Il referendum

La Svizzera è meno verde: non passano bando ai pesticidi e legge sulla CO2

Scontato l'esito sui prodotti fitosanitari, con il quesito appoggiato solo da sinistra e parte del centro, a sorpresa la proposta per ridurre le emissioni è bocciata pur se sostenuta da quasi tutti i partiti. Per la Confederazione ora è più difficile rispettare l'Accordo di Parigi
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La Svizzera non rinuncia ai pesticidi. È stato respinto il referendum sull'abolizione dell'uso dei pesticidi sintetici. La proposta avrebbe rivisto e rafforzato una legge esistente che mirava a ridurre le emissioni di CO2 entro il 2030, avrebbe promulgato nuove tasse sul carburante e sul gas naturale che generano CO2, nonché sui biglietti aerei. La nuova legge sulla COè stata respinta di misura, con il 51,6 per cento degli elettori contrari in un referendum nazionale condotto nell'ambito del sistema di democrazia diretta del Paese.

Se il 'no' alle due iniziative popolari che si prefiggevano di vietare l'uso di prodotti fitosanitari era piuttosto scontato, visti i risultati dei sondaggi ed essendo sostenute solo dalla sinistra e da una parte del centro, la bocciatura della Legge sulla CO2 era meno prevedibile, poiché ad eccezione dell'Unione democratica di centro, tutti i principali partiti appoggiavano la riforma fondamentale per rispettare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Tuttavia la nuova legge per la riduzione delle emissioni conteneva misure che avrebbero impattato sulla vita quotidiana, poiché conteneva misure relative al traffico stradale e alla riqualificazione degli edifici, che secondo i detrattori avrebbero comportato un notevole incremento delle spese a carico di famiglie e aziende.

Il mancato passaggio della normativa in questione rende ora più complesso per la Svizzera raggiungere l'obiettivo 2030 di ridurre le emissioni di carbonio alla metà dei livelli del 1990 e assumere la neutralità rispetto alle emissioni entro il 2050, come ha spiegato la ministra dell'Ambiente Simonetta Sommaruga. "Il no di oggi non è un no alla tutela del clima, è un no alla legge su cui abbiamo votato", ha detto Sommaruga in conferenza stampa. "I dibattiti delle ultime settimane hanno dimostrato che molte persone vogliono rafforzare la protezione del clima, ma non con questa legge", ha concluso.