Passaggio a Nord Est

La via polare nell'Artico che si scioglie passa per Russia e Dubai

Un rompighiaccio russo nella baia di Preobrazheniya, nel Mare di Laptev (Jacuzia). Yuri Smityuk/TASS (Photo by Yuri Smityuk\TASS via Getty Images 
Siglata un'intesa tra Rosatom, l'ente atomico della federazione russa, e DP World, colosso con base negli Emirati Arabi che investe su base mondiale su porti, navigazione e trasporto merci a lungo raggio, per 'approfittare' del riscaldamento climatico
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BERLINO – Lo spaventoso scioglimento delle calotte dei ghiacci artici è visto da qualcuno anche come nuova possibilità unica e insperata, se non addirittura benvenuta, di fare affari, trasportare ed esportare, visto che si aprono nuove vie d'acqua nella regione polare per la navigazione commerciale a lungo raggio.

È quanto sta accadendo, come scrive il New York Times, con il nuovissimo accordo per sfruttare insieme rotte e porti polari russi venuto in essere tra Rosatom, l'ente atomico della federazione russa che gestisce porti e infrastrutture navali del piano evidentemente agli ordini di Putin, e DP World, il colosso con base a Dubai che investe su base mondiale su porti navigazione e trasporto merci a lungo raggio.

Il ragionamento della Russia e dei suoi partner di Dubai, può apparire insieme cinico verso natura, clima, ambiente e livello del mare, e naturale dal mero punto di vista del calcolo economico. Lo scioglimento dei ghiacci e il cambiamento climatico hanno portato disastri spaventosi, anche in Russia: incendi, tornado, ondate di calore. Ma secondo Rosatom e Dp World, portano anche quella che definiscono la chance storica di avviare il trasporto merci globali su rotte più corte, grazie appunto alle acque liberate dai ghiacci, riducendo quindi le emissioni causate dalle navi. Ad esempio dal porto mercantile di Busan in Corea del Sud ad Amsterdam o Rotterdam un mercantile dotato di chiglia rafforzata e quindi in grado di navigare senza assistenza di rompighiaccio può compiere il viaggio impiegando 13 ore in meno rispetto a un cargo che usa la rotta tradizionale del canale di Suez.

Simbolicamente, i rappresentanti di Russia e Dubai hanno celebrato l'accordo con una crociera turistica nel porto di San Pietroburgo, dove agli ospiti sono stati mostrati come vanto della tecnologia russa quattro enormi nuovi rompighiaccio nucleari in allestimento, del costo di 800 milioni di dollari l'uno, e dove è stata costruita una centrale atomica galleggiante ora spostata da potenti rimorchiatori nel porto di Pevek per fornire energia elettrica agli impianti a terra della nuova via polare russo-dubaita.

"Quello che ci ha spinti a muoverci insieme nello sfruttamento delle nuove opportunità di rotte è appunto lo scioglimento die ghiacci", ha ammmesso il presidente e chief executive di DP World, Sultan Ahmed Bin Sulayem.

Oltre alla costruzione di nuove navi a chiglia rafforzata antighiaccio, Rosatom e DP World prevedono anche di intensificare l'uso dei grandi porti russi di Murmansk (appena a nordest dei confini con Norvegia e Finlandia) e di Vladivostok, in Estremo oriente, il leggendario capolinea della ferrovia transiberiana. Ciò aumenterà d'altra parte anche l'export di petrolio e gas russo, combustibili fossili che causano molte emissioni e riscaldamento. A Murmansk e Vladivostok, dove l'acqua dei porti non è mai ghiacciata, ogni merce sarà trasferita per continuare il viaggio verso la destinazione d'arrivo, dalle navi a chiglia rafforzata a normali enormi navi portacontainer.

Lo scioglimento dei ghiacci e il riscaldamento del clima, per quanto Rosatom e DP World festeggino e brindino, hanno avuto e hanno dimensioni e conseguenze spaventose. Col riscaldamento del clima superfici enormi della tundra e della foresta polare russa sono finite distrutte dalle fiamme. Intanto la calotta di ghiaccio articolo è ridotta ormai al minimo dal 1980, precisamente circa un terzo più piccola, e secondo il National snow and ice center del Colorado i mari artici hanno perso quasi un milione di miglia quadrate di ghiaccio.

Rosatom e DP World hanno cominciato a investire anche per ingrandire molti porti russi sulla rotta polare e renderne più profonde le acque. Secondo Aleksei Likhacev, direttore di Rosatom, si tratta comunque di cavalcare la tigre di "questo nuovo business globale su larga scala". Certo, egli ammette, "anche in Russia soffriamo dal cambiamento climatico, dagli incendi mai avuti in passato fino a tornado e piogge spaventose, ma questo non significa che il nostro paese non debba usare le shipping routes aperte dal rimpicciolimento dei ghiacci artici, ci sembra business as usual".