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Segui l’acqua, capirai il mondo

Segui l’acqua, capirai il mondo
Il fisico dell’atmosfera Giulio Boccaletti ha scritto Acqua, una biografia, un libro sul nostro rapporto con l’acqua nella storia e su come dovrà cambiare
 
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"L'acqua ha contribuito a plasmare l'idea stessa di Stato". Che la molecola H2O fosse stata fondamentale per la comparsa e l'evoluzione della vita sulla Terra si sapeva, ma che avesse addirittura determinato le forme di governo nel corso della storia è una tesi nuova e affascinante. Se ne fa interprete Giulio Boccaletti, emiliano, laureato in fisica dell'atmosfera a Bologna, una brillante carriera accademica all'estero con tanto di passaggio al Mit di Boston, oggi ricercatore onorario alla Smith School dell'Università di Oxford. Il suo Acqua, una biografia uscirà in Italia il 15 marzo, ma l'edizione in inglese ha riscosso un tale successo da essere inclusa dall'Economist nella lista dei migliori saggi del 2021.

Professor Boccaletti, in che senso l'acqua ha plasmato lo Stato?
"Un esempio è la Cina. Fin dall'antichità quel Paese si è trovato a dover gestire fiumi enormi, che richiedevano un'azione collettiva per essere controllati. Questo ha portato una concentrazione di potere nelle mani di pochi, e c'è chi ritiene la gestione delle acque all'origine del dispotismo cinese. Il controesempio è la Grecia classica: le precipitazioni tipiche del Mediterraneo permettevano ai contadini di essere indipendenti, perché per la crescita dei raccolti non servivano grandi opere collettive. Un'autonomia che avrebbe posto le basi per gli esperimenti democratici di Atene".

E in futuro? L'acqua come agirà sulla politica?
"Ci sono 13 milioni di persone che, a causa della siccità, potrebbero rimanere senza cibo nel Corno d'Africa. Alla lunga potrebbero rompere il patto sedentario fatto in passato e muoversi verso Nord. Spesso si fa l'errore di pensare che sia la relazione tra i potenti e il Pianeta a determinare il futuro, invece è la relazione tra i più deboli e la Terra".
Nel libro cita le dighe. Sono un bene o un male?
"Oggi ne vediamo gli effetti negativi, ma non possiamo scordare che sono state alla base della Rivoluzione industriale, e in Italia hanno fornito elettricità al boom economico. La Cina, anche grazie alla sua gestione delle risorse idriche, ha tolto mezzo miliardo di persone dalla povertà. Però sappiamo che con i cambiamenti climatici tutto questo potrebbe divenire obsoleto. Servirà ben altro, anche scelte comportamentali. Non coltivare quello che si coltivava in passato, rassegnarsi a non avere un prato verde smeraldo in giardino, installare, come ha fatto Singapore, impianti differenziati per l'acqua, in modo da usare quella potabile solo per bere e riciclare l'altra per gli altri usi".

Sono scelte di cui deve farsi carico la politica o è giusto che se ne assumano la responsabilità anche i singoli cittadini?
"Dovremmo comportarci davvero da cittadini e non da consumatori. Ormai riteniamo normale non guadare un fiume per andare al lavoro o fare la doccia tutte le mattine: la tecnologia ci ha separati dalla Natura. E invece conoscere il territorio e le sue risorse è fondamentale per intervenire nel processo decisionale. I politici non hanno idee su questi temi perché i cittadini non hanno idee".
Il 22 marzo è il World Water Day, dedicato alle acque sotterranee. Qual è il loro stato di salute?
"I bacini sotterranei si stanno svuotando. Quell'acqua è andata in mare o è piovuta altrove, perché l'acqua totale presente sulla Terra è sempre la stessa. Ma non possiamo spostare le città per inseguirla. Siamo come cicale che hanno usato più di quanto avevano. Ora dobbiamo trovare alternative".