Inquinamento

Il Senato approva il SalvaMare: stop alle multe per i pescatori che portano a terra la plastica pescata

Nel ddl anche misure contro l'inquinamento di mari e fiumi e iniziative per l'educazione ambientale. Ora il testo deve tornare a Montecitorio
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Passo avanti per tutelare il mare inquinato. L'aula del Senato ha approvato con 220 sì, nessun no e 15 astenuti il disegno di legge SalvaMare, che ora dovrà tornare alla Camera per l'approvazione finale. Il testo è stata una bandiera dell'ex ministro dell'ambiente Sergio Costa e in sintesi consente ai pescatori di portare a terra i rifiuti in plastica 'pescati' perché siano correttamente smaltiti, senza incorrere in sanzioni o dover sostenere oneri di smaltimento, oltre a ulteriori misure contro l'inquinamento marino e dei corpi idrici, fiumi inclusi, e iniziative per l'educazione ambientale.

Fratelli d'Italia in aula si è astenuta: "Ha un fine apprezzabile ma ha un titolo tanto ambizioso quanto inconferente se si guarda alle ricadute concrete", ha spiegato il senatore Antonio Iannone. Gli altri partiti hanno invece accolto con entusiasmo l'approvazione. "Finalmente un intervento serio e incisivo a tutela della salute del mare", ha dichiarato Monica Cirinnà, senatrice del Pd. "Mi auguro che ora la Camera approvi definitivamente il testo per dotare finalmente il nostro Paese di uno strumento in grado di combattere il degrado ambientale che affligge le nostre acque". Montecitorio aveva infatti già dato luce verde al ddl nel 2019 ma palazzo Madama lo ha modificato in commissione Ambiente.

Il commento di Wwf non si è fatto attendere. "Arginare l'inquinamento pervasivo e persistente da plastica che sta soffocando i nostri mari e che ha impatti devastanti sulle nostre spiagge e sulla salute umana è prioritario: finalmente la Salvamare è tornata all'attenzione del Parlamento. Il voto in Senato è un segnale importante di attenzione per la tutela del mare e la lotta all'inquinamento da plastica", ha dichiarato la presidenteDonatella Bianchi auspicando, tuttavia, "che alla Camera il testo possa essere ulteriormente migliorato". La ong ha infatti sempre auspicato "che i rifiuti accidentalmente pescati, anche in mare, potessero essere equiparati ai rifiuti urbani (come già avviene per i rifiuti che vengono rinvenuti sulle spiagge), consentendo di semplificare ulteriormente il loro conferimento a terra, ed evitando così complicazioni procedurali che potrebbero rischiare di ostacolare il conseguimento degli obiettivi principali che il disegno di legge stesso si pone".