Il premio

La startup dello shampoo solido e solidale

Federica Campilongo, 28 anni, nata a Lecce: ha fondato Sternartica
Federica Campilongo, 28 anni, nata a Lecce: ha fondato Sternartica 
Federica Campilongo, ingegnere di 28 anni, è una delle vincitrici del contest Smart Talk di Geco Expo. In piena pandemia ha costruito una piccola azienda in Francia che produce cosmetici ecologici
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Federica Campilongo è stata una bambina prodigio. A modo suo. Non suonava il piano in modo magistrale e nemmeno era un asso della matematica. Lei alle medie aveva l'hobby della chimica e a 13 anni aveva già ideato la sua linea di prodotti di cosmesi convincendo i genitori a usarli. Quella passione di bambina, oggi che di anni ne ha 28, è diventata la sua professione. All'insegna della sostenibilità. Ha messo da parte la laurea in Ingegneria Gestionale presa al Politecnico di Torino, e ha fondato Sternartica una piccola azienda che produce saponi, shampoo e cosmetica interamente ecosostenibili e solidi. Un'idea che le ha fatto vincere il contest Smart Talk di Geco Expo per le startup più innovative. 

"Così ho deciso il mio futuro"  

Da poco più di un anno, in un piccolo laboratorio aperto in un paesino della Provenza di appena 370 abitanti, Roche-Saint-Secret-Béconne, Federica e il suo fidanzato Aurèlian hanno messo in piedi una loro linea di  prodotti. Lei è la creativa, lui si occupa del resto. Investimento iniziale: 20 mila euro. I loro risparmi. "Tutto è iniziato durante il lockdown - racconta Federica Campilongo - quando la ditta per cui lavoravo come ingegnere a Lione mi ha messo in cassaintegrazione.

A quel punto, ho avuto modo di riflettere a ciò che stava accadendo nel mondo, ai motivi che avevano portato alla pandemia. Così è nata una consapevolezza più profonda della necessità di un cambiamento e ho deciso che il mio nuovo lavoro sarebbe stato rispettoso dell'ambiente". In un colpo solo ha unito la vecchia passione per la chimica e la salvaguardia dell'ambiente e del suo futuro: la sintesi è stata una linea di prodotti per la cosmesi completamente bio. Shampoo e bagnoschiuma solidi, dove lo spazio al packaging e allo spreco è praticamente intorno allo zero.  

La selezione delle materie prime 

La prima decisione che hanno dovuto prendere Federica e Aurèlian, dopo aver seguito un corso di formazione, è stata quella di selezionare i fornitori. "Dovevamo assicurarci che le materie prime non solo non fossero di origine animale, e quindi davvero bio, ma anche provenienti da commerci equo solidali, ossia che rispettassero valori etici e sociali, come quello di non utilizzare manodopera minorile - raccontano - la scelta è caduta su una serie di ditte sia francesi che italiane, tutte certificate. Per i nostri prodotti, ad esempio utilizziamo l'olio d'oliva e di albicocca francese e quello alle mandorle italiano, il burro di karitè Fair Trade, l'olio di semi".

 

Guai però a pensare che, visto che sono in Provenza, i loro cosmetici odorano tutti di lavanda. "Anche per gli olii essenziali abbiamo fatto una selezione: arrivano dal bacino del Mediterraneo da ditte che garantiscono la tracciabilità", continua Federica che ha capito di avercela fatta quando un gruppo di alberghi e bed&breakfast della Provenza gli hanno commissionato i kit da mettere a disposizione degli ospiti: shampoo e bagnoschiuma solidi da trovare in stanza. "Prodotti poco usuali, che al supermercato non scegli, ma se li trovi in albergo cominci a conoscerli e ad usarli. Magari leggendo le nostre etichette comprendi che anche il mondo della bellezza pesa sull'ambiente e perfino scegliere uno shampoo può far parte di un processo di cambiamento collettivo".

Nel 2021 Sternartica ha fatturato 30 mila euro e ha aperto un sito per la vendita online. Tutte le confezioni composte da carta riciclata dal 70 al 100% pesano 100 grammi, come la Sterna artica, l'uccello migratore che ha dato il nome al prodotto. Un piccolo uccello che nella sua vita riesce a percorrere 2,4 milioni di chilometri. L'equivalente di tre viaggi di andata e ritorno sulla Luna. "La Sterna artica ci insegna che nessuno è troppo piccolo per fare grandi cose. Ci mostra che se vogliamo, possiamo davvero cambiare il mondo", sorride Federica che della sostenibilità lei e Aurèlian non ne hanno fatto solo un lavoro, ma anche uno stile di vita: niente auto, scelta di cibi locali, pochi consumi, utilizzo di materiale riciclabile. "Per noi, ogni gesto è pensato per essere compatibile nei confronti dell'ambiente". Faticosa e poco realistica una vita a impatto quasi zero? "Niente affatto, scegliere ogni cosa con attenzione, prendersene cura, non buttare via quasi nulla, le cose si scambiano o si regalano. Gesti che ci danno la sensazione di poter aiutare il Pianeta e costruire un mondo migliore"