Un viaggio in Africa a "caccia" di Spirulina: il cibo del futuro dal Malawi alla Murgia barese

Raffaele Settanni e Daniela Chiapperini, in collaborazione con la Andriani Spa, hanno dato vita alla Startup ApuliaKundi
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C'è un filo rosso che lega il Malawi, la capacità di visione di due giovani impegnati in progetti di cooperazione, un'azienda che da sempre ha fatto della sostenibilità ambientale il suo vessillo e un'alga considerata un superfood, che affonda le sue radici in epoche lontanissime. Nella Murgia barese, dove l'agricoltura è sinonimo di tradizione, nasce un progetto innovativo di economia circolare per la produzione di spirulina. Definita dalla Fao il miglior cibo del XXI secolo per le sue numerose proprietà (contiene tre volte più proteine della carne, dieci volte il calcio del latte, quarantacinque volte più ferro degli spinaci, oltre a una grande percentuale di sali minerali, amminoacidi e vitamine). Quella prodotta a Gravina di Puglia, un borgo di pietra bianca ricco di storia e di cultura, ha un passo diverso grazie ad Andriani Spa, società benefit leader nella produzione di paste senza glutine (le materie prime utilizzate sono mais, riso integrale, riso, grano saraceno, avena, lenticchie, ceci e piselli) che, assumendo il ruolo di acceleratore d'impresa, ha avviato una partnership con ApuliaKundi, giovane start up con un sogno ambizioso: diventare leader europeo della produzione di spirulina K italiana, biologica, naturale e pura al cento per cento.

La parola d'ordine di questo progetto è economia circolare: la spirulina viene infatti prodotta in vasche che utilizzano acqua proveniente dal processo di produzione della pasta, trattata attraverso un impianto di ossidazione abbinato ad uno di osmosi inversa. Il passaggio successivo consiste nel pressare le alghe per eliminare l'acqua in eccesso, essiccarla per 14 ore ad un grado di umidità che oscilla dal 4 al 6 per cento e passare alla trafilazione, per farne spaghetti grazie a un mix con la farina di riso integrale. “In questo modo – ha spiegato Michele Andriani, presidente e amministratore delegato – realizziamo un recupero d'acqua pari al consumo quotidiano di un grattacielo di venti piani”.

Mica poco per un'azienda che si propone di arrivare, entro il 2025, alla carbon neutrality e che, dopo essersi dotata da tempo di un impianto fotovoltaico e di uno geotermico per lo smart building, ha ben 130 progetti nel cassetto, cresciuti perfino durante la fase del Covid e diverse collaborazioni con i principali atenei del territorio, da Bari a Milano a Torino. Come prossimi passi, si prevede la produzione di biogas derivante dal processo di fermentazione anaerobica delle biomasse, proveniente anche da filiere agroalimentari limitrofe. Miscela che, a seguito di un processo di upgrading, diventerà biometano. Le sostanze derivanti da questa trasformazione saranno poi reimpiegate: il digestato come fertilizzante per la filiera sostenibile di legumi di cui Andriani è capofila; il biometano, in forma liquida, come combustibile per l'autotrasporto delle merci, la CO2 recuperata da destinarsi alla produzione di alghe spirulina.

In questa filosofia perfettamente in linea con il Green Deal europeo, una parte di spirulina verrà utilizzata da Andriani come ingrediente nella produzione di pasta biologica e naturalmente gluten free a marchio Felicia, e l’altra per diverse formulazioni ApuliaKundi, tra cui stick, compresse e prodotti funzionali già in commercio. Per Felicia è stato sviluppato il formato Spaghetti alla Spirulina, che sta facendo il proprio ingresso in Gdo. Sono inoltre allo studio nuovi formati, a partire dai fusilli, testati in anteprima nel corso dello Spirulina day aziendale. “Quando, nel 2010, abbiamo intrapreso questa avventura ci consideravano dei matti – ha raccontato Raffaele Settanni, co-founder con Danila Chiapperini di ApuliaKundi –. Ma ho creduto fin dall'inizio nelle possibilità di questo super food. Ricordo l'emozione del primo impianto, il senso di benessere che mi regalava la passeggiata tra le vasche di acqua verde. Qualcuno - scherza – giura di avermi visto anche parlare con le microalghe che sono l'origine della vita. Trattandosi di procarioti sono antecedenti ai dinosauri ed è anche grazie a loro se oggi abbiamo l'ossigeno, perché si nutrono di Co2. Mi piace dire sempre che sono l'apice della vita”.

Settanni e Chiapperini hanno scoperto la spirulina in Malawi: “Veniva somministrata ai malati di Aids per potenziare le loro risorse immunitarie – ha ricordato lei -, ma anche ai bambini malnutriti. Ci siamo messi a studiare a abbiamo deciso di partecipare a un bando della Regione Puglia, che abbiamo vinto. Realizzato il primo impianto pilota abbiamo iniziato a farci conoscere e a ricevere dei premi, fino all'incontro con Andriani, un imprenditore illuminato come pochi”. E lo si capisce entrando in un'azienda che assomiglia più a un parco che non ad una fabbrica, tra spazi enormi per la passeggiata, serre floreali, verde verticale, bici e auto elettriche e packaging rigorosamente sostenibile che spunta dalle pareti a vetro degli open space. “Ci sono meno scrivanie che dipendenti – confessa Raffaele Raso Csr & sustainability manager –, perché l'obiettivo è condividere le idee, in un processo di confronto continuo”. Aboliti i badge e spostate le riunioni in serra oggi, a un passo dall'immissione sul mercato degli spaghetti alla spirulina si pensa a un pet food a base di scarti di leguminose e alghe, ma anche alla possibilità di immaginare un pasto per gli astronauti, dopo i primi tentativi fatti proprio da Samantha Cristoforetti.

Considerata sin dall'antichità il cibo degli dei, la spirulina è un'alleata per tutti coloro che hanno bisogno di energia, carenze nutrizionali, che soffrono di celiachia. Ed è anche buonissima. Parola della show girl Alessia Marcuzzi e dello chef Giovanni Cifarelli, che si sono divertiti a impastare farina di riso e spirulina, saltando ortaggi in padella, per dare vita a due ricette molto originali e gustose: gli spaghetti con una mousse di burro senza lattosio e scaglie di tartufo bianco e dei fusilli (ancora in fase di sperimentazione) con funghi, datterino giallo e crusco. “Sono felice di far parte di questa famiglia – ha detto entusiasta Marcuzzi –. Grazie a Felicia e alla sua linea di pasta ai legumi, sono riuscita ad avvicinare mia figlia Mia al consumo di questi alimenti che detestava. La mia preferità? La pasta all'avena che preparo con una doppia consistenza di zucchine e basilico. Direi che è il mio piatto forte”. E per gli amanti del drink, Andriani ne ha creato per l'occasione uno a base di tonica al pepe, zenzero, lime, ananas e naturalmente, l'immancabile alga dalle mille virtù. La spirulina piacerà anche agli stranieri? E' questa la nuova scommessa: per ora l'azienda ha conquistato trenta Paesi esteri. E ad andare pazzi per le sue paste gluten free sono principalmente americani, australiani e nord europei. Più sensibili al cibo healthy e al rispetto di una cultura ambientalista.