Sostenibilità alimentare: economia circolare e lotta allo spreco

Nel 2015 i paesi delle Nazioni Unite si sono impegnati nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il programma riconosce l’importanza di garantire l’accesso a cibo sicuro e di sradicare ogni forma di malnutrizione. Gli alimenti sono un bene prezioso
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Le stime attuali della FAO indicano che circa un terzo del cibo prodotto a livello mondiale si spreca all’interno della filiera alimentare, ovvero circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo perfettamente commestibile. Una quantità resa ancora più spaventosa se si pensa che nel mondo 795 milioni di persone, ovvero l’8,9% della popolazione planetaria, soffrono la fame o di forme di malnutrizione. Trasformare la catena alimentare secondo i criteri dell’economia circolare consentirebbe di evitare questi sprechi e di supportare la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) in vista del 2030.
 
In questo scenario, il settore della GDO è più esposto di altri in tema di sostenibilità. In Italia, Esselunga, leader della grande distribuzione organizzata con più di 5,5 milioni di clienti fidelizzati, 3 poli logistici, 2 centri di lavorazione, 2 centri di produzione e 163 negozi tra centro e nord del Paese, considera la riduzione degli sprechi una priorità strategica. Una strategia su cui basa il suo business sin dalla fondazione e che ha ribadito nel suo primo Bilancio di Sostenibilità “Abbiamo a cuore il futuro”, in cui la Food Company fissa gli obiettivi che intende raggiungere entro il 2025. Tra questi figurano iniziative volte a migliorare la percentuale di eccedenza alimentare avviata a donazione, a recupero e a riciclo riducendo il food waste attraverso la donazione di materie prime e tutto ciò che gli enti benefici possono gestire, attraverso anche la destinazione ad alimentazione zootecnica di ciò che non può essere donato. Limitando così la quantità di alimenti destinati a rifiuto.
Tra i numerosi progetti portati avanti, la collaborazione avviata da quindici anni con la Rete Banco Alimentare ha permesso di devolvere annualmente oltre 1.500 tonnellate di prodotti, pari a più di 3 milioni di pasti alle mense dei più bisognosi, sulle cui tavole nel 2019 dai negozi Esselunga sono arrivate 150 tonnellate di pane fresco prodotto in eccedenza. Lo scorso anno, ha creato presso alcuni negozi della propria catena dei punti di raccolta degli oli esausti, per un totale di 4.495 kg raccolti, a beneficio della tutela dell’ambiente.
Si stima infatti che ogni litro di olio smaltito impropriamente possa inquinare un milione di litri di acqua. Ha inoltre installato all’interno di alcuni suoi negozi il primo ecocompattatore per la raccolta differenziata di bottiglie in plastica PET: l’impianto è in grado di riconoscere il codice a barre delle bottiglie per avviarle al riciclo attraverso la virtuosa filiera del “bottle to bottle”, producendo così PET riciclato idoneo al contatto alimentare. Il bilancio a fine 2019 è stato di circa 370.000 bottiglie conferite, per un totale di oltre 8 tonnellate di plastica raccolta. L’impegno dell’azienda per la sicurezza alimentare e la sostenibilità si traduce anche nello sviluppo e utilizzo di imballaggi e packaging sempre più sostenibili.
L’obiettivo è quello di convertire entro il 2025 il 100% delle confezioni dei prodotti a marchio in materiale riciclato, riciclabile o compostabile. Un esempio di re-design di packaging è dato dal latte Esselunga BIO già presente sugli scaffali nella sua nuova confezione realizzata al 100% con materiale di origine vegetale. Il nuovo pack utilizza il -76% di plastica rispetto all’alternativa in PET e comporta il -78% di emissioni complessive di CO2e: stimando una vendita di 1 milione di pezzi all’anno, il risparmio sarebbe di 96 tonnellate di CO2e e di 20 tonnellate di plastica. Anche gli imballaggi secondari a perdere (casse di cartone, legno e plastica monouso) utilizzati per il trasporto dei prodotti sono riutilizzabili, mentre quelli impiegati per la movimentazione di articoli di bassa rotazione sono per il 35% di plastica riciclata. Nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, Esselunga prosegue con la politica di riutilizzo di pallet impiegati per le spedizioni: ne utilizza 1,2 milioni all’anno con sistema “pooling CHEP” e “pooling LPR”, con conseguente risparmio del 50% di emissioni CO2e; inoltre, il legno di cui sono fatte proviene da foreste certificate FSC e PEFC.

Per maggiori informazioni, visita la sezione Sostenibilità di esselunga.it