Mandorle, pistacchio e crema: il dolce dedicato a Quasimodo è una poesia

Un dessert dedicato allo scrittore firmato dalla pasticceria Pansa di Amalfi, meta dell'autore: si chiama Zagara divina e ha il sapore dei "luoghi perfetti dell'infanzia" 
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"Qui è il giardino che cerchiamo sempre e inutilmente dopo i luoghi perfetti dell'infanzia. Una memoria che avviene tangibile sopra gli abissi del mare, sospesa sulle foglie degli aranci e dei cedri sontuosi negli orti pensili dei conventi”. A scrivere queste parole, nel suo celebre Elogio, è Salvatore Quasimodo.

Quasimodo ad Amalfi in una foto d'epoca 

È il gennaio del 1966 quando il poeta e premio Nobel giunge in costiera amalfitana su invito dell'allora presidente dell'Azienda di soggiorno e turismo Giuseppe Liuccio. All'hotel Cappuccini (oggi Nh Grand Hotel Convento di Amalfi) lo accoglie Anna Aielli per dargli il benvenuto. Qui, nella stanza numero 26 (oggi la 406, la più richiesta dai clienti) avverte un malore che lo porta alla morte. Quella data, il 14 giugno del 1968, è restata scolpita nella memoria degli amalfitani, oltre che di tutti gli amanti delle sue parole. Oggi, a 53 anni di distanza, a ricordare le sue escursioni in costiera, non c'è solo l'epigrafe da lui dettata e scolpita nella Porta della Marina, ma anche un dolce ideato da Nicola e Andrea Pansa dell'omonima pasticceria sorta nel 1830: la Zagara Divina.

Creata da Andrea, capostipite di cinque generazioni di uomini e donne abituati a miscelare profumi e sapori per stuzzicare i palati, è da sempre la meta preferita dei vip che giungono tra Amalfi e Positano a bordo delle loro imbarcazioni. “In origine vi si recavano Ibsen, Wagner e Longfellow – racconta Nicola – Oggi stilare un elenco dei clienti più famosi che abbiamo sarebbe impossibile. L'altro giorno sono passati a salutarci Ambra Angiolini e Christian De Sica, che è un nostro fedelissimo”. Tutti stregati dall'odore intenso di mirti, trifogli, zagare e limoni. E proprio zagare e limoni, che a Quasimodo ricordavano la Tindari della sua Sicilia, sono gli ingredienti alla base di Zagara Divina, un tortino di mandorle al profumo di sfusato amalfitano. “Il nostro obiettivo – spiega Nicola – è quello di creare un ponte tra Sicilia e Campania nel segno del gusto, ma anche della cultura. Un binomio che ci ha sempre affascinato, dal momento che la nostra pasticceria è stata spesso considerata una sorta di caffè letterario, un luogo sospeso dove incontrarsi, sorseggiare un caffè e gustare un dolce della tradizione, come la delizia al limone o la Santa Rosa”.

Nicola Pansa con la conduttrice tv Veronica Maya  

Nasce così un dolce che vede insieme le mandorle di Avola e il pistacchio di Bronte, con un tocco di gelato di crema della nonna Adriana: “È una crema gialla, con le uova fresche, che oggi è praticamente introvabile. La faceva la nonna Adriana e abbiamo provato a ricostruire quel sapore delicato, unico e inconfondibile che riempiva di gioia i nostri pomeriggi da ragazzini. Abbiamo rispettato la tradizione, con una cottura a fuoco lentissimo e le abbiamo regalato il nostro tocco, le bacche di vaniglia del Madagascar e le scorze di limone di Amalfi”. Proprio queste ultime, candite, con o senza il rivestimento di cioccolato, sono attualmente il prodotto di punta della pasticceria Pansa. “Le esportiamo in tutto il mondo – continua Nicola – Stati Uniti, Canada, Francia, Austria, Germania e naturalmente le vendiamo in tutta Italia tramite il nostro shop on line”. Ma per i turisti stranieri che sbarcano ad Amalfi, Pansa è sinonimo di delizia al limone, il tipico dolce costiero ideato dal pasticciere sorrentino Carmine Marzuillo nel 1978: si tratta di una torta (ne esiste la versione monoporzione) a base di pan di spagna, bagnata con sciroppo di limoncello, farcita e ricoperta di crema di limone. Intanto la nuova Zagara Divina ha già stregato una vasta clientela, incuriosita anche dal fatto che il suo battesimo è strettamente legato a uno spot, firmato dalla regista Biancamaria Savo, che vedrà come protagonista il figlio di Quasimodo, Alessandro, attore e doppiatore italiano, dal titolo Eden ritrovato.