Vino, Tannico punta all'estero con Moët Hennessy e Campari: "Diventeremo leader d'Europa"

Tannico Flying School (foto @Tannico Wine Bar) 
Il Gruppo LVMH ha acquisito metà delle quote del colosso on line detenute da Campari, dando vita a una joint venture nuova, lanciata nell'e-commerce europeo del vino. Il ceo di Tannico Marco Magnocavallo: "Così rafforziamo il nostro marchio e cresciamo nei Paesi stranieri, a partire da Uk, Usa e Svizzera" 
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Ampliare la presenza in Europa e rafforzare il brand. Tannico getta l’ambizione oltre ogni confine ed entra in partnership con i francesi di Moët Hennessy (LVMH) che hanno acquistato metà della quota del colosso dell'e-commerce del vino detenuta da Campari (entrata nel luglio 2020). “Vogliamo espanderci in altri Paesi e il Gruppo LVMH per noi è strategico nella costruzione e nel consolidamento della nostra immagine”. È il commento al Gusto.it dell’amministratore delegato e co-founder di Tannico, Marco Magnocavallo, all’indomani dalla firma dell’intesa.  L’accordo è stato siglato lunedì 12 luglio a Parigi, negli uffici di Moët Hennessy, in presenza di Bob Kunze-Concewitz del Gruppo Campari e Philippe Schaus, ceo di Moët Hennessy e dello stesso Magnocavallo. Moët Hennessy (LVMH) entra così nel mondo di Tannico rilevando metà della quota che aveva Campari, che corrisponde a 25,6 milioni di euro. Da questa intesa è nata una nuova joint venture, di respiro europeo (in cui Tannico detiene il 30%), che ha lo scopo di investire nella vendita on line di vini e spiriti, che nel periodo segnato dal Covid è decollata. L’idea, conferma l’ad, è fare joint venture fra due gruppi, uno italiano uno francese, per questo è nata una sorta di “società veicolo, al 50%, che ha una quota di Tannico, che è la stessa quota che prima aveva Campari”. Ma attenzione, precisa Magnocavallo, “Tannico resta del tutto indipendente, ma semplicemente come soci all’interno del capitale ha questi due gruppi”.

Il ceo di Tannico, Marco Magnocavallo 

Lo sguardo è rivolto al futuro. “Il senso dell’operazione è cercare di costruire un leader europeo nella vendita di vino on line di vini e spiriti di alta qualità, partendo da Tannico e dalla recente acquisizione di Venteàlapropriété (VAP)”, spiega il ceo Magnocavallo. Ricordiamo che lo scorso maggio Tannico ha acquisito una quota di maggioranza di VAP, società fondata nel 2008 e attiva sul mercato francese nella vendita di vini premium (oltre 34 milioni di euro il fatturato del 2020). Un acquisto che è stato realizzato dalla mega-enoteca on line con mezzi propri, grazie a un aumento di capitale da 32 milioni di euro riservato ai soci di Tannico, tra cui Campari Group, che ne detiene il 49%.

Il magazzino di Tannico 

 “Con questa operazione – prosegue l’amministratore delegato - Tannico conquista l’appoggio del gruppo di Moët Hennessy utile sia per la capacità che hanno di costruire marchi con un’attenzione impressione nel coniugare rispetto per l’heritage e creatività sia nell’attivare meccanismi orientati all’innovazione. Avere un socio francese, che ha un peso importante, può solo fare bene a Tannico. Siamo già leader in Italia, ora puntiamo ad esserlo anche in Europa dove abbiamo già un peso notevole: l’acquisizione di Vap nel maggio scorso va in questa direzione”.

I prossimi mesi saranno dedicati alla conquista di una fetta sempre più consistente di consumatori europei. “Siamo nel pieno del processo di integrazione e sviluppo – spiega Magnocavallo - Cominceremo a portare all’estero Venteàlapropriété, che ora vende solo in Francia, e nel 2022 vedremo di fare prossimi passi. Tannico è già presente in 18 Paesi, abbiamo in mente un’espansione per linee organiche proprio con Vap in altri Paesi”. Attualmente, i mercati più promettenti, come sottolinea il manager, sono il Regno Unito, seguito da Stati Uniti e Svizzera.

Tannico ha chiuso il 2020 con un fatturato – che unisce l’attività italiana più quella dei francesi di Vap – di oltre 70 milioni di euro. Nell’anno in corso c’è stata una leggera flessione, legata all’inizio dell’estate, quando tutte le attività sono riprese e quindi anche i consumi all’esterno delle mura domestiche. “Il Covid ha influito tanto nell’impennata del 2020, e ancora nella prima parte del 2021. Le conseguenze della pandemia ci hanno fatto crescere del 90%, dal 2019 al 2020 – dice Magnocavallo - ma ora le riaperture stanno un po’ rallentando la crescita”. Ormai è acqua passata lo scandalo del Tignanello che travolse la società lo scorso anno. “Ci siamo del tutto ripresi, era stata solo una bottiglia a creare il problema – riflette l’ad – Tannico è una realtà in crescita e con nostro business abbiamo fatto da volano: negli anni ci siamo fatti conoscere e abbiamo investito nella comunicazione, da lì ha preso il volo un mercato di altri competitor che arricchiscono l’offerta”.