Clima
(bussalino)

La mappa che aiuta a proteggersi dal fumo degli incendi

I roghi peggiorano la qualità dell'aria e sono pericolosi per la salute, così negli Usa è stata messa a punto una mappa che aiuta i cittadini a difendersi. "Anche in Italia serve maggiore sensibilizzazione sui danni collaterali"

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Non solo ettari di boschi in fumo o innalzamento delle temperature. Mentre il mondo va a fuoco, c’è un altro problema sempre più tangibile: il peggioramento della qualità dell’aria. Il fumo prodotto da questi incendi boschivi incontrollati è dannoso per la salute e per questo motivo negli Stati Uniti il governo ha fornito ai cittadini una mappa che li aiuti a proteggersi da questo impatto devastante. Si chiama Fire and Smoke Map, la mappa degli incendi e del fumo, ed è uno strumento messo a punto dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense (Epa) che, oltre a mostrare le aree attualmente in fiamme, fornisce dati completi sulla qualità dell’aria e una serie di consigli su come affrontare l'emergenza.

“Esiste un problema oggettivo sugli incendi boschivi e il loro impatto sull'ambiente e la salute. Le colonne di fumo che durano giorni e interessano aree sempre più vaste danno origine a un particolato che, anche se non è nocivo come quello provocato dalle discariche, non fa assolutamente bene ai polmoni”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. Il mix di gas e particelle che si sviluppa dalla combustione di alberi, costruzioni e qualsiasi altra cosa le fiamme incontrino al loro passaggio, infatti, può portare numerosi problemi di salute, dai più semplici tosse e mal di testa, ai più pericolosi attacchi cardiaci. Un recente studio pubblicato su Science Advance ha anche stabilito che ci sarebbero stati quasi 20mila casi in meno di Covid se non fosse stato per il fumo degli incendi da record del 2020, che ha aumentato il rischio di infezione a causa di irritazione polmonare e abbassamento delle risposte immunitarie.

La Fire and Smoke Map è stata lanciata come progetto pilota nel 2020 per fornire al pubblico, in un unico sito, informazioni sui luoghi degli incendi, sulle nubi di fumo e sulla qualità dell'aria. Qui gli utenti possono ottenere, per qualsiasi angolo degli Stati Uniti, informazioni che si basano sui dati analizzati da migliaia di centraline fisse, statali o di aziende, ma anche di sensori di privati cittadini. La mappa a colori distingue le varie zone di pericolo e le azioni da intraprendere per proteggere la propria salute, come la limitazione delle attività all'aperto, l'uso di mascherine ma anche il filtraggio dell'aria interna tramite aria condizionata o filtri HEPA. “Informazioni fondamentale che in Italia mancano”, sottolinea Ciafani. “Molte persone non hanno idea di come comportarsi in caso di incendio. Nemmeno quelle che vivono vicino a grossi impianti industriali sanno come evacuare casa nel modo corretto, per esempio, o limitare l’ingresso dei fumi dalle finestre. Figuriamoci nel caso di un evento meno prevedibile come un incendio boschivo”.

Per un quadro completo sugli effetti del fumo sulla salute in Italia bisognerebbe però tenere conto non solo dei macroinquinanti - come il monossido di carbonio, gli ossidi di azoto e le polveri sottili rilevati dalle centraline fisse sparse sul territorio - ma anche di diossine o metalli pesanti. “Questi microinquinanti si possono però riscontrare solo prelevando dei campioni d’aria che vengono poi analizzati in laboratorio”, spiega Ciafani. “Limitare al minimo gli effetti collaterali è possibile - conclude - solo se l'Italia punta su entrambi questi aspetti: un monitoraggio completo della qualità dell’aria e la sensibilizzazione massiccia dei cittadini”.