’esterno ci sono ancora resistenze di questo tipo”.

Un vermouth nel futuro

Ma Priscilla Occhipinti non se ne cura e prosegue il suo lavoro con il suo stile vulcanico. “Progetti per il futuro? Se scendo in distilleria e dico “ho una idea” i miei collaboratori si mettono le mani nei capelli! – sorride - In un mese ho fatto uscire 14 prodotti nuovi, i 12 gin più un altro (che è il restyling del gin rosa), Spirito di inverno che è un liquore a base di brandy, pera, scorza di arancio e cacao con pochissimo zucchero, e poi la Grappa Brunello 10 anni. Nel futuro vedo un vermouth e la Grappa Brunello 20 anni”. E chissà, nuove sfide e nuove medaglie.