Sicurezza

Così il clima sempre più estremo corrode e 'stressa' gli edifici

Le operazioni di soccorso al condominio Champlain Towers South di Surfside, Florida, parzialmente crollato. EPA/Cristobal HERRERA-ULASHKEVICH (ansa)
Le cause del crollo del palazzo a Miami sono da stabilire con certezza, ma c'è chi chiama in causa i pericoli derivanti dagli effetti del clima su manutenzione e controllo di abitazioni e infrastrutture. Diversi studi sull'argomento avvertono che andranno adeguati gli standard di progettazione
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Poiché i cambiamenti climatici, le condizioni meteorologiche più estreme, l'innalzamento del livello del mare e le inondazioni continuano a minacciare le case di Miami e delle comunità costiere limitrofe, gli esperti avvertono che ciò che è accaduto al condominio Champlain Towers South dovrebbe comunque - in attesa che le cause vengano stabilite con certezza - far scattare un campanello d'allarme per i residenti, gli ispettori edili e le autorità locali, i governi, soprattutto nelle aree ad alto rischio. Tutto ciò non solo in Usa, ma anche e soprattutto in Europa.

Ma in che modo l'emergenza clima, provocata dall'uomo, ha a che fare con gli edifici e le infrastrutture?

Una serie di studi pubblicati dalla Fondazione Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici) rilevano che l’aumento della temperatura media prevista nel Vecchio Continente (e non solo), nei prossimi decenni accelererà il processo di corrosione degli edifici ed esporrà le strutture a maggiori stress, minando così la sicurezza delle costruzioni. I ricercatori della Fondazione Cmcc, membri di un network scientifico istituito dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, hanno realizzato due studi che suggeriscono una revisione degli standard europei di progettazione degli edifici.

Gli esperti della Fondazione Cmcc evidenziano come gli edifici e le infrastrutture dovranno essere adattati per resistere al clima che cambia e agli eventi atmosferici avversi. Adeguare gli standard di progettazione diventerà quindi decisivo per garantire la sicurezza delle costruzioni, che saranno sottoposte nel prossimo futuro ai cambiamenti attesi nelle variabili atmosferiche e a una maggiore frequenza e intensità del verificarsi di eventi estremi. È urgente, sottolineano gli esperti, mitigare questi rischi per evitare incidenti catastrofici.


L’impatto sugli edifici

Nel 2017 il Joint Research Centre (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione Europea, ha istituito lo Scientific network on adaptation of structural design to climate change. Un network di esperti, di cui la Fondazione Cmcc fa parte, dedicato a studiare come gli strumenti a disposizione della ricerca possano aiutare i decisori a tenere conto dei cambiamenti climatici attesi nella definizione degli aggiornamenti degli Eurocodici, gli standard che regolano le costruzioni a livello europeo.
 

Il ruolo dell’aumento atteso della temperatura in Europa nei prossimi decenni risulta centrale in due nuovi report pubblicati dal network, focalizzati l’uno sulla definizione delle azioni termiche sulle strutture (Thermal design of structures and the changing climate), e l’altro sulla loro corrosione nel contesto di un clima che cambia (Expected implications of climate change on the corrosion of structures).

 

Ponti e viadotti in Italia

Ponti e viadotti italiani sono estremamente a rischio per gli effetti dei cambiamenti climatici. Utilizzando come scenario di riferimento il più pessimistico, ossia quello che prevede una crescita delle emissioni di gas serra ai ritmi attuali, lo studio Cmcc ha approfondito il caso dell’Italia, simulando un incremento consistente della temperatura sull’intero territorio nazionale da qui al 2070.


I ricercatori Cmcc hanno riscontrato un aumento consistente sia nella temperatura massima – in alcune zone d’Italia anche di 6 °C – che in quella minima – con variazioni fino agli 8 °C nelle catene montuose. Guido Rianna, ricercatore Cmcc tra gli autori dello studio, spiega che “l’incremento della temperatura massima attesa potrebbe comportare la necessità di una revisione degli standard di costruzione per garantire la sicurezza delle opere, come nel caso delle dilatazioni termiche a cui sono soggetti i manufatti lineari come ponti e viadotti”.

 

Temperatura e umidità corrodono gli edifici

La seconda pubblicazione presentata dagli esperti Cmcc, svolta in tutta Europa e relativa alle variazioni di temperatura e umidità da oggi al 2070 su scala europea, ha studiato quali potrebbero essere gli effetti sulla corrosione degli edifici derivanti dalle variabili atmosferiche. È noto che all’aumento della temperatura e dell’umidità, il processo di corrosione delle strutture in acciaio e del cemento armato si accelera, minandone l’azione di resistenza e quindi mettendo a repentaglio la sicurezza delle costruzioni.
 

“Le simulazioni ci dicono che la temperatura nei prossimi 50 anni è destinata ad aumentare in maniera significativa in tutta Europa, seppur con differenze regionali”, spiega Rianna. “L’entità di tale incremento varia dai 3 ai 5 gradi in media, e dipende dagli interventi di mitigazione dei cambiamenti climatici che saranno adottati”.

 C’è quindi bisogno, spiegano gli autori della ricerca, di avviare una profonda revisione delle normative europee in merito a stabilità, verifica e manutenzione delle infrastrutture e degli edifici, affinché i prossimi standard tengano conto dell’accelerazione del processo di corrosione nelle costruzioni indotta dai cambiamenti climatici e prevedano accorgimenti per limitarla.

Le variazioni di umidità relativa, emerge dallo studio, non sono invece significative, a indicare che il vero catalizzatore del processo di corrosione delle strutture su scala europea sarà rappresentato dall’aumento di temperatura, più che dall’umidità. Da qui l’avvertimento: “L’incremento della temperatura massima attesa potrebbe provocare dilatazioni termiche a cui sono soggetti i manufatti lineari come ponti e viadotti”.

“Il prossimo passo sarà studiare l’azione del vento” annuncia Paola Mercogliano, direttrice della divisione REMHI della Fondazione Cmcc. “Il nostro obiettivo finale è quello di supportare decisori politici e costruttori con servizi e informazioni che possano permettere l’aggiornamento degli attuali standard di costruzione, considerando le diverse azioni atmosferiche e le diverse tipologie costruttive e permettendo l’implementazione di efficaci politiche e azioni di adattamento”.