Noi e l'ambiente

Riso, mandorle o legumi: scegliere il sostituto del latte pensando al Pianeta

Le bevande vegetali si preferiscono per motivi di salute, di dieta o etici. Ma non sempre gli ingredienti che le compongono aiutano davvero a produrre meno emissioni e inquinamento
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Per qualcuno è ancora una bizzarra novità, per moltissimi è invece diventata un’abitudine: parliamo delle bevande vegetali proveniente da legumi, cereali e frutta secca oleosa. Che sia il cappuccino al bar, il bicchiere di latte e biscotti per merenda, la torta fatta in casa, in Italia sono ormai circa 12 milioni le persone che consumano abitualmente questi prodotti. Un’ottima alternativa per chi è intollerante al lattosio, ma anche per chi decide di seguire una dieta vegana e vuole avere minore impatto sull’ambiente. La produzione di latte caseario infatti ha grandi costi ambientali in termini di emissioni, consumo di acqua e di suolo. Produrre un litro di latte vaccino consuma 9 metri quadri di suolo all’anno, mentre la produzione di latte di soia richiede soltanto 0,7 metri quadri di suolo.

Tuttavia, anche alcune di queste coltivazioni possono recare danni al Pianeta, soprattutto quando sono intensive. In California, le piantagioni di mandorle stanno sterminando le api, esposte a pesticidi e a drastici cambiamenti di habitat. Inoltre, la mandorla è la frutta a guscio che richiede più acqua per crescere: questo è un problema per le aree con scarsa disponibilità idrica. In fondo alla classifica dei cereali ecosostenibili troviamo invece il riso, gran consumatore d’acqua e associato alle emissioni di gas serra, prodotte dai batteri che crescono nelle risaie. Tra i legumi, la soia ha un buon rapporto tra consumo di acqua e di suolo, almeno finché non si parla di coltivazioni intensive e deforestazione: la richiesta di questo legume è infatti alle stelle, perché viene utilizzato sia come mangime per gli animali che per il consumo umano.

Una volta chiarite queste differenze, proviamo a orientarci tra gli scaffali del supermercato. Il riso viene coltivato dall’altra parte del mondo in maniera intensiva? L’azienda produttrice applica politiche di riforestazione e mitigazione delle emissioni? Quanta plastica c’è nell’imballaggio? Cerchiamo di scegliere aziende biologiche e locali, se possibile. Per quanto riguarda il lato nutrizionale, se vogliamo sostituire il latte fresco con una bevanda simile per nutrienti, possiamo scegliere la soia, oppure le bevande con un buon livello di calcio e vitamina B2, senza zucchero, con pochi ingredienti aggiunti. Al contrario, riso e altri cereali hanno un basso contenuto proteico e zuccheri semplici superiori al 10%. In generale, è sempre meglio variare i consumi per godere al meglio del diverso apporto nutritivo.

Infine, ovviamente, dobbiamo tenere conto del sapore e dei nostri gusti. E allora davvero non resta che sperimentare: con il caffè si sposa meglio la soia, il riso, la mandorla o il cocco?

Come fare

Le bevande vegetali hanno un minore impatto ambientale rispetto al latte caseario
Un consumo variato di bevande vegetali è la scelta migliore dal punto di vista nutrizionale
In fase di acquisto, facciamo attenzione a imballaggi, provenienza e affidabilità dell’azienda