Il libro

Il senso della vita dell'immensa fabbrica di foglie

In "Lab Girl" Hope Jahren racconta gli alberi come nessuno ha mai fatto, perché per carpirne i segreti si è messa dalla loro parte
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Dipendiamo dalle foglie. Le piante sono gli unici organismi in grado di produrre zuccheri da una materia inorganica non vivente e quegli zuccheri sono ciò che consente la vita vegetale e animale, quindi dell’uomo. Per fortuna di queste macchine fantastiche ce ne sono tantissime, il rapporto tra la massa vegetale e quella animale sulla terra ferma è mille e il numero delle piante è sbalorditivo, solo nelle aree protette dell’ovest degli Stati Uniti ci sono 80 miliardi di alberi (per avvicinarci, in Puglia ci sono oltre 60 milioni di ulivi, in parte purtroppo uccisi dalla Xilella). Poiché nella natura tutto ha un senso, il senso di questa immensa fabbrica di foglie è consentire la vita.

Quelle delle piante non sono vite facili, i semi, prodotti da alcune specie anche a centinaia di migliaia ogni anno da ciascun albero, devono avere la ventura che il vento, qualche animale o chissà cosa lo porti nel luogo giusto dove le caratteristiche del terreno, la disponibilità di acqua e l’accesso alla luce del sole diano una qualche possibilità di sviluppo. E poi il seme deve trovare il momento giusto per aprirsi e cominciare a radicarsi, può aspettare anni, anche secoli per questo e, ovviamente, a uno su mille va bene. E poi ci sono i parassiti, gli animali, la meteorologia e il fattore di rischio più pericoloso di tutti, l’uomo con la sua avidità, arroganza e incoscienza.

Hope Jahren racconta gli alberi come nessuno ha mai fatto prima perché per carpirne i segreti si è messa dalla loro parte, ha smesso di aspettarsi che loro, le piante, si comportassero in un certo modo e ha cominciato ad ‘ascoltarle’ con un amore e una pazienza e una felicità straordinari. Lab Girl è la sua storia, la storia di una bambina che sognava un laboratorio tutto suo e del cammino che l’ha resa una scienziata, e della fatica e della gioia di ogni scoperta. Ed è la storia degli alberi, dai semi alle radici, al fusto, alle foglie, dell’intelligenza adattiva della natura che ne regola la vita e ne consente la sopravvivenza. Della dura selezione, dei meccanismi vari e affascinanti di riproduzione. Lo sapevate per esempio che il salice si riproduce per talea lasciando cadere i rami più bassi che poi trascinati dall’acqua trovano nuova dimora?

È un saggio-romanzo dal quale si impara molto senza annoiarsi mai, uno di quei libri che vorresti non finissero.

Lab Girl

di Hope Jahren (Codice Edizioni)

(Pagine 320; Euro 22)