Il report

L'inquinamento uccide 165 persone al giorno. L'ASviS: "Tre azioni per combatterlo"

L'inquinamento uccide 165 persone al giorno. L'ASviS: "Tre azioni per combatterlo"
L'Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile ricorda come quello dello smog e delle polveri sottili sia un tema ancora troppo sottovalutato. E rilancia proposte e limitazioni dal riscaldamento domestico sino agli allevamenti intensivi
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Ogni giorno in media in Italia 165 persone muoiono a causa dell'inquinamento atmosferico. La strage silenziosa legata allo smog e alle polveri sottili, causa in media 300mila morti premature ogni anno in Europa di cui 60mila soltanto nel nostro Paese. Se abbiamo un numero così elevato di decessi collegabili all'inquinamento è anche perché l'area della Pianura Padana è una delle più inquinate in assoluto del Vecchio Continente. Ma ci sono anche altre zone, dalla valle del Sacco nel Lazio sino all'agglomerato di Napoli e Caserta, con valori estremamente preoccupanti di qualità dell'aria. Tutte condizioni che portano a un rischio sanitario sempre più elevato, ricorda un nuovo report del gruppo di lavoro dell'ASviS, l'Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile impegnata nell'attuazione dei 17 goal dell'Agenda 2030 Onu, linea guida per un futuro più sano per il Pianeta.

Inquinamento atmosferico, un problema "sottovalutato"

Nell'affrontare il goal numero 11, quello sulle "Città e comunità sostenibili", l'ASviS si è concentrato sulla situazione dell'inquinamento atmosferico in Italia. Nella sua analisi spiega che, rispetto al passato, si sta registrando un lento ma generale miglioramento, nonostante nella maggior parte delle città italiane i livelli di inquinanti siano ancora oltre i limiti di legge consentiti o indicati dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Il punto, ricorda l'Alleanza, è che nell'Italia che ha tre procedure di infrazione aperte per il superamento dei parametri previsti dalle normative europee, non si sta facendo abbastanza per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo. Secondo i relatori esistono ancora troppe carenze per esempio nell'abbattimento delle emissioni di ammoniaca o per i disincentivi necessari ai veicoli più inquinanti, così come all'uso di biomasse e gasolio per il riscaldamento a uso domestico oppure relative agli impatti di allevamenti intensivi e attività industriali, come avviene proprio nella Pianura Padana.

Le condizioni attuali e i pericoli a cui sono esposti i cittadini, come quelli che vivono nel bacino padano considerato uno dei maggiori a rischio sanitario in Europa insieme a regioni di Polonia e Repubblica Ceca, secondo l'ASviS dovrebbero essere descritte in maniera più approfondita in modo tale da "aumentare la conoscenza e la consapevolezza della popolazione rispetto all'ampiezza e alla gravità del problema". La questione smog viene infatti descritta come "sottovalutata rispetto alle altre emergenze ambientali, come quelle derivanti dai cambiamenti climatici".

Tre punti chiave per migliorare la qualità dell'aria

Per questo l'ASviS suggerisce l'adozione di provvedimenti "che possono essere anche impopolari" e che passano attraverso tre punti chiave. Il primo è "assumere le migliori pratiche in atto per la limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, a partire da quelli alimentati da motore diesel, ed estenderle anche con provvedimenti legislativi di carattere nazionale e linee-guida per le Regioni e i Comuni".

Il secondo riguarda invece "prevedere nel Piano strategico nazionale della Politica agricola comune (PAC) 2023-2027 e nel ciclo di programmazione delle Politiche di coesione 2021-2027 forti incentivi per la copertura degli stoccaggi dei liquami degli allevamenti zootecnici". Infine il terzo chiede di "rivedere gli incentivi per gli impianti di riscaldamento civile, come il conto termico e le detrazioni fiscali, introducendo requisiti di prestazione ambientale che escludano l'uso delle biomasse e vietino la vendita delle caldaie che non siano almeno 4 stelle e di pellets con qualità certificata inferiore all'A1", così come "vanno vietati anche gli impianti di riscaldamento a gasolio introducendo adeguati incentivi per la loro sostituzione".

Per l'ASviS inseguendo questa direzione si potrebbe centrare il Goal 11 nel miglioramento della qualità dell'aria per diverse città italiane. Oggi, secondo l'ultimo report Mal'aria di Legambiente, a soffrire sono soprattutto per le PM10 realtà come Alessandria,  Milano, Brescia, Lodi, Mantova, Modena e Torino, mentre i valori più preoccupanti di PM 2.5 si riscontrano a Cremona e Venezia e quelli di biossido di azoto (NO2) sono il triplo rispetto a quelli suggeriti dall'Oms a Milano e Torino. Per invertire la rotta, conclude Giovanni Fini curatore del documento dell'ASviS, è dunque "fondamentale intervenire subito sui comportamenti dei cittadini e sulla governance, promuovendo nuove soluzioni per combattere l'inquinamento atmosferico".

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