Agricoltura

Caffè barriera contro la deforestazione. E Lavazza in Etiopia si aiuta con i banani

All'expo di Dubai iniziative antispreco: l'espresso si fa con la la moka solare
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La coltivazione del caffè è una barriera contro la deforestazione. Perché le piantagioni sono curate dalle popolazioni locali, e la loro presenza sul territorio, parcellizzata in tanti mini appezzamenti autosufficienti economicamente, frena gli appetiti che le compagnie del legno o della soia nutrono per la terra. Dove resta il caffè, insomma, vanno indietro gli speculatori. Lavazza è impegnata su questo fronte. "Il progetto Amazzonia che stiamo portando avanti con Cesvi - ha spiegato a Dubai Carlo Colpo, marketing communication Director del gruppo torinese - ha proprio questo obiettivo:  Promuovere la conservazione del patrimonio forestale esistente, attraverso un presidio diretto da parte delle comunità indigene, e piantumare nelle aree degradate della foresta, con un focus sulla noce amazzonica, preziosissima risorsa per l'ambiente".


Ma Lavazza non guarda solo all'Amazzonia. Un progetto di difesa del territorio è stato avviato anche in Etiopia, dove la coltivazione del caffè avviene spontanea e con metodi naturali, "aiutata" dalle piante di banano che la proteggono. E altri camminano in Ecuador e Perù. Il caffè amico dell'ambiente, insomma? In parte sì, anche perché - ricorda Colpo - il caffè è donna: nelle coltivazioni l'attività femminile ha un ruolo preminente ed è anche tradizionalmente più attenta all'aspetto della sostenibilità".

C'è ancora da fare, però. Si lavora in particolare sullo smaltimento delle capsule, dove avanza la ricerca di materiali compostabili, e sul riutilizzo dei fondi usati per l'espresso tradizionale, fatto a macchina o dalle moka. Da Lavazza arriva però un segnale di cambiamento di attenzione da parte dei consumatori. "Stiamo assistendo sul mercato - spiega Colpo - al consolidamento del mercato delle capsule, ma anche alla crescita di consumo del caffè in grani, quello da macinare. Maggiore freschezza del prodotto e quindi migliore qualità e minore spreco. E sempre sul fronte dello spreco, Lavazza ha dato l'esempio a Dubai.

Nel Padiglione Italia lo stand che accoglieva i visitatori offriva caffè grazie ad una enorme moka alta due metri e sospesa sopra l'ingresso, che incorpora una serie di specchi capaci di seguire il corso del sole e di produrre calore. Una volta riscaldata l'acqua  scorre attraverso i tubi di rame e arriva alla macchina a pressione. Il caffè poi è servito su un bancone: ma è fatto con fondi di caffè riutilizzati e con una superficie tattile fatta di chicchi. L'espresso ora è circolare