Il fisco verde

Da stalla a eco-casa, il bonus ti aiuta a ristrutturare

Grazie al Superbonus anche un vecchio fienile senza più copertura può trasformarsi in abitazione a energia quasi zero, e godere, quindi, di tutte le agevolazioni, riducendo al minimo costi e bollette
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La casa "usata" è più ecologica, si sa: si limita il consumo del suolo e si ricicla l'esistente. Il tutto con l'aiuto del Fisco. Grazie al Superbonus, infatti, anche un vecchio fienile senza più copertura o una stalla diroccata possono trasformarsi in abitazioni a energia quasi zero, e godere, quindi, di tutte le agevolazioni, riducendo al minimo le spese da sostenere per la nuova costruzione, e per le bollette future.

Nuove costruzioni a energia quasi zero

Dal 1° gennaio 2021  tutti gli edifici, sia nel caso di nuova costruzione che di ricostruzione dopo una demolizione, debbono essere a consumo energetico quasi zero (nearly Zero Emission Buildings – nZEB). È diventato infatti finalmente obbligatorio anche per gli edifici privati costruire seguendo i principi della progettazione sostenibile e bioclimatica. È prevista la certificazione ambientale con una percentuale definita di materia recuperata o riciclata e sono banditi i prodotti dannosi per l'ozono. La costruzione, poi deve essere climatizzata utilizzando essenzialmente fonti di energia rinnovabile, coibentata e protetta dall'eccessivo surriscaldamento tramite schermature solari, e dotata di impianti  per il risparmio idrico e il riciclo al fine di ridurre al minimo il consumo di energia. Grazie a queste regole tutti i nuovi fabbricati risultano in fascia A4 dal punto di vista energetico, rientrando così nell'ambito delle agevolazioni previste dal Superbonus. Anche se si tratta di "riciclare" vecchie costruzioni destinate ad altri usi.

Anche in caso di cambio di destinazione d'uso

La possibilità di ottenere l'agevolazione, infatti, è riconosciuta anche nel caso in cui l'edificio da abbattere e ricostruire non sia per uso abitativo, e per questo non sia in origine dotata di un impianto di riscaldamento. A precisarlo in maniera inequivocabile l'Agenzia delle Entrate con la risposta 593 del settembre scorso, che ha dato il via libera alla detrazione del 110% per la ristrutturazione di un fabbricato pericolante sprovvisto di impianti di riscaldamento in quanto non destinato ad uso abitativo. L'Agenzia per prima cosa ha ricordato che sono ammesse al Superbonus, sia per il consolidamento che di tipo energetico, anche le spese per interventi realizzati su immobili che saranno destinati ad abitazione solo al termine dei lavori. Unica condizione richiesta è che nella Scia da presentare al Comune risulti chiaramente che l'intervento è finalizzato al cambio di destinazione d'uso. Quanto in particolare alle spese di efficientamento energetico del fabbricato sprovvisto di riscaldamento, in base alle norme attuali sono compresi fra gli edifici che accedono al Superbonus anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi, anche in caso di demolizione e ricostruzione che devono ricmprendere sempre la coibentazione, raggiungano una classe energetica in fascia A.

Sì al bonus del 110% per il riscaldamento a legna o pellet

In linea di principio per ottenere il Superbonus energetico è richiesta la presenza di un impianto di riscaldamento dell'edificio da demolire. Tuttavia in caso di interventi di coibentazione l'agevolazione è possibile anche per l'installazione ex novo di un impianto di riscaldamento alimentato a biomasse, come pure per quella dei collettori solari. Quindi si può partire da un edificio diroccato destinato in origine ad uso diverso da quello abitativo per realizzare un immobile a energia quasi zero, con la certezza di poter contare anche sull'agevolazione fiscale.