Dall'Europa primo sì al Prosek croato. Rivolta dei produttori di Prosecco. Roma promette battaglia: "Attacco al made in Italy, faremo ricorso"

Bottiglie di Prosek (@Ansa/Wikipedia) 
Dall’Unione Europea via libera alla domanda di protezione geografica del vino che ricorda nel nome il prodotto veneto le cui uve crescono sulle colline patrimonio Unesco. Il sottosegretario Centinaio: "Da Bruxelles una decisione gravissima. Abbiamo due mesi di tempo per bloccarla facendo sistema con altri Paesi. Ora si colpiscono gli interessi italiani, domani potrebbe toccare a quelli francesi o spagnoli". Zanette (Consorzio): "Si tratterebbe di un precedente pericoloso, le cui derive sono facilmente intuibili"
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L’assonanza con il nome è clamorosa. Da una parte il nostro Prosecco, il vino italiano più venduto e amato all’estero, simbolo di made in Italy, di festa e convivialità. Dall’altro il Prosek croato, additato dal mondo del vino e della politica come caso estremo di italian sounding. La novità è che c’è il via libera dell’Unione Europea che ha ritenuto ammissibile la domanda di protezione geografica del Prosek.

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