Vino senz'alcol, le bollicine analcoliche della storica azienda del Monferrato

La cantina Bosca ha due secoli di storia alle spalle ma guarda al futuro con uno spumante che spopola sui mercati asiatici. La titolare: "Abbiamo due anime, tradizionale e innovatrice. Teniamo separate le due produzioni. E funziona"
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«Noi abbiamo due cappelli: quello da spumantisti e vignaioli rigorosi, con 190 anni di storia; e quello da innovatori, sempre alla ricerca di nuove proposte e trend di mercato». Due cappelli e due numeri civici distinti: «Quello della cantina e quello dell’azienda alimentare. È così che facciamo convivere la produzione di spumanti metodo classico e metodo Martinotti con azzardi più temerari che hanno portato alla creazione di bollicine senz’alcol certificate Halal e di bollicine a base di vino e cereali aromatizzati alla frutta».

Così dice Pia Bosca, amministratrice delegata e sesta generazione (insieme ai fratelli Gigi e Polina) della famiglia che è alla guida della casa spumantiera nata nelle «cattedrali sotterranee» di Canelli nel 1831. Una risposta concreta e trasparente alla polemica, tutta italiana, sulla proposta in discussione a Bruxelles di ammettere e regolare la produzione di vino dealcolato. «Mi sembra che si sia gridato allo scandalo con troppa leggerezza» spiega Pia Bosca. «Io comprendo la paura di chi teme che qualcuno voglia danneggiare la nostra tradizione enologica, ma il mondo va avanti ed è giusto che l’Unione europea affronti il tema dei vini senza o con poco alcol, perché è un trend in crescita che non possiamo certo fermare urlando e chiudendo gli occhi. Occorre una normativa precisa, che dica cosa si può fare in cantina, cosa si può chiamare ancora vino e cosa invece deve avere un altro nome ben evidente in etichetta».

Alla Bosca hanno le idee chiare. «Anticonformismo e inclusività sono i valori insiti da sempre nel nostro Dna. Siamo fieri produttori di spumante e vino, ma non ci fermiamo mai di ricercare nuovi prodotti e mercati. Abbiamo il chiodo fisso di trovare una chiave nuova per avvicinare al nostro mondo chi non ne ha mai fatto parte, magari per motivi di salute o di religione, e ne avrebbe un gran piacere». Ecco allora Sparkletini e Verdi, bollicine a base di vino e cereali più o meno aromatizzati alla frutta, che non superano i 5 gradi. E Toselli, bollicine totalmente senz’alcol ottenute da mosto d’uva e certificate Halal. In etichetta, nessun riferimento al vino. «La legge non lo consente, ma siamo noi per primi a voler tenere totalmente separata la produzione di queste bevande da quelle enologiche tradizionali. Il vino è vino, il resto è altro e il cliente non deve essere ingannato».

Dove hanno successo questi marchi, nati più di vent’anni fa? «Negli Stati Uniti, dove il consumatore è curioso per natura e non si pone troppi interrogativi teorici: se gli piacciono li compra, altrimenti li lascia sullo scaffale. Poi in Russia, nei Nord Europa e nel Mondo arabo». L’azienda di Canelli è uno dei player mondiali nel settore delle bollicine e i suoi prodotti sono venduti in 40 Paesi. La produzione media annuale è di decine di milioni di bottiglie prodotte in 3 stabilimenti siti a Costigliole D’Asti, a Kaunas in Lituania e a Kaliningrad in Russia.

E se Bruxelles dovesse dare il via libera alla dealcolazione parziale del vino, o addirittura all’aggiunta di acqua per abbassarne la gradazione, Bosca cosa farebbe? «Noi crediamo che queste pratiche siano invasive e che i prodotti che si ottengono con questi metodi non debbano chiamarsi vino, anche se siamo ben consapevoli dell’appeal commerciale che potrebbero avere» fa chiarezza Pia Bosca. Il tema dei vini con una minore gradazione alcolica, però, è di grade attualità. «Oggi il consumatore cerca meno potenza e più bevibilità, mentre molti produttori continuano sulla strada del diradamento e della concentrazione, a cui si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico. Ma per contrastare questi eccessi - conclude l’Ad -, ci sono ottimi espedienti in vigna e in cantina, senza arrivare a mezzi poco rispettosi della naturalezza e della tradizione del vino».