Osservatorio clima / Visto dall'estero

La cattiva economia dei difensori dei combustibili fossili

Ashley Cooper/Construction Photography/Avalon/Getty Images 
Il premio Nobel per l'economia 2008: "Perché il Partito Repubblicano è diventato il partito dell'inquinamento? Chi dice che agire contro il cambiamento climatico sarebbe un disastro economico è smentito dalla realtà"
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Il riscaldamento globale è una fakenews. Comunque, non è causato dall'uomo. E fare qualcosa al riguardo distruggerebbe l'economia.

Chi è contrario ad agire contro il cambiamento climatico ha sempre fatto affidamento su più linee di difesa: se un argomento per non fare nulla diventa insostenibile, basta ritirarsi su un altro.

 

È ciò a cui stiamo assistendo attualmente, mentre i conservatori discutono contro la spinta dell'amministrazione Biden a favore di investimenti pubblici rispettosi del clima. Si dà il caso che questa spinta stia avendo luogo su uno sfondo di ondate di calore senza precedenti, di enormi incendi boschivi, di gravi siccità in alcuni luoghi e di inondazioni catastrofiche in altri - fenomeni che, come gli scienziati avevano previsto da tempo, sarebbero diventati più comuni man mano che il pianeta diventava più caldo.

 

Di fronte a questi eventi, affrontati recentemente dal Times, i repubblicani hanno moderato il loro negazionismo sul cambiamento climatico – affermando perfino di non aver mai negato quanto sosteneva la scienza. Ad esempio, il senatore James Inhofe, che nel 2012 aveva scritto The Greatest Hoax: How the Global Warming Conspiracy Threatens Your Future, [La più grande bufala: come la cospirazione del riscaldamento globale minaccia il tuo futuro] ora sostiene di non aver mai definito il cambiamento climatico una bufala.

 

Se teniamo conto delle passate esperienze, questa nuova disponibilità ad accettare la realtà del riscaldamento globale non durerà; alla prossima ondata di freddo in America, i soliti personaggi torneranno a negare il cambiamento climatico e ad attaccare gli scienziati. Per ora, comunque, sono concentrati sull'immenso danno economico che, secondo loro, comporterà il tentativo di limitare le emissioni di gas serra.

 

Consentitemi, dunque, di esporre quattro motivi per non credere a una sola parola di quello che dicono su questo argomento.

 

Primo, l'economia degli Stati Uniti è sempre andata notevolmente meglio sotto i presidenti democratici che non sotto i presidenti repubblicani - un modello così forte da sconcertare persino gli economisti progressisti. Qualunque sia la causa di questa disparità di parte, un partito devoto alla dottrina zombie secondo la quale i tagli alle tasse risolvono tutti i problemi non ha alcun titolo per darci lezioni su ciò che è buono per l'economia.

In secondo luogo, c'è una notevole incoerenza tra la fede espressa dai conservatori nel potere dell'iniziativa privata e il loro affermare che le politiche climatiche paralizzeranno l'economia. Alla destra piace dirci che le imprese sono motori di innovazione e adattamento, pronte ad affrontare qualsiasi sfida. Eppure, le stesse persone che lodano la creatività del settore privato insistono sul fatto che le imprese avvizziranno e moriranno se messe di fronte a nuove normative o tasse sulle emissioni.

 

In realtà, diversi studi hanno dimostrato che le proiezioni del governo sugli effetti delle nuove norme per la tutela dell’ambiente o della salute sovrastimano continuamente i loro costi, proprio perché le imprese rispondono alle nuove norme e agli incentivi innovando, trovando modi per ridurre i costi di adeguamento. E le proiezioni dell'industria sugli effetti negativi della nuova normativa sono molto peggio, ovviamente, sovrastimando i costi in misura ridicola.

 

In terzo luogo, la storia confuta fermamente l'idea che ci sia un legame necessario tra la crescita economica e le emissioni di gas serra.

 

Consideriamo il caso della Gran Bretagna, dove è iniziata la crescita economica moderna. Le emissioni britanniche di anidride carbonica sono andate calando per mezzo secolo, nonostante un'economia in crescita. Su base pro-capite, le emissioni di anidride carbonica della Gran Bretagna sono tornate a quelle che erano negli anni Cinquanta - al decennio 1850, quando il Pil reale pro capite era solo un nono di quello che è oggi.

 

Infine, l'insistenza repubblicana sul fatto che dobbiamo rimanere dipendenti dai combustibili fossili è particolarmente strana dato l'enorme progresso tecnologico nelle energie rinnovabili - un progresso così notevole che l'amministrazione Trump ha cercato di costringere le compagnie elettriche a continuare a usare il carbone, il cui costo non è più competitivo. Oggi, grazie a una migliore tecnologia, ridurre le emissioni è molto più facile di quanto non fosse, per esempio, nel 2008, quando John McCain chiedeva un limite alle emissioni di gas serra, una posizione compromettente per chiunque cercasse oggi la nomination repubblicana alla presidenza.

 

Naturalmente, questi fatti non faranno cambiare idea ai repubblicani. Fa male vedere come i politici che si oppongono all'azione sul clima non stiano discutendo in buona fede; hanno deciso di bloccare qualsiasi misura volta a evitare il disastro e useranno qualsiasi scusa per giustificare la loro posizione.

 

Perché il Partito Repubblicano, il Grand Old Party, è diventato il partito dell'inquinamento? Pensavo che fosse principalmente una questione di soldi; nel processo elettorale del 2020 i repubblicani hanno ricevuto l'84 per cento dei contributi politici dell'industria del petrolio e del gas e il 96 per cento dei contributi delle miniere di carbone.

 

I soldi, sicuramente, c’entrano. Ma ora penso che ci sia qualcosa di più. Come nella politica delle pandemie, dove il GOP si è effettivamente alleato con il coronavirus, la politica climatica è diventata un fronte della guerra culturale; c'è la sensazione, a destra, che i veri uomini disprezzino le energie rinnovabili e amino bruciare i combustibili fossili. SI vedano i disonesti tentativi di dare la colpa ai parchi eolici per i blackout in Texas, causati in realtà dal congelamento degli oleodotti.

In ogni caso, quello che bisogna sapere è che chi dice che agire contro il cambiamento climatico sarebbe un disastro economico è smentito in modo evidente dalla realtà, così come lo è chi afferma che il clima non sta cambiando.

 

* Premio Nobel per l'economia nel 2008

(traduzione di Luis E. Moriones)