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Il tetto della scuola di Torrita di Siena dà energia ai negozi vicini

Il tetto della scuola di Torrita di Siena dà energia ai negozi vicini
La comunità energetica nasce da 126 pannelli solari che producono 41mila kWh di energia all'anno, troppi per il fabbisogno dell'istituto. Così il Comune decide di mettere il surplus a disposizione degli esercizi commerciali della zona
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Sulle colline della valdichiana senese c'è un borghetto medievale abitato da 7mila persone e proiettato verso il futuro. Siamo a Torrita di Siena e poco fuori le mura di cinta che racchiudono il centro storico, la scuola elementare è diventata autosufficiente grazie a un impianto fotovoltaico e si prepara a rifornire con l'energia prodotta in eccesso anche le attività nelle vicinanze.

Il percorso per la nascita della comunità energetica rinnovabile (CER) inizia tra il 2018 e il 2019 grazie a un finanziamento regionale, quando sul tetto della Edmondo De Amicis, unica scuola elementare del paese e parte dell'istituto comprensivo Parini, arrivano 126 pannelli solari in grado di coprire l'intero fabbisogno energetico dell'edificio. Quando però suona l'ultima campanella per i 300 bambini dell'istituto, l'energia continua a essere prodotta, ma non consumata. Uno spreco, in particolare se si considera che i mesi della chiusura estiva corrispondono anche a quelli con la produzione maggiore di energia.


"Da qui nasce l'idea di istituire la comunità energetica", racconta Laura Giannini, assessora all'Urbanistica, Edilizia, Attività Produttive e Turismo del Comune di Torrita. All'anno l'impianto produce 41mila kWh di energia - oltre a evitare l'emissione di 10,30 tonnellate di anidride carbonica - ma l'istituto ne consuma solo 24mila. "Un sistema di stoccaggio per la produzione in eccesso richiederebbe una batteria di accumulo troppo grande e costi molto elevati", spiega Michele Vannuccini, titolare della società Renerwave Srl, partner tecnico dell'amministrazione nel progetto. "Restano dunque 17mila kWh da mettere a disposizione di chi ne ha bisogno".

Nella comunità energetica di Torrita la scuola avrà quindi il ruolo di prosumer, quell'utente che grazie a un impianto rinnovabile consuma l'energia che produce e condivide le eccedenze con le attività vicine. Queste verranno scelte con cura dall'amministrazione comunale attraverso un bando di adesione: avranno la precedenza farmacie, alimentari e altre attività energivore con un consumo costante anche ad agosto e nei mesi estivi, perché, come ricorda Vannuccini, l'incentivo viene erogato solo se l'energia prodotta viene poi utilizzata.

L'obiettivo dell'amministrazione comunale è quello di non avere troppe utenze, e di conseguenza un incentivo troppo basso, ma soprattutto attuare un circolo virtuoso. "Vogliamo che entrino a far parte della comunità energetica - sottolinea Giannini - attività con una forte ricaduta a livello sociale, in modo tale che i vantaggi di cui beneficeranno andranno ad alleviare anche le fasce più deboli della popolazione, quelle che hanno subito maggiormente i rincari nelle bollette dell'energia dell'ultimo periodo". Una volta chiuso il bando e ultimate le pratiche con Terna, l'operatore che gestisce la rete della zona, la comunità energetica potrà essere ufficialmente attiva. Con benefici a livello ambientale, sociale ed economico.


Non solo questo sodalizio tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione porterà a una riduzione delle emissioni e a una maggiore indipendenza energetica, ma promuoverà la cultura della sostenibilità urbana, un tema a cui il Comune tiene particolarmente, e porterà un risparmio concreto in bolletta. "Ci sembrava importante - continua l'assessora Giannini - sfruttare questa opportunità, non solo per gli evidenti vantaggi, ma anche per dare un input alla comunità, sperando che altri decidano di fare lo stesso. Se non dà l'esempio la pubblica amministrazione, chi altro lo deve dare?".

La scuola di Torrita non è la sola in Italia a voler diventare parte fondante di una comunità energetica. La CERossini di Montelabbate, in provincia di Pesaro e Urbino, deve il suo nome all'impianto installato sulle coperture dell'istituto Rossini. A Basiglio i tetti delle scuole ospiteranno i pannelli fotovoltaici della prima Cer dell'area metropolitana di Milano, così come a San Nicola da Crissa, in Calabria, a Blufi, nell'entroterra palermitano, e a San Giacomo, frazione rurale di 500 abitanti a circa 15 chilometri da Ragusa. Mentre l'impianto sulle scuole medie di Villanovaforru, un piccolo paese sardo nella provincia del Medio Campidano, è in fase di allaccio.

Oltre a queste comunità energetiche che saranno attive nei prossimi mesi, tanti sono i Comuni che si stanno muovendo in questa direzione, come Treviso che ha annunciato l'intenzione di costruire tre impianti fotovoltaici sulle coperture di tre scuole cittadine per poi istituire la cer. Un passo importante se si considera che, secondo Legambiente, installare 20 kW di pannelli solari fotovoltaici in tutti i 40mila edifici scolastici attivi in Italia produrrebbe energia pari al fabbisogno di oltre 400mila famiglie.

"Per Torrita di Siena questo progetto è solo un punto di partenza", conclude Giannini. "È un inizio che può portare, con altri investimenti e incentivi, ad altri interventi. Non solo da parte del l'amministrazione comunale".