Letteratura

Meno Covid, più Greta. Il libro riscopre l'ambiente

Al Salone del libro di Torino successo dei titoli dedicati alla natura rivolti ai nativi digitali. Letture che fanno da segnavia per darci informazioni e un orientamento in questa complicata, ma indispensabile, fase di transizione ecologica

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Meno Covid, più Greta. Si può guardare al Salone del Libro anche come a un termometro o un sismografo degli spostamenti di quella parte dell'opinione pubblica che ama i libri. E il successo dell'appuntamento torinese, tornato in presenza dopo lo stop imposto dall'emergenza sanitaria, ci dice che il nostro Paese reale è composto anche da tantissime persone che hanno voglia di stare in mezzo ai libri e di ascoltare scrittori e intellettuali che ne parlano. Sono, innanzitutto, i componenti di quel club (che si ritrova a essere esclusivo suo malgrado) dei 4 milioni di lettori forti. Ma sono anche i curiosi dell'"evento-Salone" - e ben vengano ovviamente, come ha mostrato il numero record dei 150mila partecipanti alla XXXIII edizione del "SalTo". E, alla vigilia di Cop26 di Glasgow, va registrato come a farla da padroni siano stati i titoli sull'ambiente e sulla natura, segnando una vera e propria direzione di marcia della saggistica di questi anni, dove il tema è dilagato. Ma anche della letteratura e dei testi per i più piccoli, all'insegna di una sensibilizzazione che cresce sempre più intorno al nostro destino comune e all'esigenza di fare qualcosa per contenere i mutamenti degenerativi che da tempo colpiscono l'atmosfera e gli ecosistemi.

 

I giovani sono interessati perché molti di quelli che hanno visitato il Salone appartengono, per l'appunto, alla "generazione Greta", e scendono nelle strade e nelle piazze intonando quella che si potrebbe chiamare la "Bella Ciao" climatica (vale a dire una rivisitazione-appropriazione del celeberrimo canto resistenziale declinato secondo intenti di salvaguardia ambientale).

 

Il libro - con i tanti titoli usciti negli ultimi tre mesi - rappresenta una fonte autorevole per documentarsi sulle tematiche ambientali, anche per la sua natura di supporto materiale che si rivolge a una generazione di nativi digitali. Visto che - intuizione di Marshall McLuhan oggi ancor più valida - "il mezzo è il messaggio", quella piattaforma cartacea che coincide con il libro si propone quale medium accreditato e qualificato di informazione e formazione per i giovani lettori ecologisti.

 

E, dunque, in un'epoca in cui - neo-marxianamente (ma, soprattutto, postmodernisticamente) - "tutto ciò che è solido si dissolve nell'aria", il libro resta quale deposito di idee e pensieri da infilare nello zaino (o nella tracolla in materiale ecofriendly). E, "rimanendo" fisicamente su una scrivania o uno scaffale, aiuta a far decantare anche le riflessioni su quanto c'è scritto al suo interno. E si sfoglia, secondo quella modalità di lettura da sinistra a destra, con le due pagine affiancate e distese, che è uno dei grandi asset e dei magneti più potenti per i lettori che girano negli stand delle fiere del libro. Un archivio e una repository in carta e con uno spessore (in tutti i sensi).

 

Così, quanto avvenuto nei giorni scorsi a Torino ci conferma in maniera incontestabile che c'è una "Vita Supernova", e tanta, anche nella galassia ambientale. E che esiste una molteplicità di titoli di libri sull'ambiente pubblicati nel corso di questi ultimissimi anni - da Un'etica della madre terra di Leonardo Boff (Castelvecchi) a Possiamo salvare il mondo prima di cena di Jonathan Safran Foer (Guanda), da Addio ai ghiacci di Peter Wadhams (Bollati Boringhieri) alla Storia globale dell'ambiente di Stephen Mosley (Il Mulino), fino ai Cambiamenti climatici di Alessandro Farruggia (Diarkos), e chi più ne ha più ne metta - che fanno da apprezzato segnavia per darci informazioni e un orientamento in questa complicata, ma indispensabile, fase di transizione ecologica. Come le ragazze e i ragazzi dei Fridays for Future ci ricordano, instancabilmente, ogni venerdì da un po' di tempo a questa parte.