In Belize per il mare da sogno? No, per i piaceri della tavola

Ambergris Caye, l'isola più grande del Belize, con la sua barriera corallina (@Valeria Robecco) 
Il piccolo Paese americano incastonato tra Messico e Guatemala non è solo meta degli amanti di immersioni, natura e cultura precolombiana, ma anche una mecca (ai più sconosciuta) del buon gusto. Ecco perché
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“Le verdure vengono tutte dal nostro orto, le uova sono delle nostre galline, la frutta la cogliamo dai nostri alberi”. A sentire queste parole parrebbe di essere in una delle tante perle dell’agriturismo nostrano, tra i poggi della Toscana o le vette dolomitiche. E invece siamo a migliaia di chilometri di distanza, immersi nella giungla tropicale e a poca distanza dal mare caraibico. Il posto di cui stiamo parlando si chiama Belize, e la persona che ci racconta i gusti che stiamo assaporando è Maria, una delle specialiste della ristorazione che lavorano al boutique hotel Ka'ana Resort nella cittadina di San Ignacio, a pochi passi dalla zona dei templi dell'entroterra.

L'orto organico del boutique hotel Ka'ana Resort a San Ignacio (@Valeria Robecco) 

Il piccolo paese del Centro America incastonato tra Messico e Guatemala e antistante alla seconda barriera corallina più grande del Pianeta non è infatti solo meta di pellegrinaggio degli amanti di immersioni, natura e cultura precolombiana, ma è anche una mecca (ai più sconosciuta) dei fedeli del buon gusto. Oltre alle bellezze che la natura e la storia ci regalano, anche a tavola viviamo esperienze uniche. L'influenza del vicino Messico, ma anche della cultura maya e creola, si fondono in una sinfonia di sapori a km zero.

La giungla di San Ignacio (@Valeria Robecco) 

La maggior parte delle ricette sono realizzate con ingredienti locali, molti provenienti da orti biologici e piccoli allevamenti immersi tra palme, iguane e tucani. L’obiettivo, per molti operatori del turismo della zona, è unire le delizie locali con il rispetto dell’ambiente. A farla da padrona sulle tavole sono frutta e verdura, con cui si preparano ad esempio i tamales, piatto antico della cultura maya, ossia involtini con un impasto a base di mais ripieno di pollo e verdure, che viene poi avvolto e cotto in foglie di banano. Oppure il jerk chicken con riso e fagioli, pietanza tipica della cucina giamaicana con carne di pollo (o maiale) aromatizzata con una miscela di spezie piccanti e cotta sul barbecue. Al bar del Ka'ana, intanto, l’alchimista dei cocktail si cimenta in esperimenti che fondono le ricette classiche con ingredienti locali, come il margarita con mango, lime e peperoncino habanero. E la mattina non possono mancare le Johnny Cakes, panini salati che un tempo venivano preparati dalle mogli dei marinai prima della loro partenza, così che potessero avere cibo che si conservasse durante i viaggi. A base di farina, burro, lievito e latte o crema di cocco, vengono serviti per accompagnare burro e marmellata o uova e formaggio.

Ambergris Caye (@Valeria Robecco) 

Stessa attenzione agli ingredienti troviamo se dall’entroterra ci trasferiamo sul mare. La località questa volta è l’isola caraibica di Ambergris Caye, fuori dai circuiti del turismo di massa del vicino Messico. Al ristorante Mambo (nel resort Matachica, sul lato nord dell'isola), il pesce, rigorosamente del giorno, viene cucinato con un'ardita composizione di basilico locale, frutti tropicali, spezie creole e verdure mediterranee cresciute a pochi metri dal mare. Il piccante è un fil rouge, ma nelle sue infinite sfumature. Le preparazioni spesso si ispirano alla tradizione creola, con l’aggiunta di spezie miste e recado rojo, un mix di pepe, cannella e semi di annatto che dona ai piatti il suo aroma particolare e il tipico colore rosso scuro.

Pesce al cartoccio con pomodorini, zucchine, basilico e mentuccia, cotto al forno in una foglia di banano 

Sono tante però anche le influenze europee, italiane in primis, sapientemente combinate con i sapori locali. Un trionfo per il palato è ad esempio il pesce al cartoccio, dentice o cernia a seconda del giorno, con pomodorini, zucchine, basilico e mentuccia, cotto al forno in una foglia di banano. Anche qui le verdure sono rigorosamente biologiche, coltivate nell'orto del resort o in quello dell'hotel gemello Gaia Riverlodge, a San Ignacio. Ma la sorpresa maggiore la riservano forse i ravioli con granchio (o aragosta, a seconda della stagione), con pasta fatta a mano come nella migliore tradizione tricolore, unita al gusto del recado rosso, e ancora menta, basilico e scaglie di parmigiano. Quest'ultimo, sì, unico ingrediente non a km zero.