Le ferrovie sui binari del 'green and blue'

Gli ultimi investimenti del Gruppo Fs Italiane, realizzati attraverso la finanza sostenibile, garantiranno una mobilità tutta a favore dell'ambiente
 
2 minuti di lettura
La sostenibilità è una dei maggiori motori di sviluppo del nostro tempo. Ogni scelta industriale, oggi, si ispira ormai alle politiche dello sviluppo sostenibile. Da intendersi, per essere precisi, in una triplice dimensione: sociale, economica e ambientale. Per molti operatori economici questo è l’elemento guida per la definizione delle decisioni strategiche che poi, nel concreto, assicurino una crescita del business nel medio e lungo periodo.
Il ragionamento fin qui esposto è vero soprattutto per il settore dei trasporti. Le infrastrutture ferroviarie e stradali stanno diventando più resilienti nei confronti delle sfide del futuro. Il tutto grazie all’adozione di tecnologie avanzate per monitorare in modo costante lo stato di ponti e viadotti. Allo stesso tempo, la connettività del Paese è già in via di miglioramento, e sarà migliorata per favorire lo shift modale integrando tra loro aeroporti, porti e interporti. Fs Italiane, nell'ottica del 'green and blue', si prefigge di diventare carbon neutral entro il 2050 tramite investimenti che ridurranno le emissioni di gas serra (nel 2019 sono state l'1,6% in meno rispetto al 2018).

Rispetto agli sforzi in campo, prevede inoltre un graduale trasferimento di viaggiatori dall'auto privata al treno del 5% entro il 2030 e del 15% nel 2050, rispetto al 2015. Nel settore delle merci, l'obiettivo è di arrivare a registrare una movimentazione del 50% su rotaia e del 50% su gomma entro il 2050 nelle tratte superiori a 300 chilometri. In questo ultimo periodo di emergenza nazionale, Fs Italiane ha reagito al dilagare della pandemia da coronavirus con un’accelerazione degli investimenti, tanto da risultare, nel 2019, la prima azienda in Italia: 8,1 miliardi di euro, con un +8,4% sul 2018.
Sempre nel 2019, il valore economico distribuito dal gruppo (principalmente costi operativi per beni e servizi e pagamento del personale) ammonta a 10,2 miliardi di euro, pari all’81% del valore economico generato. Le attività e gli investimenti contribuiscono in modo diretto, indiretto e indotto  alla crescita dell’economia italiana per 1,4 punti percentuali di PIL. Alcuni mesi fa è stato affidato il contratto per la costruzione di 23 treni Frecciarossa 1000, circa 800 milioni di euro, con ricadute positive dei livelli occupazionali negli stabilimenti di Vado Ligure per Bombardier e di Pistoia, Reggio Calabria e Napoli per Hitachi.
I treni sfrecceranno sui binari spagnoli dal 2022. Il Frecciarossa 1000 di Trenitalia è un elettrotreno moderno a potenza distribuita, formato da otto carrozze per un totale di 457 posti. Può viaggiare alla velocità massima di 400 km/h – non ancora raggiungibile sulla nostra rete – anche accoppiato a un altro Frecciarossa 1000, raddoppiando la propria capacità. Sul versante della finanza sostenibile, Fs Italiane ha emesso due green bond, uno nel 2017 per l’acquisto di treni regionali, alta velocità e merci (1,3 miliardi di euro). Si tratta di treni ad alta efficienza energetica e ad alto tasso di riciclabilità. Per il secondo green bond (valore nominale di 700 milioni di euro, durata 7 anni), gli ordini complessivi sono stati di circa 2,5 miliardi, provenienti da 156 investitori, di cui il 65% esteri, tra cui Francia, Germania/Austria e Gran Bretagna/Irlanda. Tutti i progetti finanziati dai green bond  migliorano l’efficienza energetica e favoriscono la riduzione delle emissioni del 20% rispetto ai treni prima in circolazione. In particolare, il secondo green bond emesso è, per oltre il 70%, dedicato all’acquisto dei treni regionali Pop e Rock. Il rinnovo della flotta sfiorerà l’80% entro cinque anni. Sui binari italiani stanno già arrivando 600 treni con gare aggiudicate per 6 miliardi di euro.
I nuovi Rock e Pop che, oltre a essere riciclabili fino al 97%, consumano fino al 30% di energia in meno rispetto ai treni di vecchia generazione.  In arrivo anche i treni ibridi, finanziati dalla Bei con 450 milioni di euro e già commissionati alle aziende produttrici. Si tratta di convogli attrezzati con motori diesel per le linee non elettrificate,con pantografo per le linee elettrificate e con batterie per viaggiare nel primo/ultimo miglio delle linee non elettrificate. 

Per maggiori informazioni leggi Sostenibilità: FS Italiane nell'Advisory Council ICMA